redazioneAutore: IN EVIDENZA Politica

Left Brindisi: la «impressionante agenda del Partito Democratico»

Il Coordinamento Cittadino dell’associazione Brindisi Left ha espresso il proprio punto di vista rispetto alle indicazioni emerse dalla recente assemblea cittadina del Partito Democratico di Brindisi. Ecco la nota integrale inviata agli organi di informazione: «Una agenda impressionante quella annunciata dal Pd cittadino se si pensa che debba essere svolta in meno di due anni. Vedendo quello che è stato fatto fino ad ora sarebbe come passare da una ‘nazzicata’ al rock. Piacerebbe capire, mantenendo gli stessi uomini alla guida e gli stessi alleati, come si potrebbe generare questo cambio di passo. Si promette di ripartire in sgommata, ma il motore è sempre lo stesso di prima, la frizione bruciata  e la zavorra degli alleati sempre più pesante, anzi se ne sono aggiunte di altre. E poi pare che questo azzeramento di giunta sia una fermata ai box per dare un saluto ai meccanici, più che per mettere gomme fresche. Già, perché i temi sollevati dall’assemblea del Pd sono ragguardevoli oltre che necessari, rimane da capire il come si pensa di traguardare cotanti risultati. Costa Nord, Contrade, bicipolitana, infrastrutture nel Porto, progetto Edison, attenzione  e sostegno per le grandi e piccole imprese in area industriale, confronto e dialogo con i sindacati … rock puro per la città. Ci perdoneranno i compagni della base del Pd cittadino che hanno suonato questa carica, ma non ci pare di vedere musicisti capaci di esibirsi, se i direttori di orchestra rimangono gli stessi due della nazzicata. L’unica buona notizia è che non saranno entrambi in giunta, cosa che scongiuriamo da tempo, uno basta e avanza. Ci vorrebbe coraggio, ci vorrebbe la sinistra che non teme di fare, ci vorrebbe quel partito che ha disegnato Letta,  di cui abbiamo apprezzato temi e toni. Un partito del territorio e per il territorio, che non ha paura di perdere il controllo delle poltrone, capace di comprendere i bisogni e realizzare per colmarli. Si dice che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare, in questo caso c’è uno stagno che dura da due anni e mezzo e ha nomi e cognomi».

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