Autore: Attualità IN EVIDENZA

«Appia Wine Road»: fare sistema nel segno della Regina Viarum

A tre mesi dalla sua costituzione, giovedì 9 aprile 2026 l’associazione «Appia Wine Road», nata dall’unione di sette aziende vitivinicole del capoluogo e della provincia, si è presentata ufficialmente alla cittadinanza nella suggestiva saletta del Bastione Carlo V, accanto a Porta Mesagne. A comporre il sodalizio sono Masseria Incantalupi, guidata dall’avvocato Antonello Bruno; Tenute Lu Spada, amministrata da Carmine Dipietrangelo; la storica cantina della famiglia Botrugno; Cantine Risveglio; Masseria Masciullo della famiglia Zullo; Tenute Bellamarina dell’imprenditrice Immacolata Mastrodonato insieme alla figlia Francesca Caforio; e, infine, Tenute Rubino, riconducibile alla famiglia dell’imprenditore Luigi Rubino. Sette realtà unite da un comune denominatore: la collocazione lungo la direttrice della Via Appia, la Regina Viarum, iscritta dal luglio 2024 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Un riconoscimento che riporta Brindisi, città terminale della celebre via romana, al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Un legame storico che trova nel vino e nell’olio – risorse vitali già in epoca antica – un patrimonio da valorizzare e rilanciare.

A fare gli onori di casa è stata Romina Leopardi, presidente della neonata associazione e figura di riferimento di Tenute Rubino. «È prevalsa la volontà di unirci – ha esordito – perché siamo consapevoli della necessità di fare sistema, di lavorare in rete e di presentarci sui mercati con un progetto identificativo e unitario. Abbiamo scelto di presentarci a tre mesi dalla costituzione perché, fin dal primo momento, abbiamo lavorato su progetti concreti. Oggi non portiamo soltanto idee, ma iniziative già avviate». Il target individuato dal nuovo sodalizio è quello dell’enoturismo, un settore in costante crescita. Secondo le stime, nel 2026 saranno circa 18 milioni gli italiani coinvolti in esperienze enoturistiche, con un crescente interesse per il contatto diretto con i produttori e i territori. «Per intercettare questo pubblico – ha proseguito Leopardi – dobbiamo valorizzare gli elementi identitari del territorio, che è da sempre terra di vino e come tale deve essere riconosciuto anche dal turista».

L’associazione si dichiara aperta a nuove collaborazioni con soggetti che condividano la stessa visione. «Vogliamo diventare il punto di riferimento per il tema vino su questo territorio – ha spiegato la presidente – ma eventuali partner dovranno avere requisiti coerenti con il progetto: un legame con la Via Appia e la produzione vitivinicola con uve provenienti dalle proprie tenute». Nel frattempo, saranno le singole cantine a promuovere il progetto «Appia Wine Road» al Vinitaly, in corso a Verona.
Tre i progetti già operativi. Il primo riguarda la comunicazione: ciascuna azienda ha inserito nei propri canali, a partire dai siti web, l’esperienza «Appia Wine Road», declinandola secondo le proprie peculiarità, dalle degustazioni alle visite guidate. Il secondo prevede un calendario estivo di eventi enogastronomici che, da luglio a settembre, animeranno vigne e cantine dei soci.

Il progetto più significativo riguarda, invece, l’adesione di Brindisi all’associazione nazionale «Città del Vino», segnando un ritorno dopo gli anni dell’amministrazione guidata dal compianto sindaco Domenico Mennitti. «Abbiamo chiesto al sindaco Marchionna – ha spiegato Leopardi – di aderire nuovamente al circuito, con l’obiettivo di rafforzare l’identità vitivinicola del territorio. Rientrare in questa rete rappresenta un’opportunità concreta, ma anche un valore simbolico importante».
Particolarmente entusiasta il primo cittadino di Brindisi presente all’incontro, segno di una vicinanza di intenti e di una collaborazione istituzionale già avviata. «La costituzione di «Appia Wine Road» – ha dichiarato – crea un connubio fondamentale tra la storia dell’antica Roma e la tradizione agricola del nostro territorio. È la riscoperta di una vocazione che come amministrazione intendiamo sostenere, a partire dal ripristino dell’adesione all’associazione nazionale «Città del vino».
Servizio di Carlo Amatori

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