Serena Di LorenzoAutore: Cinema Rubriche

Cinema, le proposte settimanali

Georgetown – Ulrich Mott è un tedesco che ha fatto fortuna negli Stati Uniti, prima sposando Elsa Brecht, celebre giornalista sua connazionale (che ha l’età per essere sua madre), poi facendosi un nome all’interno della comunità diplomatica di Washington D.C. Ulrich ed Elsa abitano in una bella brownstone nel cuore del quartiere chic Georgetown, con grande disappunto della figlia della donna, Amanda, docente di Diritto costituzionale all’Università di Harvard in rotta con il “patrigno” suo coetaneo. Ma al ritorno da una passeggiata notturna, dopo una cena di quelle che hanno fatto di Ulrich il re dei salotti della capitale americana, Elsa viene trovata morta nella villetta coniugale. E Ulrich è il primo sospettato di omicidio. Georgetown segna il debutto alla regia cinematografica di Christoph Waltz ma appare anche come protagonista e cosceneggiatore di questa bizzarra storia di inganni e sotterfugi basata su una storia vera. Ulrich Mott infatti è realmente esistito e la sua vicenda è stata raccontata in un articolo del New York Times dal titolo ‘Il peggior matrimonio di Georgetown’. Waltz ci racconta Mott come un personaggio fortemente ambiguo ma non privo di fascino, dotato di quell’ambizione e quell’astuzia che gli hanno permesso di passare da stagista alla Casa Bianca a principe consorte a “taumaturgo” nell’esclusivo ambiente della diplomazia statunitense. Ma Ulrich rimane fondamentalmente uno straniero, un «nessuno venuto dal nulla».
The Farewell – Billi Wang è nata a Pechino ma vive a New York da quando aveva sei anni. Il suo contatto sentimentale con la Cina è Nai Nai, la sua vecchia nonna, ancorata alle tradizioni e alla famiglia. Salda e praticamente indistruttibile, a Nai Nai viene diagnosticato un cancro. La famiglia decide di nasconderle la verità e di trascorrere con lei gli ultimi mesi che le restano da vivere. Figli e nipoti, traslocati negli anni in America e in Giappone, rientrano in Cina per riabbracciarla e per ‘improvvisare’ un matrimonio che allontani qualsiasi sospetto. Risoluti e uniti nella bugia, trovano in Billi una resistenza. Inconcludente e insoddisfatta della vita, Billi vorrebbe liberarsi dell’angoscia e rivelare alla nonna la prognosi infausta. Tra oriente e occidente, troverà una sintesi tra due culture e due condotte etiche. Un’aria ‘familiare’, il ritorno di una cultura rimossa (nelle forme di una famiglia amata) che produce un quieto terremoto e lascia dietro di sé un nuovo e fertile squilibrio. La diaspora della famiglia Wang, divisa tra Stati Uniti e Giappone, rientra e stringe i suoi ‘esuli’ al capezzale di una nonna malata. Ed è il protocollo etico-normativo ‘della cura’, basato in Cina sul “principio della beneficialità” (nell’interesse del paziente in certe circostanze è meglio tacere la verità), il nodo da sciogliere di un racconto che assume in pieno il modello della commedia familiare con la circolazione sentimentale tra i personaggi e il disegno delle loro vite private.
Serena Di Lorenzo

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