Giorgio SciarraAutore: IN EVIDENZA Rubriche Zona Franca

Dalla suggestione … alla realtà

Dalla suggestione – Qualche giorno fa, su un social, sono state pubblicate alcune immagini di una ricostruzione, o meglio di una restaurazione, di porta Lecce e parte delle mura di cinta. L’effetto, molto suggestivo, ha fatto molto presa su chi le ha viste. La suggestione nasceva dalla possibilità di ammirare, anche solo «virtualmente», una parte della città come non si è abituati a vederla. Di quel sistema difensivo brindisino molto è stato distrutto e quello che non è stato abbattuto è stato per buona parte brutalizzato consentendo la costruzione di manufatti addirittura addosso alle mura. Come se non vi fosse altro posto dove costruire, ma per fare cassa si consente tutto. E così, scempio dopo scempio, abbiamo nascosto o eliminato un bel pezzo della nostra storia, della nostra identità facendo affievolire in molti il senso di appartenenza al territorio. La nostra collettività, forse, è stata una delle poche a permettere un «crimine» del genere: per rendersi conto della scelleratezza compiuta, basta fare una trentina di chilometri, andare a Lecce per vedere come sono riusciti a rendere bello e attrattivo il complesso delle Mura Urbiche che, restaurato di recente, è valorizzato dal grande spazio che lo circonda.
Il plastico che propone una «ricostruzione» di porta Lecce è stato realizzato grazie ad una stampante 3d e mostra come potrebbe essere quella parte di città se liberata dalle brutture consentite in vari decenni, da Amministrazioni di ogni colore e di sistema politico e democratico differenti (monarchico, dittatoriale, repubblicano). Ad avere l’idea e a realizzare questo plastico è stata l’attivissima «History Digital Library», la biblioteca di comunità comunale, uno dei due progetti di biblioteca che si aggiudicarono nel dicembre del 2017 un finanziamento regionale. L’altro progetto che si aggiudicò il finanziamento si intitolava «Teste fiorite», anche se, per la verità, si attende ancora che «germogli».
E’ evidente che non è affatto facile eliminare le «schifezze» fatte in decenni, ci vorrebbe una bacchetta magica, e non ce l’abbiamo. Ciò non toglie che si possa cercare di fare qualcosa o quanto meno è doveroso tentarlo. Ma ciò dipende dalla libertà di compiere determinate azioni politiche, dalla voglia di fare scelte ardite e, soprattutto, dal tipo di città che si ha nella testa. Ciò non significa che altre scelte siano sbagliate, sono semplicemente diverse, poco o molto condivisibili che siano.

Il plastico realizzato da Francesco Iurlaro per la HDL di Alessandro Perchinenna. Qui la Chiesa del Cristo (disegno di G. Gigante – collezione privata) tratto dal catalogo della mostra «Puglia romantica» di Congedo Editore

Alla realtà – Per iniziare un «percorso» del genere una occasione poteva essere fornita dal Decreto Interministeriale n. 395 del 16 settembre 2020 che finanzia progetti nell’ambito di un «Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare». Il Comune ha deciso di parteciparvi candidando alcuni interventi, tra cui quello che riguarda la parte di «levante» del centro storico con ristrutturazioni e restauri per la «rigenerazione di aree e spazi già costruiti». Sono finalizzati alla creazione di una sede universitaria e relativi servizi. I lavori proposti vanno dalla ristrutturazione dell’edificio ex Agenzia del Territorio, da destinare a sede dell’Università, a quella della succursale ex istituto ragioneria «Marconi», dal restauro dell’edificio ex Istituto «Marconi» a quello della Palestra «A. Oddo», da destinare a spazio sportivo a disposizione anche degli studenti universitari. Sono previsti altri restauri che interessano la chiesa del Cristo, il Bastione di San Giacomo e il giardino ex Parco della Rimembranza ed area naturalistica lungo il Canale Patri. Questi lavori, elencati della delibera di giunta numero 60 del 15 marzo 2021, prevedono un finanziamento complessivo di 14.898.333,00 euro. Poteva essere un’occasione per iniziare a dare corpo, nell’ambito di un più vasto progetto, alla «suggestione» creata guardando quel piccolo plastico. Così non è stato, perchè a ciò è stato destinato solo un pensierino, ma piccolo piccolo … giusto 77.100 euro, quanto occorrerebbe per l’abbattimento di un solo edificio, per altro abusivo.
Chi ha a cuore la liberazione, per quanto sia possibile, della città da vecchi obbrobri e la riparazione di qualche danno del passato, deve ancora pazientare. Forse l’occasione si ripresenterà con un altro decreto (GU n. 56 del 6 marzo 2021) che assegna ai comuni «contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale».

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