Giorgio SciarraAutore: Rubriche Zona Franca

Le riflessioni di «Zona Franca»

La garanzia del 27 – La famosa scrittrice e drammaturga inglese Agatha Christie diceva «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Grazie a questo «teoria» è ammissibile pensare che il sottoscritto sia uno dei destinatari delle «attenzioni» del consigliere comunale, Massimiliano Oggiano in un suo recente intervento a favore del deposito di gas di Edison. Prende di mira quel «sempre più sparuto gruppetto» che con «estremismo e furia ideologica» osa contrapporsi al progetto. Da chi è composto questo «gruppetto»? Oggiano sentenzia da: «privilegiati, tuttologi ed auto proclamatisi giornalisti e/o opinionisti, dal 27 di ogni mese garantito». Questi potrebbero essere chiari riferimenti al sottoscritto (mi scuso in anticipo se sbaglio). Comunque, a parte la banalità di queste affermazioni, il consigliere dimentica che è anche lui un dipendente pubblico? Circostanza che iscrive anche lui di diritto nell’elenco dei «privilegiati» garantiti dal 27 di ogni mese. Quindi, non si capisce da quale pulpito venga la predica! Poi non credo che sia possibile autonominarsi per niente, come forse qualche politico ama fare. Essere iscritto all’albo dei giornalisti, come dovrebbe sapere, significa dover possedere i requisiti richiesti dall’Ordine. Su una cosa mi sento privilegiato, ho la possibilità di esprimere le mie «opinioni» scrivendole su Agenda, da oltre vent’anni, grazie alla libertà di opinione che il direttore Antonio Celeste assicura ai suoi collaboratori.
Ma tornando a temi più seri, Oggiano scrive anche un’altra cosa contestabile affermando che il noto gruppetto rispetto all’impianto di Edison non può opporre neanche le solite «strumentali logiche ecologiste» e infatti non è stato fatto. C’è molta foga e poca attenzione da parte di chi sostiene tale impianto altrimenti avrebbe notato che le obiezioni sollevate hanno riguardato l’iter burocratico e la scelta del sito soprattutto per ragioni di incompatibilità con la destinazione di quell’area e della relativa banchina (costa Morena est).
Un peso e due misure – L’Autorità di Sistema Portuale MAM ha redatto nel marzo 2020 il «Documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP)». In un capitolo di questo documento si parla della realizzazione dei depositi costieri di GNL nei porti di Brindisi e di Bari. A Brindisi viene dedicata particolare attenzione dedicando ben cinque pagine contro la mezza paginetta per Bari. E’ noto che «importanti operatori presenti nel settore a livello nazionale ed internazionale hanno manifestato interesse alla realizzazione di un deposito costiero di GNL nel porto di Brindisi». Vista la premura di citare questo dettaglio, sarebbe interessante conoscere chi ha presentato le manifestazioni d’interesse e quando. Nel documento l’AP indica tre siti possibili per il deposito: uno è Costa Morena est, gli altri due sono aree retroportuali e non rientrano nella sua disponibilità. Infatti, un’area è proprietà di Enel, l’altra di competenza del Consorzio ASI e, addirittura, già da oltre vent’anni promessa in vendita e concessa alla società IAIS che ne ha già pagato metà del prezzo. E’ singolare come si possano indicare aree non nelle proprie disponibilità, sembra scontato che la scelta debba ricadere sul più «conveniente», quello di pertinenza di AP. Passiamo alle brevi note che riguardano Bari, dove, invece, si sente la necessità «di valutare una soluzione compatibile con i luoghi» e dopo attento esame «dal vaglio delle soluzioni possibili scaturisce una ipotesi progettuale innovativa, ossia l’utilizzo di un serbatoio di GNL galleggiante (FSU = Floating Storage Unit)» emersa dall’impossibilità «di localizzare un deposito costiero di tipo tradizionale, installato a terra secondo la classificazione e le tecnologie previste dalla norma UNI EN 1473».
Dove tutto è possibile – Ma si sa, a Brindisi è possibile tutto ciò che altrove non lo è. Ed è ancor più singolare che ciò trovi il consenso e l’appoggio di alcuni politici, anche di diversa appartenenza partitica. Chissà quanti degli amministratori pubblici favorevoli a quest’impianto hanno letto questo documento dell’AdSPMAM.
In base a quali criteri non è possibile fare a Brindisi ciò che è possibile a Bari, è un po’ come la storia delle boe oceaniche che nel porto di Brindisi – secondo la Capitaneria locale – non garantivano la sicurezza dell’ormeggio delle navi, a Bari sì, per molti anni. Uno dei più tenaci sostenitori è il consigliere regionale Pd Fabiano Amati, per il quale «il serbatoio costiero di gas naturale liquefatto proposto da Edison è un ottimo programma industriale e ambientalista». A chi contesta ribatte sempre chiedendo una «localizzazione alternativa plausibile». Ma cosa s’intende per «plausibile» e per chi dovrebbe esserlo: per l’azienda o per il territorio il cui interesse deve essere preminente? Per quello che si sa, l’azienda non ha alcuna intenzione di spostarsi altrimenti, per esempio, non avrebbe scelto la strada incerta del diverso ormeggio, salutato dai «fan» come la soluzione del problema.

Giorgio Sciarra (Agenda Brindisi – 22 gennaio 2021)

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