Valeria GiannoneAutore: Allegro ma non troppo IN EVIDENZA Rubriche

Allegro ma non troppo: «Ma cosa facciamo con i novax?»

Du.Pre … nome cacofonico con cui si è battezzato il movimento dei novax nella versione intellettuale che nasce a Torino, la mia città di adozione. Du sta per dubbio e Pre per precauzione. Un gruppo di filosofi, scienziati e giuristi che non hanno trovato nulla di meglio per autodefinirsi
Potremmo suggerire un Fil.a.ca.sa. per esempio, Filosofi a Carattere Sanitario, o Ta.ce.te., sarebbe meglio (in tutti i sensi) Tante Certezze Temute.
E cosa direbbero di St.i.ca.si? Storia Italiana Carica di Significati. Farebbe per loro visto che l’ultimo arrivato, il prof Mattei, ha paragonato il movimento al CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale contro il fascismo. Il risultato? La sua Università si è dissociata e la figlia di un eroe della resistenza torinese ha dichiarato che il padre avrebbe fatto una bella risata. E l’abbiamo fatta anche noi quando persino Cacciari, il filosofo che con il collega Agamben ha fondato Du.Pre, si è fatto riprendere in fila come un comune pensatore per la terza dose del vaccino.
«Non è una contraddizione?» lo incalza. un giornalista. «Certo che no. I vaccini sono utilissimi» risponde esterrefatto il filosofo. Ah, sì? Vabbè sappiamo tutti che l’ermeneuticafilosofica è una brutta bestia.
La Repubblica, che traccia il ritratto sociale del novax, come poco acculturato, disoccupato e non integrato, probabilmente non ha colto a pieno la categoria. Una minoranza della popolazione che però fa tanto rumore, quando non compie azioni violente. Una categoria che ha trovato i suoi «intellettuali organici» per scomodare Gramsci, ovvero personaggi acculturati in grado di tradurre in parole compiute dei pensieri disordinati, ha i suoi politici, che si lanciano sul bottino dell’elettorato cieco e arrabbiato, si presta a ideali nazi fascisti ed a vetero comunisti, elegge i propri contro eroi.
L’ultimo in ordine cronologico il tennista Novak Djokovic, che ha cercato di eludere le leggi australiane con un certificato di esenzione vaccinale e dopo una triangolazione tra Federazione tennistica, primo ministro e tribunale, forse riuscirà a giocare. Ma prima ha mentito a tutto il mondo «avevo il Covid, ma forse no, ho presenziato a diverse manifestazioni ma non avevo l’esito del tampone, ho problemi di salute che mi impediscono di vaccinarmi ma non di essere il tennista numero uno al mondo». Ma d’altronde lui è Gesù Cristo, almeno così l’hanno definito i genitori nel suo periodo di «detenzione» in un albergo privo della vasca idromassaggio.
Dobbiamo molto all’economista Carlo M. Cipolla che nel saggio semiserio Allegro ma non troppo – Le leggi fondamentali della stupidità umana riconosceva che gli stupidi, sono presenti in tutte le categorie dell’umanità in egual misura, compresa quella dei Premi Nobel.
E allora cosa si fa con questi novax? Niente, ma nemmeno cedere alle provocazioni di un governo che lamenta ristrettezze sanitarie attribuendole ai novax. Sono il 10% della popolazione, percentuale fisiologica che una previdente pianificazione sanitaria avrebbe dovuto considerare. Nemmeno accettare supinamente lo stillicidio di regole del Green Pass e accogliere con tripudio un obbligo vaccinale farlocco, che prevede un’ammenda risibile.
Non dobbiamo fare nulla. Stendere un velo di silenzio e lasciare che si dibattano nel loro narcisismo intellettuale se va bene o nel loro gretto individualismo nel peggiore dei casi. E rassegnarci. Dopotutto, a più di 400 anni dalla nascita di Galileo, abbiamo ancora i terrapiattisti.
Valeria Giannone (Agenda Brindisi – 14 gennaio 2022)

AGGIORNAMENTO CASO DJOKOVIC – E’ arrivata oggi la decisione che segna la storia dell’Australian Open 2022: il governo australiano ha annullato, per la seconda volta, il visto di Novak Djokovic. Nel comunicato ufficiale del Ministro per l’Immigrazione Alex Hawke si legge che la scelta è stata adottata “per motivi di salute e ordine pubblico, in quanto era nell’interesse della popolazione farlo”. Ovviamente se il tennista non impugnerà la decisione in tribunale, sarà immediatamente espulso dal Paese.

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