Autore: IN EVIDENZA Vita Cittadina

Brindisi: Mediaporto, presentazione del libro IZZA PAPA! di Marco Greco

Venerdì 6 marzo 2026, alle ore 17.00, nel Mediaporto di Brindisi (Viale Commenda 1), sarà presentata la nuova fatica letteraria di Marco Greco, dal titolo «IZZA PAPA! Brindisi: storie e meraviglie del centro storico», per i tipi di Brundisium.net. L’evento sarà introdotto da Maurizio Pesari, direttore della testata editrice, e vedrà la partecipazione di diverse figure presenti a vario titolo nelle pagine del libro, in un dialogo con l’autore condotto dal nostro redattore Domenico Saponaro, che ha scritto la postfazione. Il volume contiene aneddoti e storie arricchite da versi, citazioni e testimonianze di una fase importante del percorso biografico dell’autore, quella che segna indelebilmente la vita di una persona, specificamente di un ragazzo sensibile e vivace quale è stato Greco: è l’età infantile, unita a quella adolescenziale, vissuta nel cuore di Brindisi con l’intensità di uno spirito acuto e rivissuta con la memoria di un testimone attento nel mettere su carta tanti ricordi carichi di emozioni.

Proponiamo, qui di seguito, un estratto della postfazione a firma di Domenico Saponaro: Le «meraviglie» (per citare l’autore) narrate brulicano di figure assurte a veri personaggi, ciascuno dei quali, che sia il sempliciotto o la persona di spessore, che sia di modesta o di «buona» famiglia, nella sua autenticità si caratterizza per i propri vezzi, difetti, tic. I loro nomi sono spesso dei nomignoli, ‘ngiuriefrutto della dabbenaggine di alcuni ma anche del senso di consuetudine e di familiarità diffusa, con scherzi e raggiri mai offensivi, mai irrispettosi, pur motivo di (innocua) derisione: solo puro spirito di comunità e di genuina quotidianità. Fatti e caratteri, innestati da testimonianze dirette, si susseguono snocciolando i momenti di una linea del tempo che scorre all’interno di un ecosistema tutt’altro che chiuso: esperienze, situazioni e avventure giovanili in cui possono riconoscersi – per averne vissute di analoghe – anche (ex) ragazzi e ragazze di altri quartieri. Questa comunanza sociale, interpretata da Marco con la dovuta, e sovente ironica, leggerezza –  lungi da ogni superficialità o banalizzazione – è la cifra narrativa del suo libro.
Ma non solo aneddotica, si legge in queste pagine, giacché ciò che colpisce e resta è la densità di emozioni e ricordi di una fase cruciale della vita di ognuno, segnatamente di Marco, ossia quell’infanzia e poi adolescenza ricca di paure e gioie, perdite e sogni, passioni civili e sportive, impegno politico, amicizie eterne e quel senso di comunanza che si esprime in gesti di solidarietà e condivisione materiale e spirituale.

Epicentro, piazza Santa Teresa: immensa terrazza panoramica prospiciente il porto storico, suggellata dal possente monumento ai Caduti in guerra e coronata di lecci,buona per qualsiasi sport più o meno improvvisato, ottima per chiacchierare, discutere o spettegolare a qualsiasi ora e tirar tardi a cazzeggiare nelle notti estive. Un autentico luogo d’affezione, insomma, la cui fisicità non è soltanto architettonica ma multisensoriale, come emotivamente evocata da Marco: «Ci sono tre cose che ti facevano innamorare di piazza Santa Teresa: il sole al tramonto, una enorme palla di fuoco tra la folta vegetazione di via Amerigo Vespucci sul Casale; la tramontana, potente, secca e fredda proveniente dal nord e il boato del goal che il forte vento faceva arrivare forte e gioioso dallo stadio».
Quale migliore descrizione, per uno degli spazi più suggestivi ed evocativi di Brindisi? Con grande equilibrio tra rievocazione nostalgica e costruzione narrativa (mai distaccata, sempre emotivamente coinvolgente), e con la giusta coloritura, Marco ha riportato alla mente di chi li ha vissuti – proponendoli, viceversa, a chi ne fosse estraneo o li ignorasse –  i fatti che ne hanno innervato la storia. E lo ha fatto attraverso le persone più o meno memorabili che vi sono passate, vi si sono fermate, hanno abitato intensamente una piazza che si espande verso le altre piazze e verso le vie che la circondano (con quelle chianche secolari messe sempre più a dura prova dal traffico e dai martelli pneumatici) e le case e i cortili del vicinato. Ma lo ha fatto, soprattutto, filtrando quelle microstorie attraverso la propria esperienza sensoriale e mnemonica – quella di un animo sensibile, curioso e attento ai particolari – attraverso ricordi finora gelosamente serbati e ora, con queste pagine, generosamente donati a chi, come noi, non intenda rifuggire dalle emozioni.

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