redazioneAutore: Calcio IN EVIDENZA Sport

Amarcord biancoazzurro: Giorgio Tomba e la promozione in serie C1

Tutti gli sportivi brindisini ricordano, con giusto merito, ciò che ha fatto per un decennio la famiglia Fanuzzi per il calcio a Brindisi. Dalla serie D della stagione 1966/67, ha regalato annate esaltanti, portando i colori biancoazzurri (con la V sul petto voluta dal commendatore Franco Fanuzzi) in serie B, dove è rimasta per quattro anni, dal 1972/73 al 1975/76. Finita l’era Fanuzzi, per un altro decennio, dal 1979/80 in poi, a tenere vivo l’entusiasmo del calcio in città, ci ha pensato Biagio Pascali. Prese ciò che rimase della Brindisi Sport, e dalla C2, in cui vivacchiava, la portò in C1 nel 1984/85. I protagonisti di quella storica impresa furono: i portieri, Spagnulo, Arpa, Bacio; i difensori, Argentieri, Borsani, Caligiuri, Cipolla, Rodia, Salerno; i centrocampisti, Bonanni, Crafa, Delli Santi, Iurlano, Michelini, Morales e gli attaccanti, Biscotto, Vitali e Tomba. Quella stagione vincente iniziò con mister Lucio Vinci alla guida tecnica. Dopo una serie interminabile di pareggi, la squadra venne affidata a Giancarlo Ansaloni, che la trasformò in una macchina da goal e la portò alla vittoria del campionato. Uno degli artefici di quella storica promozione in C1, fu Giorgio Tomba, con il quale abbiamo ripercorso la sua storia calcistica e provato a rivivere quei magici momenti.

Dove è nato e quali i suoi inizi calcistici?
Sono nato a Gallarate (Varese). Dopo aver giocato nell’oratorio del paese, ho percorso tutta la trafila delle giovanili del Milan, fino ad esordire nel 1977 in una partita ufficiale in Coppa Italia, Spal-Milan (0-2). Successivamente, per fare esperienza, mi diedero in prestito in serie C alla Pro Patria.
A Chi si ispirava?
Mi ispiravo a Gigi Riva ed a Roberto Boninsegna, miei idoli.
Dal prestito in serie C alla Pro Patria in poi ha realizzato tanti goal, ma da quelle categorie non è più uscito. Come se lo spiega?
Non saprei. Dopo l’esordio in Coppa Italia a 17 anni con il Milan, sembrava che tutto andasse per il verso giusto, poi arrivato in serie C da quei campionati non mi sono più mosso: 77/78 Pro Patria C,78/79 Lanciano C2, 79/80 Chieti C1, 80/81 Reggina C1, 81/82 Imperia C2, ( novembre ) Matera C2, 82/83 Teramo C2, 83/84 Teramo C2, 84/85 Brindisi C2, 85/86 Brindisi C1, 86/87 Francavilla Promozione, 87/88 Martina C2, 88/89 Andria C2, 89/90 Andria C1, 90/91 Molfetta C2, 91/92 Gualdo D,
Quali erano le sue caratteristiche tecniche? Noi la ricordiamo con un buon dribbling, buon colpitore di testa, forte fisicamente, ma anche pronto a qualche gesto tecnico spettacolare.
Tutto vero. Diciamo che ero uno da area di rigore, lì era il mio habitat.
Quale persona ha avuto la maggiore influenza per la sua carriera?
Il mio primo presidente, Mantovani di Brescia, che praticamente mi ha portato a provare dappertutto: Brescia, Cremonese, Atalanta, Juve, finché mi prese il Milan.
Chi la volle a Brindisi?
Non ricordo. Presumo il presidente Biagio Pascali, con il quale sono tutt’ora in contatto tramite facebook. Ogni tanto ci sentiamo.

Quale programma le venne prospettato?
Quella squadra fu costruita per fare un campionato da protagonista e nonostante avessimo balbettato all’inizio, strada facendo, con il cambio d’allenatore, da mister Vinci a mister Ansaloni, tutto andò per il verso giusto.
Che tipo di allenatore era Ansaloni?
Il mister era molto preparato e molto meticoloso, con lui mi trovai benissimo.
Ricorda il primo incontro con i suoi nuovi compagni?
Conobbi i miei nuovi compagni in ritiro a Frontone e ci fu subito un grande feeling con tutti.
Che cosa si ricorda del suo debutto a Brindisi?
Ricordo che i tifosi erano abbastanza restii a seguirci, anche perché l’inizio non fu esaltante, poi quando cominciammo ad ingranare non ce ne fu più per nessuno.
Qual è stata la sua migliore stagione sportiva?
Non esagero quando dico che Brindisi è stato il periodo più bello della mia carriera calcistica.

A destra un sorridente Massimino Vitali, scomparso prematuramente

Lei faceva coppia d’attacco con Vitali (foto), che ricordo ha del suo sfortunato compagno?
Massimino è stato un grandissimo bomber, lo ricordo con grande nostalgia. Per lui, brindisino purosangue, vincere quel campionato è stato il massimo.
Qual è la partita che ricorda con più piacere del suo periodo a Brindisi e perché?
Chiaramente la partita che rimarrà nella storia, è sicuramente Foligno-Brindisi (1-2). Tutti ricorderete perché. In quell’occasione realizzai una doppietta e fu la svolta per la vittoria del campionato.
Che ricordo ha della storica promozione in C1?
L’ultima in casa con il Cattolica, un pomeriggio che è rimasto impresso nella mia testa, dei miei compagni, e soprattutto dei tifosi. A distanza di tanti anni, ancora oggi, rivedendo le immagini, mi vengono i brividi per le emozioni.
Quanti goal ha realizzato nella sua carriera?
Non ho mai fatto un conto preciso, più di un centinaio sicuramente.
Indubbiamente il suo migliore campionato è stato quello con il Brindisi nel 1984/85, nel corso del quale divenne capocannoniere del girone realizzando 17 reti. Ricorda qual è stato il più bello?
Credo sia stato quello in casa con il Cattolica, in sforbiciata. Il mio compagno di squadra Biscotto si liberò sulla sinistra di un paio di avversari e crossò al centro dell’aria dove io, in mezza sforbiciata, misi in rete.

La festa nel «Franco Fanuzzi» per la promozione in C1 dopo la vittoria con il Cattolica (stagione 1984/85)

Per quale motivo si interruppe il rapporto con il Brindisi?
Come si può vedere nel mio curriculum, non sono stato mai più di due anni in una società. E’ stata una mia scelta personale.
Quando ha smesso di giocare?
Ho smesso dopo l’ennesima operazione alle ginocchia.
Dopo aver smesso di giocare è rimasto nell’ambiente?
Sì. Avevo cominciato ad allenare, poi mi sono subito reso conto che non faceva per me. Successivamente, per una ventina di anni, ho lavorato in un grande centro commerciale.
A cosa si dedica adesso?
Ora da buon nonno, mi dedico alle mie nipotine.
Le manca il calcio?
Se devo essere sincero, il calcio di oggi non mi affascina più di tanto. Il nostro calcio era quello vero. Non è più il calcio genuino di allora. Adesso in primis c’è il dio denaro, poi viene il resto.
Segue le vicende del calcio Brindisino?
Seguo sempre le vicende del Brindisi, anche se da lontano, e mi dispiace vedere che non riesca ad uscire da quelle categorie in cui gioca. Anni fa mi iscrissi all’Associazione Perbrindisi e diedi il mio piccolo contributo economico, per fare iscrivere la squadra al campionato. Le associazioni dei tifosi, sono il futuro del calcio.
E’ mai più venuto a Brindisi?
Purtroppo non ho più avuto l’occasione di ritornarci.
Con i suoi compagni dell’epoca è in contatto?
Sì, sono in contatto con diversi compagni di allora, grazie ai mezzi virtuali, e ci sentiamo spesso.
Avete fatto qualche rimpatriata?
Diciamo sempre di ritrovarci ma poi, per un motivo o per l’altro, diventa sempre complicato
Ha un messaggio da dare ai tifosi biancoazzurri?
Sono in contatto con tantissimi miei ex tifosi ed amici. Approfitto di questa chiacchierata, per mandare loro, e a tutti gli altri, un calorosissimo abbraccio e un arrivederci a presto. Spero capiti un’occasione importante, per poter venire e festeggiare insieme.

Intervista a cura di Sergio Pizzi

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