redazioneAutore: Attualità IN EVIDENZA

Confindustria-Eni: rapporti di lavoro nella quarta rivoluzione industriale

Nella prestigiosa Sala Colonne dell’Università Luiss «Guido Carli» di Roma, si è svolto il workshop di presentazione del testo “Il rapporto di lavoro nella quarta rivoluzione industriale. Il testo unico dei contratti di lavoro e le assunzioni agevolate”. La pubblicazione, curata da Confindustria Brindisi e da Eni S.p.A., si propone di fornire una guida di pratica e agevole consultazione sui contratti di lavoro e sugli incentivi alle assunzioni in vigore. Il testo è corredato da una chiavetta USB che ne contiene il formato elettronico e offre la possibilità – attraverso i collegamenti ipertestuali riportati al termine di ogni capitolo – di accedere alla normativa e alla prassi richiamate (decreti, leggi, circolari INPS, INL, INAIL etc.). I lavori – coordinati e diretti dal Direttore di Confindustria Brindisi, Angelo Guarini – sono stati introdotti dai saluti e dagli interventi di: Gabriele Menotti LippolisPresidente di Confindustria BrindisiRaffaele FabozziProfessore Ordinario Diritto del Lavoro Università LUISS Guido CarliVincenzo GattoVice Direttore e Responsabile Relazioni Industriali di Confindustria BrindisiDomenico Polizzi Responsabile Legislazione e Contenzioso del Lavoro ENI S.p.A.; Roberto Pessi, Professore Ordinario Diritto del Lavoro Università LUISS Guido Carli. La giornata è stata ulteriormente arricchita dalla partecipazione di Giuseppe Di Taranto Professore Emerito di Storia dell’economia e dell’impresa Università LUISS Guido Carli. Il Presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Menotti Lippolis, ha aperto l’incontro sottolineando l’importante lavoro di collaborazione svolto dagli uffici di ENI e Confindustria Brindisi nella realizzazione del volume e ha rimarcato la grande attenzione riservata dall’Associazione alle tematiche del mondo del lavoro e delle relazioni sindacali. Il Prof. Fabozzi  ha formulato una riflessione sulla rivoluzione digitale e tecnologica che stiamo vivendo: fenomeno di enorme complessità e dimensione che richiede un approccio multidisciplinare. Il fenomeno è ulteriormente complicato dalla crisi economica e occupazionale, dalla globalizzazione, dalla pandemia. Da ultimo, dalle vicende drammatiche della guerra che stanno impattando sul mondo del lavoro. 

La digitalizzazione sta senz’altro favorendo la modifica dei processi produttivi e organizzativi e la nascita di nuovi modelli. Sistematizzare e riformare i rapporti di lavoro in questo quadro risulta giuridicamente molto complesso. Da questo punto di vista, il Testo oggi presentato sicuramente può rappresentare un utile strumento di lavoro, poiché la illustrazione schematica degli argomenti lo rende di facile consultazione per gli operatori e per le imprese. Vincenzo Gatto ha presentato la struttura del volume, illustrandone i contenuti e il funzionamento del supporto multimediale. Si è soffermato, in particolare, sui capisaldi dell’istituto giuridico della codatorialità nell’ambito dei contratti di rete tra imprese che è stato, di recente, reso operativo e potrà senz’altro contribuire ad accrescere la capacità competitiva ed innovativa delle imprese. A seguire, Domenico Polizzi, collegandosi al titolo del Testo – che richiama l’era della quarta rivoluzione industriale – ha fatto una considerazione molto interessante sull’attuale contesto socio-economico e sull’impatto che  può avere la tecnologia su istituti tradizionali del diritto del lavoro. I temi del diritto del lavoro devono necessariamente collegarsi al contesto socio-economico odierno e alle sfide che le imprese si trovano ad affrontare. Il Prof. Pessi, sulla scia delle riflessioni del dott. Polizzi, concorda sul fatto che il diritto del lavoro debba aspirare a cambiare paradigma, sebbene ciò risulti concretamente molto difficile poiché le contraddizioni e gli interessi da tenere in considerazione sono tanti. Da ultimo – con un eccellente fuori programma – è intervenuto il Prof. Di Taranto che si è soffermato sul “coraggio di parlare del cambiare”. Non bisogna essere per forza politicamente corretti per cambiare ciò che finalmente va cambiato per valorizzare il nostro Paese. Emblematico il titolo della relazione da lui presentata dinanzi alla Corte dei Conti italiana, in occasione di un convegno internazionale di qualche anno fa: “Politicamente corretto. Economicamente falso”.

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