Serena Di LorenzoAutore: Cinema Rubriche

Cinema: le proposte settimanali

Vivere – Il film diretto da Francesca Archibugi, segue la storia della famiglia Attorre: Susi (Micaela Ramazzotti), ballerina piegata a insegnare danza a signore sovrappeso è sempre di corsa, dimentica le proprie cose dappertutto e trascina qua e là la sua bambina come un carrello della spesa, Luca (Adriano Giannini), giornalista free-lance molto free, confezionatore di articoli di colore che piazza a stento sui giornali, “stronzo e sfigatello” con un debole recidivo per le donne; e il fratellastro Pierpaolo è il ricco e viziato erede (da parte di sua madre Azzurra) di una dinastia di avvocati ammanicati con la politica hanno una figlia, Lucilla, la bimba seienne quieta e immaginifica ma affetta da asma bronchiale severa e appare subito evidente che sia un’affezione psicosomatica. Dentro una Roma magnifica e incomprensibile, stratificata, materna e matrigna, casca nel mezzo, in questo quadretto disfunzionale Mary Ann (Roisin O’Donovan), irlandese e studentessa di storia dell’arte, ragazza alla pari per la piccola Lucilla. Testimone (quasi) silenzioso degli andirivieni della famiglia è il vicino Perind (soprannome che sta per perito industriale), un tipo inquietante dalle strane abitudini. Un anno di permanenza in Italia e in casa Attorre che si rivelerà denso di legami leciti e illeciti, di amicizia e d’amore. Riusciranno gli Attorre a sopravvivere o il loro nucleo familiare esploderà definitivamente?
La vita invisibile di Euridice Gusmao (foto) – Euridice e Guida sono due ragazze che crescono nella stessa famiglia rigida e conservatrice. Quando Guida fugge una notte per incontrare il suo amante, Euridice acconsente di reggerle il gioco. Guida però non farà ritorno, sceglierà di sposarsi all’estero e la lontananza tra le due sorelle diventerà presto un abisso insuperabile quando il padre di entrambe deciderà di eliminare la peccatrice Guida dalla memoria della famiglia, impedendole di avere qualunque contatto con sua sorella. “Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione” è il romanzo di Martha Batalha che il brasiliano Karin Aïnouz sceglie di portare sullo schermo. Cosa accade se fai l’errore di sposare l’uomo sbagliato e tuo padre ti impedisce di tornare a casa? Guida, un’eccezionale Julia Stockler, sconta sulla sua pelle il peso di questa risposta, finendo per fare ogni giorno i conti con la miseria e un bambino da crescere da sola. Diverso il destino di Euridice, Carol Duarte in stato di grazia, perfetta in ogni singola inquadratura: lei segue, obbediente, ciò che il padre ha scelto per lei. Un marito, tanto per iniziare, incapace di trattarla con rispetto persino la prima notte di nozze, ma fedele all’ideologia fallocentrica dell’uomo padrone sposata da suo padre. Euridice non è messa mai nella condizione di poter scegliere, in tutta la sua vita. L’unica cosa che sogna è diventare una grande pianista, ma anche una legittima ambizione viene mal sopportata in un contesto repressivo dove la donna deve limitarsi ad essere madre e moglie obbediente e silenziosa. Ed Euridice obbedisce, sempre e comunque, ma non rinuncerà mai a cercare in ogni modo sua sorella, che intanto vive tra gli ultimi, solo per una piccola ribellione adolescenziale.
Serena Di Lorenzo

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