redazioneAutore: Basket IN EVIDENZA Sport

La «death lineup» NBA in Puglia: Brindisi come i Warriors di Kerr

Nella moderna NBA, uno dei quintetti più efficaci mai schierati, è stato quello dei Golden State Warriors bi-campioni NBA nel 2016-2017: gli «Splash Brothers» Curry e Thompson, Iguodala da numero 3, Kevin Durant da numero 4 e Draymond Green da finto numero 5. Questo quintetto è stato soprannominato, dagli addetti ai lavori «Death-lineup», letteralmente, lo schieramento della morte. Il quintetto di coach Kerr ha totalmente cambiato il gioco, insegnando a tutta la Lega che una difesa mobile e super aggressiva sui cambi di marcatura permetteva di fluire meglio in transizione, attaccando meno contro la difesa schierata, ed attivando tutti quei meccanismi di due contro due o tre contro tre in transizione che hanno reso grande l’attacco dei californiani. Traducendo in cifre il differenziale medio tra efficienza offensiva e difensiva di quella squadra andava oltre i 20 punti su 100 possessi.

Torniamo in Italia, nella nostra serie A, c’è un quintetto che può essere identificato come una «Death-lineup»: Thompson, Harrison, Bostic, Udom e Willis è stato schierato spesso nelle ultime tre giornate di stagione regolare e ieri in gara-1 contro Trieste. Questo quintetto viaggia a ritmo di oltre 150 punti su 100 possessi e ne concede meno di 50 (+100 è il differenziale più alto mai fatto registrare da un quintetto brindisino in questa stagione!). Come già detto questo quintetto porta la Happy Casa ad essere estremamente aggressiva in difesa, potendo contare su cinque buoni atleti in grado tanto di difendere il perimetro quanto di chiudere il centro area. Ieri sera coach Vitucci ha proposto una variazione con Perkins al posto di Willis: la lineup è meno atletica (Nick non ha lo stesso ritmo di Derek) ma offensivamente equilibrata, con Udom ad aprire il campo e Perkins che può disporre dell’area avversaria sguarnita per i suoi uno contro uno spalle a canestro. Inoltre, con questa configurazione, anche gli esterni possono essere aggressivi a rimbalzo d’attacco, provocando quelle situazione di sovrannumero dalle quali Brindisi spesso riesce a tirare fuori extra possessi.

Ancora una volta coach Vitucci, ed il suo staff, sorprendono per la varietà dei concetti su cui basare il proprio gioco; in particolare il roster di quest’anno è costruito per rispondere ad esigenze tattiche di volta in volta diverse. Vedremo se in gara-2 ci sarà spazio per Ousman Krubally, seguendo il ragionamento fatto fin qui, coach Vitucci dovrebbe continuare a preferirgli Bostic per mantenere il controllo sulla marcatura degli esterni triestini, sempre molto pericolosi.

Servizio di Paolo Mucedero – Foto NBB di Vincenzo Tasco

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