Brindisi trionfa al quattordicesimo memorial Pentassuglia, di fronte al proprio pubblico si prende la rivincita su Avellino per 91-89. 28 punti di un fantastico Copeland, che si è presentato come il grande realizzatore che è al pubblico brindisino. Altre quattro le doppie cifre nel roster brindisino: Mouaha (11), Esposito (11), Vildera (11), Tosho Radonjic (13). Per Avellino 21 punti del solito fortissimo Chandler, 17 per Grande.

Come nel torneo di Penne la partita è subito punto a punto, entrambe le squadre dimostrano tutto il proprio potenziale terminando il primo quarto sul punteggio di 26-26, con la magia di Tommaso Fantoma poco prima dello scadere dei primi 10 minuti. Per Brindisi però le brutte notizie sembrano non finire mai, dopo pochi minuti in campo purtroppo si ferma Lorenzo Maspero a causa di una scavigliata che lo costringe ad abbandonare il campo sorretto dai propri compagni di squadra. L’equilibrio continua nel secondo quarto e, mentre Copeland, Vildera e Esposito raggiungono la doppia cifra personale, Brindisi chiude il primo tempo con due punti di vantaggio (parziale 22-20).

Nell’intervallo coach Buscagli aggiusta qualcosa della sua fase offensiva trovando subito fluidità. Al contrario Brindisi inizia con diverse palle perse, alcune anche banali, e vede gli ospiti allungare addirittura in doppia cifra. Coach Bucchi schiera un quintetto tutto particolare e, con Miani in campo, Brindisi immediatamente avvia la rimonta. Il terzo quarto si chiude sul 70-71. All’inizio dell’ultima frazione è capitan Radonjic a guidare la squadra nell’allungo a pochi minuti dal termine. Zerini ravviva i suoi con una fortunata bomba di tabella e le due squadre aumentano l’intensità fisica ora che il punteggio è in bilico. Gli scontri fisici non mancano ma Brindisi tiene saldo il vantaggio grazie alla propria difesa. Brindisi vince infine con qualche brivido nell’ultimo possesso. Soddisfazione per il pubblico intervenuto, in campo è andata in scena una partita con l’intensità di una sfida di campionato.
Servizio di Paolo Mucedero – Foto di Maurizio De Virgiliis










