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Brindisi vista da Roma / La svolta del CIS, fra risorse e progetti

«CISiamo», suggerirebbe un simpatico gioco di parole. Ed in effetti, dopo mille peripezie, a seguito di un percorso tutt’altro che lineare – fatto di confronti, solleciti, inviti – alla fine il CIS, il Contratto Istituzionale di Sviluppo, è arrivato a un punto di svolta. Il momento decisivo lunedì scorso, con la ratifica ufficiale presso la Prefettura di Brindisi, alla presenza della Ministra per il Sud Mara Carfagna, del Governatore Emiliano, dei sindaci Riccardo Rossi e, per Lecce, Carlo Salvemini – entrambi evidentemente soddisfatti – e dei rappresentanti dei diversi comuni interessati. Perché, seppur nati come grandi progetti di sviluppo e di crescita per le due realtà salentine, i CIS hanno poi mutato in parte la loro conformazione iniziale andando a comprendere, oltre a Brindisi e Lecce, anche diverse realtà delle due province, coinvolgendo, alla fine, altri venti centri. L’idea era nata nel corso del Governo gialloverde, quando l’allora Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Barbara Lezzi – salentina doc – aveva promosso uno strumento di supporto ai diversi progetti che coinvolgevano alcune città del mezzogiorno per velocizzare la realizzazione delle diverse opere strategiche spesso attese per anni. Oggi, tre anni e – soprattutto – tre Governi dopo, i Contratti vedono finalmente la luce. Quello che coinvolge la nostra città, il Contratto Istituzionale di Sviluppo «Brindisi-Lecce-Costa Adriatica», raccoglie ben ventidue comuni e si sviluppa per quasi duecento chilometri di costa.

Ed è proprio la valorizzazione costiera l’elemento centrale nelle diverse proposte presentate dalle amministrazioni e approvate dal Ministero. Il mare e la costa trovano enorme spazio, divenendo, se vogliamo, l’asse centrale su cui si sviluppano quasi tutte le future opere che – si spera – avranno il merito di cambiare il volto del nostro territorio. Ci sono progetti legati alla mobilità dolce, con una lunghissima ciclabile costiera, una ciclovia in grado di collegare Carovigno e Torre Guaceto, più altre zone del litorale di Ostuni. Ma il mare sarà il comune denominatore anche degli altri grandi progetti, soprattutto quelli che coinvolgeranno da vicino la città di Brindisi, dove si interverrà su alcuni dei suoi luoghi strategici. Un intervento di rigenerazione riguarderà la prima porzione dell’isola di Sant’Andrea, in prossimità del Castello Alfonsino, e un altro grande progetto vedrà poi protagonista una struttura storica del nostro porto, da sempre amata dai brindisini, ovvero l’ex Collegio Navale Nicolò Tommaseo. A tal proposito, si spera in un vero progetto per la sua successiva valorizzazione.

Le risorse, poi, saranno fondamentali anche per la tutela della costa nord, fino a lambire la riserva di Torre Guaceto. Sarà questa frazione di mare, difatti, a essere interessata da diversi interventi per la difesa dall’erosione della costa, interventi che avranno anche la forza di garantire il ripascimento naturale delle spiagge, sopperendo a un problema molto sentito dalla comunità brindisina negli ultimi anni, che riguarda la fortissima riduzione delle spiagge a causa delle mareggiate. Sono tanti e diversi, dunque, i progetti che coinvolgono la città, per una mole di risorse totali che si aggira attorno ai 52 milioni di euro. Una cifra monstre per Brindisi, che mai aveva goduto di una quantitò così elevata di risorse, tutte assieme, spalmate su diversi progetti strategici per la città.

Si tratta senza dubbio di un contratto storico su cui – va detto – questa Amministrazione ha creduto fin dall’inizio, insistendo anche quando l’iter sembrava rallentare – se non addirittura impantanarsi nei palazzi romani – e facendo squadra con i cugini leccesi. Trovando una giusta via d’uscita anche quando si è iniziata a ipotizzare l’eventualità di coinvolgere altre realtà oltre ai due capoluoghi, col rischio di disperdere risorse importanti. Al contrario, invece, si è riusciti a giocare su tavoli utili per tutte le realtà coinvolte e a tenere la barra dritta nonostante i tre cambi di Governo e dei rispettivi Ministri per il Sud. Anche la città, con i diversi livelli di rappresentanza istituzionale, ha dimostrato grande maturità, attraverso un impegno congiunto e continuativo di Sindaco, uffici competenti, rappresentati regionali e nazionali. Si è trattato di un positivo – e anche un po’ insolito, dobbiamo dirlo – gioco di squadra, che ha portato un risultato significativo per tutta la comunità brindisina. Un bel percorso che trova finalmente il suo compimento, almeno rispetto alla fase complessa della presentazione dei progetti. Fondamentale sarà adesso proseguire in questo percorso virtuoso, spendere nel modo e nei tempi giusti – gennaio 2027- le risorse assegnate e sperare di ritrovarci, tra qualche anno, con una città più moderna e competitiva, una vera capitale del Mediterraneo.

Andrea Lezzi (Agenda Brindisi – 1 luglio 2022)

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