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Elezioni amministrative: il day after del voto nel Mezzogiorno

Non sono poche le novità del day after delle elezioni amministrative 2021. Cambiamenti che toccano da vicino la politica nazionale e che riguardano anche la geografia politica meridionale.
Innanzi tutto va registrato un buon risultato riguardo l’affluenza. Come sottolineato dall’Istituto Cattaneo, nella consueta analisi dei dati e dei flussi elettorali, in molti casi, il classico divario nella partecipazione elettorale tra Nord e Sud si è quasi del tutto annullato. Nelle ultime amministrative emerge una partecipazione maggiore di quasi il 3% di elettori nelle città meridionali. Numeri del tutto diversi dalle altre elezioni – politiche ed europee per esempio – in cui la adesione è sempre maggiore nel Nord Italia, con otto/dieci punti di differenza. L’Istituto di ricerca bolognese ha associato questo fenomeno al peso delle preferenze, decisive nelle sfide delle amministrative e in grado di richiamare molti più elettori ai seggi.
In generale, mentre il dato dei votanti in Italia ha raggiunto uno scarso 54,69% – in pratica un elettore su due non si è recato alle urne – i centri pugliesi hanno fatto registrare un dato di molto superiore a quello nazionale, attestandosi attorno al 63% di votanti. Guardando poi all’aspetto più politico colpisce certamente il calo, costante e distribuito, della Lega di Matteo Salvini. Se il movimento del Leader lombardo non ha sfondato nei centri del Nord – a Milano prende un terzo dei voti del PD e nella roccaforte Varese viene doppiata dai Democratici – nel resto del Paese non brilla assolutamente, vedendo sempre più a rischio il sogno di un grande progetto nazionale. Dopo le piazze piene degli ultimi anni, in cui il Capitano affollava le città del Mezzogiorno – come avvenne anche a Brindisi – nell’ultima tornata elettorale il bottino da Roma in giù si è rivelato magrissimo. Laddove il centrodestra vince, vedasi la Calabria, la Lega raggiunge il terzo posto, lasciando il ruolo da protagonista a Forza Italia.
Vicenda simile ma opposta per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle che – fatto salvo qualche piccolo comune – praticamente scompare nelle città del Nord, confermandosi sempre più come un partito a doppia velocità. Che da Roma in giù segna dati in doppia cifra, mentre dal centro in su smette di avere un concreto peso politico. Nonostante questo andamento, perfino a Napoli, dove si festeggia l’elezione di Manfredi, i grillini – in coalizione col centrosinistra – si fermano al 10%. Non risultando decisivi, dal punto di vista numerico, per l’elezione a Palazzo di città dell’ex Ministro del Governo Conte.
Rimanendo sulla politica degli anni passati, infine, registriamo la vittoria a Lauria, in provincia di Potenza, del Senatore Gianni Pittella, già presidente del gruppo dei Socialisti all’Europarlamento e il ballottaggio del Sindaco Clemente Mastella, a Benevento. Nel calderone generale delle elezioni, dunque, non sono state poche le novità. In questo scenario va considerato un aspetto importante: la figura del Sindaco, da sempre fondamentale nel nostro Paese, diviene ancor più importante in questo periodo storico. E ancor più per le città del Mezzogiorno.
Perché è proprio qui che nei prossimi mesi, soprattutto anni, arriveranno enormi risorse pubbliche, come mai successo nella storia dell’Italia. Farsi trovare pronti e, ancor più, scegliere buoni amministratori pubblici, è quanto mai fondamentale per il futuro dei nostri territori.
Andrea Lezzi (Agenda Brindisi – 8 ottobre 2021)

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