Giorgio SciarraAutore: IN EVIDENZA Rubriche Zona Franca

Asili e consumo del suolo Turismo e decoro cittadino

Vorrei sottoporre due «questioni» a due assessori del Comune di Brindisi : la prima all’assessore ai lavori pubblici, nonché vicesindaco, Elena Tiziana Brigante.
ASILI E CONSUMO DEL SUOLO – Sulle pagine del Quotidiano del 16 aprile scorso l’assessore ha annunciato la realizzazione di due nuovi asili nido per far fronte alla mancanza di tale servizio nei quartieri Commenda e Centro. Per far ciò, il Comune partecipa ad un bando governativo (Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Interno) che «mette a disposizione fondi per interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nidi ed a scuole dell’infanzia. Per il periodo 2021-2025 sono stati stanziati 700 milioni di euro». Da quanto si legge nelle dichiarazioni della Brigante, il primo asilo nido, ossia quello della Commenda, dovrebbe sorgere al posto dell’ex scuola Camassa in via Sicilia, ridotta in pessimo stato. Un intervento, quello di abbattere un edificio e costruirne uno nuovo, che è anche un’occasione per riqualificare il patrimonio pubblico comunale come, del resto, fa notare lo stesso assessore e vice sindaco. Azione meritoria. Il secondo intervento, quello relativo all’asilo del quartiere Centro affronta la questione in modo diverso dal primo, nel senso che non si interviene su un immobile da sottoporre a «ristrutturazione o riqualificazione» ma su un’area libera che fa parte di un plesso scolastico e dove, anni fa, la Scuola Edile costruì, a scopo pedagogico, un trullo o qualcosa del genere. Un’area libera dove spesso si vedono i bambini di quella scuola passare qualche ora all’aria aperta. Quindi, stavolta, al centro, si interviene su uno spazio libero da costruzioni. E’ proprio questo l’aspetto poco convincente e per niente opportuno: il consumo del suolo, a dispetto di chi ne sostiene l’azzeramento. Delle aree del centro si è fatto fin troppo abuso anche in maniera indecente e poco lungimirante. Oggi si dovrebbe evitare il solo pensare di occupare anche un centimetro quadrato. Anzi, si dovrebbe fare l’esatto contrario: cercare di demolire quello che scandalosamente è stato costruito, per riguadagnare spazi e prospettive perse. Costruire un asilo nido va più che bene ma sforzatevi di trovare una soluzione decente. Quella di via dei Mille non lo è per niente e a prescindere da probabili e possibili vincoli, visto il luogo, sarebbe più conveniente (e doveroso) riutilizzare immobili di proprietà comunale che quasi sempre versano in cattive condizioni. Immagino ne esistano ad abundantiam. Ne individuiamo qualcuno? Quello in via Maglie, le cui condizioni sono state denunciate dal consigliere comunale Valentina Fanigliulo o, previa ristrutturazione, alcune aule inutilizzate di qualche plesso scolastico o … sforzatevi un po’ di leggere l’elenco delle proprietà comunali, non pensate soltanto a venderle.
TURISMO E DECORO CITTADINO – Per la seconda questione mi rivolgo al neo assessore al turismo, marketing territoriale e creatività, Emma Taveri, che si prefigge l’obiettivo di far divenire Brindisi meta di un turismo alternativo, culturale e creativo. Personalmente non ho mai dubitato delle potenzialità attrattive della nostra città, della sua bellezza nascosta e spesso vilipesa, che si sprigiona magicamente, in particolare, nei servizi televisivi: Brindisi è straordinariamente «fotogenica». Il notissimo critico (nel senso pieno del termine) Vittorio Sgarbi, in occasione dell’inaugurazione della mostra antologica di Marcello Avenali che si tenne a Palazzo Nervegna nel 2008, ebbe a dire: «Brindisi è una città che va scoperta, ecco perché sorprende e affascina. Io la preferisco proprio per questo a Lecce». E specificò cosa lo induceva a questa scelta. Ma è altrettanto certo, visto il soggetto, che se la sua permanenza a Brindisi si fosse protratta più a lungo, avrebbe cominciato a notare cose che gli avrebbero fatto storcere il naso.
L’assessore Taveri è giovane ed espone le proprie idee con convinzione e ardore. Se lo stesso entusiasmo che l’ha portata, come dice, a lasciare Londra per tornare a Brindisi, l’accompagnerà nel suo lavoro è probabile che possa dare un fattivo contributo alla città. Si è messa subito al lavoro stilando un calendario di incontri sulle varie tematiche indispensabili per una meta turistica: dalla ricettività alla nautica, dalla mobilità e dai trasporti all’enograstronomia, dai servizi al turismo all’artigianato, ecc. .
Però nell’elenco delle tematiche da affrontare nei vari incontri si nota l’assenza di un aspetto ugualmente importante e necessario per rendere una meta turistica particolarmente appetibile: il decoro cittadino. Non è stato preso in considerazione? Consiglierei all’assessore di non sottovalutare questo aspetto che, a mio avviso, necessita di un certo impegno e della fattiva collaborazione di altri assessorati. Se dovessi fare l’elenco, farei notte: faccia un giro in città con occhio critico, questa è sì «una città che va scoperta» ma anche difesa e, per certi versi, «ricostruita».

Giorgio Sciarra (Rubrica ZONA FRANCA – Agenda Brindisi 30 aprile 2021)

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