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Di Cesare (Cgil): «Servono scelte concrete per il futuro della città»

La festa dei Santi Patroni di Brindisi è divenuta un’occasione di riflessione sulle condizioni reali in cui versa la città e lo dobbiamo, in particolar modo, al forte appello del vescovo Giovanni Intini, un monito che dovrebbe scuotere tutte le coscienze di chi ha a cuore il bene di Brindisi e delle sue comunità.
La notte avvolge le periferie urbane ed umane, alimenta le paure e le angosce delle solitudini, condiziona la speranza di costruzione di un mondo migliore, imprigiona i sogni, i bisogni e le aspettative di giovani, lavoratrici e lavoratori, pensionati. La notte è anche occasione di riflessione, meditazione, condivisione, in attesa di un’alba che riporti luce e speranza. Le metafore, però, si scontrano con la realtà dei fatti e con la condizione materiale in cui versano i cittadini, che richiede impegno, unità di intenti e lavoro quotidiano per il bene comune.

Da questo punto di vista, il discorso del sindaco Giuseppe Marchionna appare deludente, poiché condizionato dalla malattia degli annunci e della propaganda. Non possiamo dimenticare il percorso complesso, ricco di incognite e ritardi, pieno di inciampi e colpi di scena, che sta condizionando la transizione energetica di Brindisi, con le crisi industriali più devastanti del Mezzogiorno, dalla centrale di Cerano al petrolchimico, che, insieme alla siderurgia di Taranto, rischiano di cancellare una vasta rete di piccole e medie imprese del sistema degli appalti, con migliaia di lavoratori, a causa della mancanza di una politica industriale. Non è sufficiente dire «parlerò con Eni» o sollecitare il commissario straordinario per l’Accordo di Programma.
Certo, sarebbe interessante conoscere i progetti presentati alla ZES da oltre 100 imprese tra Fasano e Brindisi, così come sarebbe opportuno entrare nel merito dei tanti progetti richiamati che dovrebbero cambiare il volto della città e la qualità della vita, con ricadute occupazionali considerevoli. Manutenzione di scuole e palestre, verde pubblico, rigenerazione dei quartieri Sant’Elia e Perrino, riqualificazione del Parco Buscicchio, restauro del capannone ex Montecatini: insomma, una serie di progetti che dovrebbero alimentarsi attraverso le compensazioni da parte delle imprese che operano sul territorio, con importi annunciati per oltre 35 milioni di euro. Se si vuole dare un segnale di luce, si riparta dal corretto rapporto tra ambiente, sviluppo e lavoro, dalla centralità della salute e dalla sicurezza intesa a 360 gradi, investendo ancora di più in prevenzione, servizi sociali, formazione e cultura. Su tutto questo sarebbe auspicabile un confronto con le parti sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali.
Massimo Di Cesare – Segretario generale CGIL Brindisi

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