redazioneAutore: Cultura IN EVIDENZA Spettacolo

«Barocco Festival Leonardo Leo»: il genio e il cuore della musica antica

Ritorna nella seconda metà di agosto, come da tradizione, il “Barocco Festival Leonardo Leo”, giunto quest’anno alla XXV edizione, rassegna itinerante di appuntamenti dedicati al patrimonio di musica antica nel segno di Leonardo Leo, tra i maggiori esponenti della scuola napoletana del XVIII secolo con natali a San Vito dei Normanni. Un’edizione che si rinnova forte di una storia iniziata 25 anni fa nel segno dei grandi nomi e ospiti, tanti altri interpreti di valore del repertorio barocco. La finestra sul repertorio musicale dei secoli XVII e XVIII, diretta dal M.O Cosimo Prontera e curata dal “Centro studi e documentazione Leonardo Leo”, è prodotta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia, dalle Città di San Vito dei Normanni e Brindisi, con la partecipazione del golden partner Banca Popolare Pugliese e del main partner Enel, e la collaborazione delle Città di Mesagne e Lecce, della Camera di Commercio e Ance di Brindisi e di Fondazione Treccani. Info per prenotazioni e biglietti al T. 347 060 4118. I biglietti sono disponibili online sul circuito Vivaticket e nei punti vendita accreditati, oltre che nei luoghi dei concerti. Il costo è di 3 euro, pensato per favorire la fruibilità degli appuntamenti. 

L’edizione è stata presentata questa mattina nella sala riunioni dell’aeroporto di Brindisi. Alla conferenza hanno preso parte il sindaco di San Vito dei Normanni, Silvana Errico, l’assessore al Turismo di Brindisi, Emma Taveri, il soprano Simone Kermes, il coordinatore dei distretti di Banca Popolare Pugliese, Andrea Corleto, il commissario straordinario della Camera di Commercio di Brindisi, Antonio D’Amore, e il direttore artistico del Festival, Cosimo Prontera. Durante l’incontro sono stati presentati anche una bottiglia di vino con etichetta Tenute Lu Spada, “Fuoco Rosa”, e due dolcetti di pasta di mandorle, “Lionardo” e “Qubotto”, prodotti per il Festival dalla pasticceria Emalu. «Mi piace pensare – ha detto Silvana Erricoche il Festival sia per il territorio emblema di cultura e che questo segno non possa fare a meno di un concorso di istituzioni: la rassegna deve conservare e allargare la sua governance collettiva, è il modo migliore per fare tesoro di un patrimonio di bellezza che la storia ci ha regalato». «Il Barocco Festival – ha proseguito Emma Taveriha il merito di tenere insieme i luoghi con la loro bellezza e figure che hanno attraversato e fatto la storia del territorio. Il Festival è parte integrante di un progetto di promozione del territorio che abbia nella destinazione la sua condotta strategica. Non è la singola città a dover avere senso turistico ma l’intero territorio, è questo lo spirito di governance che deve guidare le scelte di istituzioni e attori privati. La destinazione turistica deve essere una destinazione viva e partecipata».

«Leonardo Leo è essenza di genialità – ha aggiunto Simone Kermes, la sua musica è arrivata a tutti sotto forma di linguaggio universale, al pari di Mozart. Senza bellezza non è possibile vivere, per questo i giovani devono poter esprimere in libertà la propria creatività, cosa che in passato non sempre è avvenuta». «Occorre dare atto agli organizzatori – ha sottolineato Andrea Corletodi aver traguardato la XXV edizione con tenacia e creatività. Banca Popolare Pugliese è attenta a iniziative come questa, perché investire significa anche partecipare alla crescita del territorio. E la cultura è sicuramente una delle leve più forti per la crescita e lo sviluppo».  «Al Festival partecipa anche un tessuto di imprese – ha spiegato Antonio D’Amoreche vede nella cultura l’elemento centrale in grado di far interagire e sviluppare sinergie. Solo dalla cultura può derivare un impulso forte per il territorio, da quella bellezza dei luoghi che a noi sembra banale ma di cui dobbiamo riscoprire il valore per rigenerare consapevolezza ed economia». «Diamo il benvenuto alla XXV edizione del Festival – ha concluso Cosimo Pronteranel segno di un tratto qualificante che unisce autori, correnti, periodi e stili. Siamo alle soglie del 25ª Festival, un percorso nel quale non sono mancate salite e tornanti stretti, ma la passione e la consapevolezza del connotato culturale ci hanno permesso di arrivare al cuore della early music. L’obiettivo è di continuare a fare opinione attorno di un asset come Leonardo Leo, per questo, per trasferire la sua figuria identitaria soprattutto nei giovani, abbiamo pensato di progettare la Leo Young Orchestra».   

Si comincia domenica 21 agosto, alle ore 21, nel Chiostro dei Domenicani con il concerto “Viceré e Dogi”. “Amici Veneziani Ensemble” e il soprano tedesco Simone Kermes – diva della musica barocca – celebran0 la grande epopea del mecenatismo che in epoca barocca esprimeva il suo potere attraverso la promozione di eventi grandiosi e la rappresentazione di musiche particolarmente celebrative. Le corti rivaleggiavano le une con le altre nell’ingaggiare i migliori architetti, pittori e musicisti, chiamati a costruire e ad abbellire splendidi edifici e meravigliose scenografie. Le opere dovevano essere ispirate a temi d’amore, guerra e onore, nelle quali il mecenate partecipava attivamente seguendo ogni allestimento. A introdurre la serata inaugurale della 25ª edizione del Festival, Dario Romano. Tappa a Brindisi mercoledì 24 agosto, alle ore 21, nel chiostro del Palazzo Vescovile,con l’opera “L’Orfeo” di Luigi Rossi, eseguita dall’ensemble “Allabastrina”. Oggi, almeno in Italia, Rossi – con natali pugliesi a Torremaggiore – è poco “frequentato” e la sua discografia è pressoché affidata a esecutori stranieri: “L’Orfeo” fu rappresentato per la prima volta nel 1647 a Parigi davanti a un Luigi XIV bambino. Per manifestare i loro sentimenti, i personaggi non fanno che ricordare e citare “canzoni”, così che “L’Orfeo” diventa un vero e proprio musical del Seicento. Sorprende quanto Rossini ci sia già in Rossi con snodi drammatici e colpi di scena. Si continua domenica 28 agosto, alle ore 21, in via San Giovanni a San Vito dei Normanni, con “Zenobia in Palmira” – tra gli appuntamenti clou del Festival – opera composta da Leonardo Leo su libretto di Apostolo Zeno e rappresentata per la prima volta il 13 maggio 1725 nel “Teatro San Bartolomeo” di Napoli. Il M.O Cosimo Prontera dirige l’orchestra barocca “La Confraternita de’ Musici” – per la regia di Antonio Smaldone e un cast di grandi voci – in una composizione drammatica tra le più riuscite di Leonardo Leo che nella stesura abbandona i classici stilemi tardo barocchi. Il Barocco Festival torna a Brindisi martedì 30 agosto alle ore 21 e incontra per la prima volta nella sua storia il Parco Cillarese. Protagonista l’ensemble siciliano “Les elements” con un programma dal titolo “Orpheus Britannicus”, dall’appellativo di Henry Purcell, considerato il più grande compositore del barocco inglese. Un omaggio al “romantico tra i puritani”, autore di numerose composizioni destinate ai concerti, alla chiesa, al teatro e alla corte, capace di inserire nella sua musica aspetti dei due gusti europei dominanti in età barocca, quello italiano e quello francese, riuscendo tuttavia a conservare una profonda “britannicità”, fatta di elementi melanconici e popolari. Fu il primo musicista ad essere sepolto nell’abbazia di Westminster. «Ciò che hai ereditato dai padri – scriveva Wolfgang Goetheconquistalo per possederlo». Così, la musica del Festival ricuce la storia dei luoghi nei quali è rappresentata: la rassegna approda nel porto vecchio di Brindisi (zona Sciabiche, porta Thaon De Revel), mercoledì 31 agosto alle ore 21, per continuare il viaggio nell’arte delle commistioni, dal titolo “Improvvisando. Commingling 3”. Protagonisti il flicorno e la tromba di Luca Aquino -uno dei più interessanti interpreti del jazz nazionale e internazionale -, la fisarmonica di Natalino Marchetti e il flauto barocco di Eugenio Mirra. Al centro della serata il tema della commistione, la parentela tra i generi musicali. Conduce la serata il giornalista Antonio Celeste. Il complesso rupestre delle Grotte di San Biagio, in contrada Iannuzzo, fa da scenario domenica 4 settembre alle ore 21 al concerto “El siglo de oro” con l’ensemble partenopeo “Ai vis lo Lop”. Un percorso musicale a metà tra Italia e Spagna che accompagna il pubblico nel cuore del secolo della dominazione spagnola: nel cuore del “Secolo d’oro”. Un programma brillante e virtuosistico che illustra lo sviluppo espressivo della “monodia” e la nascita di un linguaggio “pensato” per gli strumenti che, introducendo virtuosismi più complessi e difficilmente eseguibili per la voce umana, sviluppano a partire dal Cinquecento un loro idioma e danno vita a forme come la “sonata” o “Canzone da sonar”. La XXV edizione del Barocco Festival prosegue mercoledì 7 settembre, alle ore 21, nel Chiostro di San Paolo Eremita a Brindisi con il concerto “Dalla prima alla seconda prattica”. Ospite l’ensemble veneto “Les Nations” con un programma dedicato all’inizio del Seicento musicale, segnato da un avvenimento fondamentale: il passaggio dalla prima alla seconda “prattica”, iniziato nell’ambito della Camerata Fiorentina e portato a compimento da Claudio Monteverdi. La musica si estraniò per gradi dal medievale “Quadrivium” (aritmetica, musica, geometria, astronomia) divenendo un veicolo espressivo al servizio di un affetto immediatamente recepibile. Ciò implicò un graduale allontanamento dalla sensibilità rinascimentale e un crescente interesse per i moti dell’anima e per la poesia. Il Barocco Festival supera i confini provinciali e venerdì 9 settembre, alle ore 21, approda a Lecce nella chiesa di Sant’Anna con il concerto “Sulla strada da Napoli a Vienna” del trio romano “Séikilos”. Intensi furono i rapporti culturali che unirono nel Settecento Napoli e Vienna, entrambe capitali di regni, poste culturalmente a confronto. Un vivace intreccio di scambi letterari e pittorici, oltre che teatrali e musicali, legò Napoli all’Austria raggiungendo l’apice nel periodo di Maria Carolina, regina di Napoli e figlia di Maria Teresa. Protagonista del programma il clarinetto barocco, proposto sui palcoscenici d’Europa dalle operose botteghe napoletane, che Vivaldi e Telemann conoscevano bene e utilizzarono in diversi lavori. La rassegna sfoglia il suo programma e fa sosta a Mesagne, nella chiesa Matrice, domenica 11 settembre, alle ore 21, con il concerto dal titolo “Dalle cupole di San Marco a quelle del Vesuvio”. L’ensemble “8Vox” congiunge due porti della musica tra Seicento e Settecento come Napoli e Venezia, dai quali partivano professionisti impiegati lungo un arco che da Madrid saliva a Londra e attraversava il mondo tedesco per terminare a San Pietroburgo. Un confronto ravvicinato fra due civiltà musicali lontane geograficamente che ribatte la pratica dei cori battenti, di importazione veneziana. Ancora tappa a Brindisi mercoledì 14 settembre, alle ore 21, nella chiesa di Santa Maria degli Angelicon il concerto“Meraviglioso Barocco”. L’ensemble “Palladio” celebra la grande produzione mottettistica italiana del Settecento con la sua multiforme sfaccettatura stilistica. Di Leonardo Leo è il brano di apertura della serata, il mottetto “Nautes in navis sine remo”, ma il concerto presenta anche altri esponenti della Scuola Napoletana: i mottetti erano composizioni vocali di carattere devozionale, su testo latino in versi, cantate nel corso di una messa solenne o dei vespri. Domenica 18 settembre, alle 21, ancora un concerto a San Vito dei Normanni, nel Chiostro dei Domenicani: in «Concerti per il Duca» l’ensemble barocca “La Confraternita de’ Musici”, diretta al cembalo dal M.O Cosimo Prontera, il primo violino Stefano Montanari e il violoncello solista Gaetano Nasillo danno voce ai sei concerti per violoncello, archi e basso continuo scritti da Leonardo Leo tra il 1737 e il 1738«per solo servizio di Sua Eccellenza il signore Duca di Madalone». Domenico Marzio IV Carafa, Duca di Maddaloni, era mecenate di Leo e dilettante di violoncello ed è proprio l’intensa sonorità dello strumento prediletto dal Carafa che il compositore esalta in questi sei capolavori. Un repertorio di esecuzione non comune e di singolare potenza espressiva, affidato a musicisti di grande talento e sensibilità. Il Duomo di Lecce, tripudio di arte barocca, ospita sabato 24 settembre, alle ore 21, l’oratorio a quattro voci “Il Faraone sommerso” del compositore ed educatore tarantino Nicola Fago, altro appuntamento di grandeoriginalità. In scena l’orchestra barocca “La Confraternita de’ Musici”, diretta al cembalo dal M.O Cosimo Prontera, con il tenore Roberto Manuel Zangari, il baritono Giuseppe Naviglio, il controtenore Antonello Dorigo e il sopranista Angelo Riccardo Strano. L’oratorio, del quale si ignora l’autore del testo, è ispirato alla biblica vicenda della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egizia attraverso il miracoloso passaggio del Mar Rosso. La XXV edizione del Barocco Festival chiude con l’azione musicale-teatrale “Il Sogno di Burney”, da un’idea di Raffaella Ambrosino e con l’ensemble strumentale “Maria Malibran”, in rassegna sabato 1 ottobre, alle ore 21, al Teatro Paisiello di Lecce. Il lungo viaggio che Charles Burney intraprese nel 1770, alla volta dell’Italia e di Napoli, rivive attraverso le inquietudini teatrali di un capocomico chiamato a mettere in scena le atmosfere di quell’impresa.

Servizio a cura di Roberto Romeo

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