redazioneAutore: Attualità IN EVIDENZA

Dalle fototrappole per gli incivili alla comunicazione «imperfetta»

Abbiamo deciso di dedicare la copertina alle tante immagini che testimoniano «esemplari» atti di inciviltà finiti nell’obiettivo delle fototrappole predisposte dalla Polizia Locale di Brindisi. La notizia è apparsa sulla pagina Facebook del Comune e di Riccardo Rossi Sindaco di Brindisi con l’inequivocabile stigma della vergogna. Non si può commentare diversamente, infatti, il gesto di tanti che, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale e di Ecotecnica di offrire un servizio sostenibile di raccolta dei rifiuti e di smaltimento degli ingombri a beneficio della civile convivenza comunitaria. Ciononostante, le trenta fototrappole hanno immortalato il deposito indiscriminato, incontrollato e selvaggio di ogni tipo di rifiuto, attivando l’inevitabile procedura di riconoscimento e sanzione dei trasgressori. Sarebbe bello che gli attori di una città, principalmente i suoi cittadini, avessero spontaneamente rispetto per i luoghi comuni osservando le semplici regole di conferimento dei rifiuti, che ciò avvenisse in virtù di un naturale e partecipato processo culturale, senza doverci arrivare attraverso la correzione repressiva di taluni comportamenti. Siamo dell’idea che il grado di civiltà di una comunità passi anche dall’attenzione che essa mostra per il territorio e la collettività e che atti come quelli documentati dalle fototrappole restituiscono una immagine di degrado sociale, ambientale e urbano.
Sono all’ordine del giorno notizie di abbandono di rifiuti lungo le strade, sulle spiagge o accanto alle isole per la raccolta differenziata. Questi gesti, frutto di maleducazione e scarso senso civico, comportano costi economici e ambientali che ricadono sull’intera collettività. Crediamo si tratti di persone in malafede, non disattente ma consapevoli della gravità di alcune scelte, alla luce anche della natura dei rifiuti, talvolta inquinanti e tossici, che riversano nelle nostre strade e nell’ambiente. Spiace pensare che si preferisca incorrere in pesanti sanzioni piuttosto che seguire semplicissime pratiche, creando un danno per l’ambiente e un’offesa per tutti i cittadini corretti – per fortuna la maggioranza – che partecipano al ciclo e alla qualità della raccolta differenziata.
Noi di Agenda Brindisi abbiamo sempre promosso la partecipazione civica alla bellezza condivisa della città partendo dal presupposto che le strade, le piazze, il centro come le periferie, rappresentino il prolungamento delle nostre abitazioni, che ogni spazio è proprio seppure utilizzato in comune. Per questo abbiamo sempre segnalato ogni eccezione a questo principio, ogni forma censurabile di cittadinanza, ogni atto irrispettoso per i luoghi che nell’insieme fanno la nostra città concorrendo alla sua identità e bellezza.
Si dice che «la città sono i suoi cittadini»: non si può commentare diversamente, infatti, il gesto di tanti che, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale e di Ecotecnica di offrire un servizio sostenibile di raccolta dei rifiuti e di smaltimento degli ingombri, continuano a disattendere i più elementari doveri di civile convivenza.
La notizia è apparsa, come detto in apertura, sulle pagine social del Comune di Brindisi. Ci piacerebbe tuttavia che l’informazione fosse veicolata attraverso gli organi di informazione della città, dunque in forma di nota dell’ufficio stampa, in modo da garantirne la più capillare diffusione possibile. Siamo costretti ancora a constatare che molte notizie riguardanti l’attività dell’Amministrazione comunale, del sindaco in particolare, siano relegate all’alveo dei social, con la conseguenza di comunicare male e non a tutti.

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