Andrea LezziAutore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Brindisi: isole ecologiche, un aiuto o un contrasto ai furbetti?

Cosa fare con gli incivili dei rifiuti? Come contrastare questa pratica così seccante per la collettività e così dannosa per le casse comunali? Spesso infatti chi si riduce a dover buttare spazzatura e materiali di sorta nelle zone esterne alla città nasconde – oltre che una buona dose di maleducazione – situazioni di irregolarità con i pagamenti della TARI o magari con le autorizzazioni per svolgere i lavori di ristrutturazione.
In questi anni è stato fatto un lavoro significativo su questo tema. C’è, evidentemente, maggiore sensibilizzazione sul problema e vi sono – è innegabile – molti più controlli. In alcuni spazi a rischio si è intervenuti con telecamerine nascoste, che hanno successivamente permesso l’individuazione degli «scaricatori seriali»: le cosiddette «foto trappole». Divenute famose con l’allora Sindaco di Salerno – oggi governatore della Campania – Vincenzo De Luca, che nella sua città diede vita a una ostinata battaglia a colpi di videocamere, dall’originale titolo «operazione cafoni zero».
Mi è tornata in mente in questi giorni, quando il Sindaco Riccardo Rossi ha annunciato che per contrastare concretamente l’abbandono dei rifiuti fuori città, nei punti più a rischio, saranno installate delle «ecoisole» amovibili per incentivare gli «abbandonatori seriali» a rispettare la raccolta differenziata.
Una scelta certamente encomiabile che segue le valutazioni giuste fatte su questo tema anche in città. Come quella di distribuire comunque una serie di isole ecologiche in diversi quartieri cittadini, parallelamente al lavoro di porta a porta e al servizio – molto buono, va detto – per il conferimento di ogni genere di rifiuto presso il sito centrale alla zona industriale.
Tornando alla domanda iniziale, dunque, oltre al mero contrasto a colpi di multe e videocamere c’è anche la possibilità di «scendere a patti» con i maleducati? Evidentemente sì. E la cosa non deve sconcertarci, anzi.
Installare delle «ecoisole» mobili nelle zone più soggette ad abbandono dei rifiuti rappresenta una sfida ai maleducati ma anche un invito a cambiare registro, a iniziare a comportarsi da veri cittadini.
«Mi sembra una buona idea per sradicare anche gli incivili più incalliti dalle loro malsane abitudini» ha scritto un commentatore relativamente al post Facebook del Sindaco.
Ci sarà qualcuno che continuerà a lasciare sacchetti fuori dai cassonetti? Probabilmente sì. Ci sarà qualche altro che abbandonerà indifferenziata e rifiuti ingombranti in altre zone della litoranea? Non possiamo escluderlo, anzi quasi certamente accadrà. Ma questo non toglie che talvolta si deve comunque provare a sensibilizzare tutti i cittadini, anche i «peggiori». E la scelta delle nuove isole ecologiche va certamente in questa direzione.
Parallelamente, come è ovvio, non dovrà mancare tutta quel lavoro di contrasto e di prevenzione a opera di forze dell’ordine e polizia municipale, come già avviene.
Infine, le telecamere fisse dinanzi alle nuove zone di raccolta – proposte da tantissimi utenti – possono rivelarsi utili fino a un certo punto. Il rischio, difatti, è che possano divenire addirittura un elemento dissuasivo, incentivando i maleducati a dirigersi direttamente a scaricare in punti non controllati.
Meglio proseguire su due strade, dunque: alle nuove zone di scarico, anche laddove si sarebbero potute evitare, devono corrispondere multe salate e controlli serrati. «Carota e bastone» per provare a stimolare, piano piano, anche i cittadini meno civili.
Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi 30 aprile 2021)

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