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Brindisi vista da Roma / Via Appia e Maxxi, due grandi opportunità

L’inizio del nuovo anno porta con sé importanti novità, in particolare sono due le notizie che – se dovessero concretizzarsi – potrebbero segnare davvero l’inizio di una nuova fase per la valorizzazione turistica del territorio. La prima è il frutto di un percorso importante, condotto in questi anni dall’Amministrazione brindisina con il Ministero della Cultura e le altre realtà interessate dal percorso. Riguarda uno dei simboli della nostra storia: la Via Appia, l’autostrada millenaria, capolavoro dell’ingegneria, che da oltre 2300 anni fa unisce la nostra città alla Capitale. A Roma si è proceduto con la firma del protocollo della candidatura ufficiale per inserire la Regina Viarum nel Patrimonio Unesco. Ora si tratta di attendere gli ultimi decisivi passaggi: la prima stima del progetto da parte degli organi nazionali dell’Unesco, la stesura dei report scientifici e dei Piani di gestione e, ovviamente, la valutazione finale a seguito dell’invio del dossier a Parigi. Incrociare le dita è d’obbligo, sapendo che l’approvazione potrebbe significare davvero una importante svolta per l’intero territorio, compresi tanti comuni della Provincia.

C’è poi la notizia della possibile istituzione di una sede distaccata del Maxxi a Brindisi. Il Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo con sede nella Capitale, rappresenta da anni un riferimento per l’arte contemporanea. Oltre a raffigurare già di per sé una straordinaria attrazione, grazie a una struttura davvero particolare progettata dall’archistar Zaha Hadid, da dieci anni il museo è un riferimento per le grandi mostre di arte, architettura, design e fotografia. Ma non solo, mensilmente ospita importanti progetti di moda, presentazioni ed eventi musicali, performance di teatro e danza, incontri con protagonisti dell’informazione e dello spettacolo. Da qualche anno, inoltre, anche alcuni eventi della Festa del Cinema sono accolti nella grande sede museale del Flaminio. Il Maxxi – va detto – ha già una succursale fuori Roma, a L’aquila, presso l’antico Palazzo Ardinghelli. Ma proprio per questo l’occasione per il nostro territorio è ancor più importante. Perché nel Mezzogiorno, e in Puglia in particolare – come lo stesso Vittorio Sgarbi ha voluto sottolineare – non c’è uno spazio di questo tipo, un polo dinamico, aperto, dedicato al contemporaneo e a tutte le sue sfaccettature. Ed è forse quest’ultimo l’aspetto più importante.

Anche nel caso di Brindisi il tema non è solo dove poter ospitare una succursale di questa grande eccellenza contemporanea (si è già parlato, ovviamente, del capannone Ex Montecatini) ma anche di come immaginare questo spazio. Un luogo che, al di là delle singole esposizioni tematiche, deve poter vivere di relazioni, intrecciare diversi livelli del variegato e complesso scenario artistico nazionale e internazionale. Servirebbe, dunque, arrivarci con un background significativo, e con la consapevolezza che una realtà come questa deve poter partire solo se forte di un ampio supporto in termini istituzionali, economici, di relazioni, di entusiasmo delle realtà locali coinvolte e di supporto del territorio. A Roma questa realtà vive e cresce proprio in virtù della continua combinazione di questi elementi. Anche il polo de L’aquila, tra le sue prerogative ha quelle di caratterizzarsi come «un luogo di confronto e interazione» in cui – come detto – i programmi di approfondimento, i workshop, le attività di formazione «accompagnano le diverse mostre con uno scambio continuo e vivo con il territorio”. Aspetti che vanno oltre la singola mostra, dunque, e che richiedono davvero un lavoro continuo, che ci sia fermento culturale, progetti concreti ma anche coinvolgimento, interazione con la comunità, forte sostegno pubblico-privato. Insomma, il Sottosegretario Sgarbi ha sganciato la bomba, il neo Direttore Giuli ha confermato che l’idea potrebbe rivelarsi interessante, ma ora toccherà capire se e quanto questo progetto possa davvero concretizzarsi.

Sul marketing e la valorizzazione territoriale in questi anni l’Amministrazione ha lavorato bene, creando nuove occasioni di visibilità, consolidando la vocazione turistica del capoluogo, investendo in eventi e progetti artistici e musicali, rigenerando tanti luoghi prima abbandonati. Si può fare di più? Questo sicuramente. Pensiamo solo al Castello Alfonsino, una vera Ferrari per il turismo locale che ad oggi giace ancora troppe volte in garage. Sono note le vicende che in questi anni hanno riguardato la sua gestione, divisa tra Soprintendenza e Comune. Tuttavia, buona parte dei grandi lavori di restauro ora sono terminati – mancano alcuni interventi – e sarebbe ora di trovare una reale sintesi e accelerare su un vero piano di valorizzazione. Anche immaginando all’interno spazi per accoglienza e socialità (bar, sale convegni, rappresentanze per grandi realtà sociali), lavorando per portare mostre di grande impatto, costruendoci attorno eventi di richiamo nazionale. Su questo e altri aspetti, è noto, non vi è una visione concorde da parte di tutti gli attori coinvolti. E allora aggiungiamo una ulteriore suggestione: e se lungo l’isola di Sant’Andrea fosse proprio un «Maxxi del Mare» a vedere la luce nei prossimi anni?

Andrea Lezzi (Agenda Brindisi – 13 gennaio 2023)

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