Odori & sapori - Vorrei tentare di riproporre un itinerario di odori & sapori che ha caratterizzato la nostra città, nei mitici anni Cinquanta, sperando di far rivivere, in tutti voi, quell’intensa emozione che solo un dolce ricordo riesce a provocare. E cominciamo con la storica Latteria Angelini, sita in corso Umberto, di fronte all’attuale Bar Olimpia, dove si gustavano le migliori e più «saporite» granite di caffè con panna e i migliori yogurt, in contenitori di vetro. Ancora, gli inimitabili frappè del Piccolo Bar, sito nella piazzetta, adiacente la Farmacia Fornaro. Questa «tappa» è legata ad un particolare che un po’ tutti abbiamo dimenticato. Mi spiego meglio. Dunque, il figlio del proprietario del Piccolo Bar era Enzo Longo, col quale ho frequentato, insieme con Nino De Bernardi, la prima media (o la seconda?). Ricordo che il periodo era quello dell’occupazione anglo-americana, post bellica. Quasi tutte le scuole erano state requisite dagli Alleati, sicché la frequenza delle classi della scuola media inferiore avveniva di pomeriggio ed a giorni alterni, nell’Istituto Avviamento Professionale, nei pressi dell’allora Ufficio delle Tasse. Tornando all’amico Enzo, va detto che era uno dei più bei ragazzi di Brindisi, con una grande passione per la danza (non classica). E così, grazie alla sua bravura e al suo invidiabile fisico, diventò uno dei mitici boys dell’allora regina della Rivista Italiana, Wanda Osiris. Tornando agli odori & sapori, ricordo il penetrante odore che si avvertiva, passando davanti alla pizzeria napoletana «Mellone», nei pressi di piazza Cairoli. Le margherite con filetti di acciughe erano la fine del ... mondo. Questa storica pizzeria aveva, come richiamo esterno, un tavolino apparecchiato con tovaglia bianca, con al centro una singolare fiasco di vino, dal collo ... altissimo. Proseguendo, ricordo le ghiacciate granite di limone del Gran Caffè Torino (di fronte all’attuale American Bar), il «corposo» caffè freddo del Bar Fiamma; quindi i gelati, a forma di banana, specialità esclusiva della gelateria-pasticceria Imperiale (ora Bar Olimpia). Ancora, le gustose cassatine del Gran Caffè Verdi (ora Luisa Spagnoli), le paste alla crema della pasticceria Mazzotta e del laboratorio di Teodoro Camon (attuale profumeria Morelli), noto per le zeppole fritte e per i morbidi «maritozzi». Ancora, le caramelle-mou Topolino della Elah, nonché i candellini variopinti e le gommose giuggiole della ... odorosa Drogheria Limongelli. Ancora, il «trionfo» di odori & sapori della elegantissima salumeria del rag. Lanzillotti, i cui salumi e formaggi erano ... tutt’altra cosa! Infine (mi scuso se ho dimenticato qualcosa) gli odori & sapori della rosticceria di Don Agostino Panizzolo. Questa la nostra Brindisi, nei mitici anni Cinquanta. Una città che, ancora oggi, stentiamo a credere sia mai esistita! *** Cartoline, addio! - In un’epoca in cui si parla solo attraverso telefonini e si interagisce attraverso ... freddi e sgrammaticati SMS, riesce difficile immaginare che, appena una ventina di anni or sono, a Pasqua, a Natale, nelle ricorrenze particolari, le nostre amicizie, le nostre conoscenze si manifestavano con l’invio di cartoline illustrate. Una sorta di testimonianza fotografica delle città da cui venivano spedite. Allora, i postini avevano un gran da fare; alcuni di essi, si divertivano (innocente curiosità!) a leggere i pensieri e i saluti inviati. Erano gli stessi che, nel consegnare, ad una ragazza di loro conoscenza, la cartolina inviata dal fidanzato, impegnato nel servizio di leva militare, erano soliti anticipare così il ... messaggio amoroso: «Marì, stavota Vicinzinu, ti baci ti nde’ mandatu addirittura ... mille. Moì sta bona pi na’ sittimana ...». Mentre scrivo questo spunto, mi accorgo di avere, tra le mani, una cartolina illustrata a colori, con un collage di vedute di Brindisi. Ne approfitto per intestarla e inviarla a Voi, amici di Agenda Brindisi, con questo sincero ed affettuoso pensiero: buona estate a tutti! Rubrica a cura di Pino Minunni |