Andrea LezziAutore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Crescita del turismo: a Brindisi serve una «operazione simpatia»

Si sa, tra gli argomenti preferiti dai commensali c’è spesso quello delle ferie. «Dove vai in vacanza? Che hai visitato di bello ultimamente?», ci si domanda tra un bicchiere di vino e un buon piatto. Una curiosità diventata ancor più morbosa in questi anni di tanti lockdown e pochi viaggi, in cui le occasioni utili per visitare qualche posto nuovo diventano sempre più rare.
Mi è capitato recentemente, nel corso di una allegra tavolata in un ristorante romano. Quando la mia interlocutrice, trasteverina doc, mi parlava della sua ultima vacanza estiva, nella nostra bellissima Puglia: «Ad agosto sono atterrata a Brindisi – mi ha detto – per poi spostarmi in Salento da alcuni amici».
Una risposta che ha scatenato nel sottoscritto un misto di curiosità e tormento, perché in questi casi viene sempre fuori l’orgoglio cittadino. In realtà, alla domanda del perché non fosse rimasta un po’ in città, la risposta della mia commensale fu molto schietta: «La mia collega da cui ero diretta – in un capoluogo a sud del nostro – me l’ha fortemente sconsigliato, mi ha detto: ma che devi vedere a Brindisi, che non c’è nulla».
Ora, capite che una risposta così rappresenta un vero pugno nello stomaco anche per il più accanito difensore delle proprie origini. Perché quando ci si trova in queste situazioni, tutti i difetti e i problemi della tua terra scompaiono e si è pronti a parlare della propria città come della più bella del mondo, anche se si rischia di ricevere risposte sgradite.
Seppur ferito, dunque, provavo a raccontare quanto ci sia di bello da vedere e ad invitare l’amica romana a ritornare per una vacanza nell’antica Brundisium. E intanto pensavo a quante volte mi fosse capitato di imbattermi in situazioni simili. In quell’atteggiamento ostile, quel modo di percepire la nostra città che ho riscontrato spesso e soprattutto nei nostri vicini, in chi vive nei territori limitrofi e chissà per quale motivo ha una percezione distorta del capoluogo.
Mentre chi passa da Brindisi, specie d’estate, finisce per innamorarsene. Accade con i tanto orgogliosi – e simpatici – amici salentini e con tutti i miei amici romani, rimasti estasiati dalla bellezza del nostro porto e da come si possa vivere bene l’estate nella nostra città.
Certo, abbiamo investito realmente su un’idea di città turistica solo negli ultimi anni. Sicuramente, come dice la corrispondente Liz Boulter nel suo reportage per il The Guardian, la città in 2600 anni non si è mai davvero occupata dei turisti quanto dei marittimi, dei commercianti e dei soldati. Ma in questi anni si sta costruendo qualcosa di importante, e, seppur con tanti aspetti da migliorare, piano a piano l’idea di città turistica sta prendendo forma.
In questi giorni proprio il recente articolo del The Guardian ha rinfrescato in me i sentimenti di quella cena. Leggendo i post di Repubblica.it e altri importanti siti-web che hanno rilanciato la notizia del giornale britannico, non ho potuto evitare di imbattermi in alcuni commenti. E alla fine, vuoi o non vuoi, quelli più antipatici e denigratori, che dicevano cose tipo «che ci andate a fare a Brindisi che non c’è nulla da vedere», non venivano da turisti lontani ma dai nostri corregionali.
Invidia? Semplice ignoranza? Magari anche in buona fede. Resta il fatto che all’improvviso ho avuto una visione: vuoi vedere che alla fine quella grande strategia dell’Amministrazione, quella «Destinazione Brindisi» con cui si cerca di comunicare la città a nuove utenze in Italia e nel mondo, non debba servire per far conoscere la città all’interno della Puglia? Non è che quello straordinario lavoro di comunicazione per blogger e giornalisti per raccontare la «nuova» Brindisi che riparte da turismo e cultura non si debba farlo anche con il «Corriere di Guagnano» o la «Gazzetta di Erchie»? Perché forse, a leggere come veniamo percepiti da qualcuno, qui c’è da lavorare a un’enorme operazione simpatia destinata ai nostri cugini dei paesi vicini, che peraltro rappresentano potenzialmente un’utenza enorme per il turismo cittadino.
Chi lo sa, a Palazzo di Città ci pensino: qualche cartellone, qualche campagna mirata, qualche grande evento su cui far convergere visitatori dai tanti paesi della zona. Se tanti brindisini finiscono ogni estate fino a Leverano, per la Festa della Birra – organizzata benissimo, per carità, ma che è pur sempre un piazzale con venti stand – non ho mai capito perché non possa avvenire il contrario. Si scherza ovviamente, ma mica poi tanto in fin dei conti.
Andrea Lezzi (BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi – 14 gennaio 2022)
Immagine di copertina: The Guardian (Photograph: Jacek Sopotnicki / Getty Images)

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