redazioneAutore: Attualità IN EVIDENZA Politica

A colloquio con Paola Baldassare: gli obiettivi del partito «Insieme»

Agenda Brindisi a colloquio con la dottoressa Paola Baldassarre, già vice sindaco di Brindisi e assessore provinciale, che ricopre l’incarico di coordinatrice regionale del neonato partito Insieme: è stata nominata dall’assemblea costituente e coordina le iniziative politiche in sintonia con il prof. Mauro Minelli. Abbiamo chiesto di parlarci del partito, della genesi e degli obiettivi prefissati: «Insieme origina dall’associazione ‘Politica Insieme’, fondata a Roma l’8 dicembre del 2017 con il contributo di Mons. Gastone Simoni (Vescovo emerito di Prato), dell’economista Stefano Zamagni (presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali), di Leonardo Becchetti, Giancarlo Infante e altri autorevolissimi amici del mondo accademico e della società civile,  a vario titolo rappresentata. Il 30 novembre del 2019 presentammo un Manifesto che definiva il nostro orientamento politico e valoriale per offrire un orizzonte di senso ai drammatici ed ineludibili problemi del nostro paese. Il 4 ottobre 2020 nasce il partito di ispirazione cristiana autonomo e non confessionale, aperto a credenti e non credenti che fonda la sua essenza su quattro pilastri: lavoro, famiglia, solidarietà a e pace».

Non siete il partito di Conte? «Non solo non lo siamo, dal momento che nel nostro DNA politico abbiamo superato il leaderismo a vantaggio di una dimensione collegiale ma, soprattutto perché siamo molto, molto di più».

– In che senso? «La nostra genesi storica e culturale ci impone di superare un tramontato ed insopportabile bipolarismo i cui esiti politici sono di pubblica evidenza, perché va restituita centralità e dignità ad una ispirazione cristiana la cui cifra, eticamente e laicamente declinata, sarà esclusivamente orientata verso la ricostruzione della dignità morale,economica e sociale della Persona. Perché abbiamo l’obbligo di  sottrarre alla sola logica statalista e del mercato  gli aspetti più rilevanti della vita dell’uomo fino a toccare tutti gli ambiti presenti nella galassia del terzo settore».

Da dove cominciate? «Dai territori, la cui natura e forma si intravede e si comprende attraverso le reti familiari, amicali, di vicinato e reciproco aiuto; ma anche attraverso le realtà associazionistiche, le cooperative e movimenti di volontariato così come da anni insegna il sociologo Pier Paolo Donati. In queste realtà,  intercettate solo strumentalmente dalla politica, dovrà proporsi il nostro dialogo che sarà tale solo se si realizzerà nelle sfere delle relazioni fiduciarie e di reciprocità. Dall’ascolto,  il cui valore vincolante apre alla conoscenza, richiede un’attenzione totale al caso singolo, sia esso persona o impresa, e tutta la gamma di ‘situazioni imprevedibili e scarsamente programmabili’ che questo comporta. Dalla cura, come metodologia e contenuto. CURA come sinonimo dell’azione, CURA di realtà vitali a partire dai membri più deboli della società: bambini,anziani disabili,giovani inoccupati. Dalla sussidiarietà, il cui valore si realizzerà se, con rigore ed onestà intellettuale, partiremo dal basso perché basso è il gradino più alto capace di elevare verso il vertice le istanze che rappresentano autenticamente le nostre comunità. Dal programma, che per la mia regione è stato costruito come un abito sartoriale sui principi del BES (benessere equo e sostenibile) e della generatività, avendo come faro l’agenda 2030».

Il metodo politico? «La nostra visione, che per molti viene dalla fede, deve essere una visione aperta e non chiusa, comprensibile e mai ermetica e, partendo dall’ultima enciclica di Papa Francesco, diventiamo inevitabilmente “animatori” delle nostre comunità. La storia è aperta, pertanto l’attenzione non è solo al programma compiuto ma è saldata ad un essere insieme e far prevalere la connessione. In un contesto di interrelazione, una presenza cristianamente ispirata non si consuma nelle teorie astratte ma nel concepire azioni che diano senso alle interazioni. Nell’area del foggiano siamo accanto a Libera nella contrasto alle agromafie, nella provincia di Bari il nostro coordinatore sta promuovendo un’azione contro l’usura, ulteriori progetti sono in cantiere nelle diverse province. Solo se ci prendiamo cura delle nostre realtà ritroviamo il bene di tutti e di ciascuno: ora e adesso, portando il bagaglio della nostra povertà evangelica. Questa convinzione non è una convinzione politicamente strumentale: noi vorremmo condividere la possibilità, con gli appartenenti ai movimenti ecclesiali e alle associazioni di diversa estrazione, di essere all’interno di una corresponsabilità di comunità. In questa area puoi essere autenticamente te stesso con il tuo bagaglio, rispettosi gli uni degli altri, di ciò che è stato e di ciò che potrà essere. Il dipartimento nazionale del dialogo con il mondo cattolico, che ho l’onore di coordinare, è un cantiere con la coerenza di un cammino: stiamo attenti ai mezzi il fine ci pensa da sé».

Un giudizio politico sull’attuale crisi? «Al di là di azzardi, di omissioni, di incursioni e di reazioni, c’è un dato incontrovertibile e finalmente esplicito: l’inadeguatezza del Governo di fronte alla crisi e alle emergenze ma, soprattutto, rispetto alle potenzialità irripetibili che sono in agenda. Dobbiamo parlare al ‘concreto vivente del paese’ nella chiarezza, nella trasparenza, nella competenza, così come la svolta epocale richiede».

Vi sono amministratori locali che hanno aderito al partito? «Certamente. Una parte di essi aveva già firmato il Manifesto, con altri abbiamo avviato una feconda interlocuzione».

Avete un sito del partito? «Sì, in attesa del sito definitivo chi vuole conoscerci meglio può accedere al sito: www.insieme-per.it/

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