Prima il direttore sportivo, poi il nuovo coach. Due step fondamentali per l’immediato futuro della Valtur Brindisi dopo la deludente conclusione del campionato di serie A2 e l’eliminazione nei quarti di finale playoff ad opera della Tezenis Verona. Con quali tempi? La volontà della società è quella di chiudere le due operazioni entro una decina di giorni. E quindi – cambiando in qualche modo vedute e rotta -, il presidente Nando Marino ha deciso di avvalersi di una figura specifica, dopo una vacanza biennale, per sondare il mercato in stretta sintonia con il nuovo capo allenatore. Piero Bucchi ha «salutato» Brindisi ed ha sottoscritto nel giro di pochi giorni, dopo gara-4, un contratto che lo lega alla neo promossa Givova Scafati per il prossimo biennio. Un trasferimento fulmineo, senza uno straccio di comunicato che annunciasse formalmente la pur scontata fine del rapporto con la NBB. E forse non c’è stato neanche il tempo per prepararlo e diffonderlo! A tre minuti dalla fine della sfida-promozione con Scafati (8 aprile) e sul 77 pari, Bucchi aveva il jolly per il grande salto, ma dopo quella sconfitta la squadra si è smarrita e ha collezionato una serie negativa, culminata nello scivolone interno con Ruvo, che l’hanno relegata al settimo posto (sesto in griglia playoff).

Ma la madre di tutte le disgrazie è stata certamente la disastrosa sconfitta di Mestre del 28 marzo. Il resto è storia recente con lo stop nella serie dei quarti di finale con Verona (1-3), mortificante conclusione di una stagione che poteva avere un altro epilogo, anche in chiave playoff. Cosa è successo dopo Scafati? Come sono cambiati gli equilibri e soprattutto i rapporti tra il capo allenatore e i giocatori? Quanto è stato sensato, polemiche personali a parte (il caso Copeland), il doppio cambio dei due americani, peraltro sostanzialmente infruttuoso, specie il deludente Ahmad? L’impressione generale, purtroppo, è che Bucchi non avesse più il controllo della situazione, che il feeling con i giocatori fosse ormai logoro o compromesso: storie e «segreti» di spogliatoio, che possono trovare spazio e conferma soltanto nell’animo e nella coscienza dei protagonisti. Nessuno escluso.

E Frank Vitucci, artefice dell’esaltante cavalcata della formazione scafatese? Pronto per raggiungere Simone Giofrè, neo direttore sportivo brianzolo, a Cantù dove il mesagnese Alessandro Santoro ha siglato un accordo per seguire lo «sviluppo di progetti strategici della società canturina, con particolare riferimento alle iniziative collegate alla Cantù Arena». Un incarico che lascia terreno libero e carta bianca allo stesso Giofrè, tanto da sottoscrivere ufficialmente, senza riserve, l’accordo come diesse, e di fatto smonta l’ipotesi che Santoro tornasse nella sua terra per assumere il ruolo di direttore sportivo della Valtur Brindisi, chiamata comunque a scegliere una figura capace di lavorare, con le necessarie competenze, con il nuovo capo allenatore.

In questi giorni circolano i nomi di Antimo Martino (che ha chiuso al 16esimo posto la serie A2 con Forlì), Nicola Brienza (promozione in A con Pistoia nel 2023 e con Cantù nel 2025, ma sostituito in corso d’opera quest’anno con Walter De Raffaele) ma si parla insistentemente di Pierluigi Brotto, che ha guidato la Vanoli Cremona in serie A prima della decisione del patron Aldo Vanoli di chiudere col basket e di trasferire a Roma – come sappiamo – il titolo di serie A. Fine di una bellissima storia societaria. Sarà uno di quelli nominati il nuovo coach della Valtur? Spunteranno altri nomi nelle prossime ore, seconda una consolidata e frenetica logica di mercato? Todo puede ser … senza escludere scenari e soluzioni che potrebbero anche sorprenderci.

Per parlare dei giocatori, l’unica certezza contrattuale per la prossima stagione è quella del rapporto biennale con Gabriele Miani, mentre nelle prossime ore potrebbe essere raggiunta una intesa con Andrea Cinciarini per continuare ad indossare la casacca biancazzurra, costruendo intorno a lui un roster da rinnovare in gran parte. Per il resto? La presumibile conferma del capitano «tutto cuore» Tosho Radonjic, la possibile conferma di Lollo Maspero e Aristide Mouaha (che purtroppo ha subito una involuzione dopo la Final Four di Rimini) ma in un progetto, invero tutto da definire, che non prescinda dalla scelta di un pivot (Usa) di comprovata affidabilità. E Ethan Esposito? Probabile ritorno su lidi cestistici già frequentati. Comunque ipotesi, soltanto ipotesi. Si tratta di pazientare una decina di giorni: quando il binomio direttore sportivo-coach sarà formalmente il primo, fondamentale passo verso la costruzione di una squadra capace di competere ai massimi livelli e, per dirla chiaramente, puntare senza mezzi termini alla promozione. I tifosi hanno voglia di sognare, di tornare in serie A, di credere ancora in questa società. E non può esserci più spazio per le chiacchiere.
Servizio di Antonio Celeste – Foto di Maurizio De Virgiliis











