Andrea LezziAutore: Attualità IN EVIDENZA

La centralità della ricerca e della formazione nel Mezzogiorno

Cambia il mondo e cambia anche l’Università. Sono sempre di più, infatti, i nuovi piani di studio che mutano e si aggiornano di pari passo con i grandi cambiamenti del nostro pianeta. Dalla medicina, in una fase che ha visto accelerare notevolmente le innovazioni nel campo sanitario, fino alle materie umanistiche, la formazione dei più giovani – e non solo – vive una fase di significative trasformazioni.
Tra i nuovi corsi di laurea – che il Sole24ore ha conteggiato in più di duecento solo per questo nuovo anno – spiccano quelli dedicati ai temi più urgenti dei nostri tempi: la sostenibilità ambientale, lo sviluppo tecnologico, la transizione energetica – che coinvolge appieno anche la nostra città – e, ovviamente le evoluzioni del digitale.
In Puglia, sicuramente interessante è il nuovo corso professionalizzante che nascerà da quest’anno all’Università di Bari, dedicato alle tecniche per l’agricoltura sostenibile. Un percorso costruito assieme agli Atenei di altre grandi città, legato al filone delle Tecnologie per le transizioni. Una classe che ben si addice alla fase di enormi mutamenti che sta caratterizzando l’industria chimica, agricola e dell’energia.
Tra i corsi di laurea più avveniristici e interessanti, poi, c’è quello in Archeologia Subacquea, promosso dall’Università Federico II di Napoli. Rispetto ad altre zone d’Italia – di corsi simili ve ne sono anche in Puglia – la caratteristica di questa classe è data dalla particolare location in cui si svolgerà buona parte delle lezioni: sulla costa partenopea, a Bacoli.
Non siamo in Puglia, dunque, eppure la nostra regione, in questo campo, può dire molto. Non solo perché, grazie alla sua storia millenaria, rappresenta un contenitore straordinario di tracce sommerse, che dallo Ionio all’Adriatico raccontano secoli di battaglie, viaggi, scambi commerciali. Ma anche perché è ancora oggi ricco di esperienze significative, da nord a sud del territorio regionale. Partendo dalle isole Tremiti, dove vi sono ben 11 siti archeologici, passando per Brindisi o Taranto, i cui musei testimoniano in ogni angolo il legame indissolubile tra la storia delle due città e il mare, e fermandosi a Santa Sabina. Dove con un progetto internazionale, chiamato «UnderwaterMuse», si punta a realizzare un parco archeologico subacqueo completo e accessibile a tutti. Da non sottovalutare, inoltre, che la neonata Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Subacqueo, inaugurata lo scorso anno, ha la sede centrale proprio in Puglia, a Taranto.
E a proposito di sedi importanti sul nostro territorio, non possiamo non citare il grande contributo di una istituzione come il centro ricerche Enea di Brindisi, che quest’anno festeggia il ventennale. Il 24 settembre, inoltre, si celebrerà la «Notte europea dei ricercatori e delle ricercatrici». Una rassegna distribuita tra Brindisi e altre cinque città della regione, che racconterà – in 142 eventi – le storie della ricerca in Puglia.
Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è uno dei sei di questo genere in Italia. Si tratta di iniziative che, tra le varie finalità, si propongono di avvicinare ulteriormente le realtà scientifiche ai territori che le ospitano. È un tema da non sottovalutare, su cui la nostra provincia, che da decenni accoglie enti e laboratori di eccellenza, deve continuare a lavorare, per far conoscere il grande potenziale in questo campo e, perché no, avvicinare nuovi ed entusiasti giovani al mondo della ricerca.
Andrea Lezzi

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