La politica brindisina continua a muoversi in un clima di instabilità permanente. Dopo le tensioni esplose in Consiglio comunale e lo scontro sulle presunte «pressioni» evocate dal sindaco Marchionna, l’ultima novità rischia di aggravare ulteriormente una maggioranza già fragile: il consigliere comunale Cesare Mevoli ha annunciato la propria autosospensione dal gruppo di FdI. Ha accompagnato la decisione con accuse al vetriolo rivolte al coordinatore cittadino Massimiliano Oggiano. Un gesto che certifica una frattura interna profonda e consegna all’opinione pubblica l’immagine di un partito impantanato in un «tutti contro tutti».
Le schermaglie in aula, nell’ultimo Consiglio, hanno offerto uno spettacolo poco edificante: interventi duri, repliche piccate, accuse incrociate tra esponenti della stessa maggioranza. Più che un confronto politico-amministrativo, è stata una resa dei conti. In aula, Cesare Mevoli ha attaccato apertamente il sindaco per non aver seguito le indicazioni della segreteria provinciale e del gruppo consiliare di FdI, che avevano chiesto di procedere, dopo le dimissioni del vicesindaco Giuliana Tedesco e dell’assessore Antonio Pisanelli, con una soluzione interna al gruppo consiliare. Richiesta di fatto disattesa dal primo cittadino.

La frattura si è poi trasformata in rottura politica. Con quel comunicato dai toni infuocati, Mevoli ha denuncianto una gestione di FdI che avrebbe marginalizzato il confronto e imposto decisioni senza un reale coinvolgimento degli eletti. Nel mirino l’operato di Massimiliano Oggiano, accusato di aver «occupato militarmente» la guida del partito, generando diffidenza e tensioni tra i consiglieri.
Non si tratta di un episodio isolato. I dati ci dicono che durante la gestione Oggiano, Fratelli d’Italia ha perso alcune centinaia di iscritti (come ribadisce Mevoli) e tre dei cinque consiglieri eletti: Roberto Quarta, Jacopo Sticchi e ora lo stesso Mevoli. Senza dimenticare che Oggiano stesso aveva già perso l’incarico di vicesindaco dopo un documento firmato da 19 consiglieri di maggioranza su 21 per l’azzeramento della Giunta e il suo allontanamento. Un dato politico che racconta più di molte dichiarazioni ufficiali il clima teso tra Oggiano e Mevoli.

La seduta consiliare della scorsa settimana aveva già acceso un altro fronte. Le parole del sindaco sulle presunte pressioni ricevute nella firma di un documento politico hanno provocato la dura replica della lista civica Casa dei Moderati: «Se esistono pressioni reali, si proceda con una denuncia formale; in caso contrario, quelle affermazioni rischiano di apparire come una copertura per scelte politiche autonome e discutibili».
Per la Casa dei Moderati il problema non è la singola delega, ma il metodo con cui sarebbero stati ridefiniti gli equilibri della coalizione. Il «Patto etico» sottoscritto ad inizio mandato, nato per evitare trasformismi e squilibri nella distribuzione delle deleghe, sarebbe stato disatteso.
Tra i punti più controversi resta la distribuzione degli assessorati e il peso del movimento legato al sindaco, considerato dai critici un cartello elettorale più che una forza strutturata. Secondo i moderati si sarebbe privilegiata una logica numerica rispetto a criteri di rappresentanza politica, alterando l’equilibrio tra le componenti del centrodestra. Il sospetto è quello di un ribaltone silenzioso, giustificato con esigenze di stabilità ma di fatto solo funzionale a ridefinire gli assetti interni in FdI.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una maggioranza che fatica a trovare una rotta, logorata da tensioni personali e strategie di posizionamento. Mentre la politica si consuma in regolamenti di conti e autosospensioni, restano fermi i dossier strategici per la città: sviluppo del porto, transizione energetica, attrazione di investimenti, rilancio economico. Temi che richiederebbero coesione e visione politica, non una continua rinegoziazione degli equilibri interni.
Brindisi non può permettersi una politica concentrata solo sulle poltrone. Governare significa assumersi responsabilità, rispettare gli impegni e dare risposte concrete. Oggi prevale la sensazione di una legislatura sospesa, in cui i problemi reali restano sullo sfondo e la città è ostaggio del coordinamento cittadino di FdI.
La domanda è inevitabile: questa crisi porterà a un chiarimento netto o si continuerà a galleggiare in una precarietà cronica? Perché, al di là delle dichiarazioni di facciata, è la credibilità dell’istituzione comunale a essere messa seriamente in discussione da simili comportamenti.
Servizio di Nicola Ingrosso (La foto di copertina è del 19 giugno 2023)









