Andrea LezziAutore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Il trentennale dei tragici sbarchi: il grande abbraccio di quell’esodo

A trent’anni dall’imponente esodo nei porti di Brindisi e Bari, il Premier albanese Edi Rama arriva in Puglia per incontrare le Istituzioni ma soprattutto per riabbracciare simbolicamente i tanti cittadini che nella primavera del 1991 si prodigarono senza esitazioni per sostenere una popolazione stremata. Tanta è l’attesa anche da parte della comunità albanese delle nostre zone, diventata nel tempo una comunità amica, integrata e pienamente coinvolta nella vita dei nostri territori, e che incontrerà il Premier in una apposita iniziativa organizzata presso il museo Ribezzo nel corso della visita di sabato.
Proprio in vista dell’arrivo del Premier Rama, l’Amministrazione ha promosso una bella iniziativa, facendo esporre in varie zone della città numerosi manifesti fotografici raffiguranti i momenti degli sbarchi del 1991: al centro capeggia una grande scritta, in entrambe le lingue: «Brindisi città dell’accoglienza». Le foto, realizzate da Damiano Tasco, sono vere, spontanee, toccanti. Trasmettono con estrema chiarezza il contrasto tra la gioia per l’arrivo e la concitazione e la tensione dei primi momenti in terra straniera. I visi scavati e affaticati delle donne così come i sorrisi dei bimbi in braccio ai loro papà sono i volti di chi oggi conduce una vita tranquilla nel nostro Paese, ben inserito in ogni ingranaggio della nostra società.
Il cammino comune condotto in questi anni dovrebbe farci riflettere molto su quanto sia possibile poter costruire un percorso di reciproco rispetto e di amicizia con i popoli stranieri, anche alla luce degli avvenimenti recenti. Questo è probabilmente uno degli aspetti più importanti di questa storia: la testimonianza non solo di una solida amicizia istituzionale ma anche di una convivenza serena tra i rispettivi popoli.
C’è poi una seconda riflessione che andrebbe fatta e che riguarda la concezione stessa dei rapporti con l’Albania. A trent’anni dagli sbarchi di marzo 1991, difatti, oltre al tema fondamentale della memoria e della celebrazione di quell’evento, sarebbe giusto guardarsi allo specchio e chiedersi quanto si sia fatto e si stia facendo per tenere saldi e incentivare i rapporti tra i due Paesi. Ancor più tra Brindisi e quei territori.
L’Albania in questi anni è molto cambiata e seppur vi siano ancora dei problemi è divenuto un Paese dalle enormi opportunità e dalle grandi potenzialità. Lo dimostrano i dati macroeconomici ma anche la grande presenza di italiani – tantissimi pugliesi – che per motivi di studio, lavoro, viaggio, e perfino per motivi sanitari, ogni anno si trasferiscono o vanno a vivere per un breve-medio periodo nella nazione delle aquile.
Riuscire a connettere maggiormente queste reti attraverso enti e associazioni del nostro territorio, dare maggiori opportunità agli imprenditori locali che vogliono investire in quelle zone, intensificare i collegamenti – anche con un volo diretto che ad oggi manca da Brindisi – sono solo alcuni degli obiettivi che dovremmo porci. Superando, dunque, il semplice rapporto di amicizia che lega indissolubilmente la città con il popolo albanese e sviluppando una seria cooperazione con una nazione che rappresenta una occasione di crescita nonché l’affaccio dell’Europa nella penisola balcanica.
Brindisi dovrebbe avere l’ambizione di guidare questa nuova fase di relazioni, costruendo un rapporto solido a livello istituzionale e imprenditoriale, investendo sempre più nella diplomazia territoriale. Altrimenti, come capita spesso, rischia di lasciare sempre più spazio ad altre città vicine.
Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi – 5 marzo 2019)

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