Autore: Attualità IN EVIDENZA

Lettera di Teodoro De Giorgio ai ladri del Museo Diocesano di Brindisi

Come ladri nella notte siete entrati nella casa del Signore (sì, prima di essere museo, è la casa del Signore!) per rubare a voi stessi, ai vostri figli, ai vostri padri e alle vostre madri. Quello che avete preso non è semplice argento, da rivendere a un collezionista o da fondere. È molto di più! In quegli oggetti c’è l’anima del popolo brindisino. Sono l’espressione visibile della sua fede nel Signore risorto, che nell’Eucaristia continua a offrire sé stesso per la salvezza eterna degli uomini. Anche per la vostra! Sì, anche per la vostra! E sono proprio oggetti fatti per rendere gloria a Dio, e amministrare la sua misericordia, che voi avete rubato. Non si tratta di anticaglie da museo, ma del necessario per venerare Dio nelle funzioni più sacre: durante il Triduo Pasquale, quando si celebra la Passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo, e a Natale, quando si celebra la sua nascita nella carne. Ancora oggi quegli oggetti sono in uso. E sono esposti nel museo perché tutti possano contemplare con quanta arte e devozione i nostri antenati hanno celebrato Dio. Avete preso, senza saperlo (voglio sperare!), i calici fatti per contenere il santissimo sangue di Cristo, le pissidi – le coppe – fatte per contenere il suo sacratissimo corpo, gli ostensori – le teche – per esporre e adorare il Santissimo Sacramento, i vasi per gli olii santi con cui si ungono i bambini durante i battesimi, si impone la santa cresima, si consacrano i sacerdoti e si ungono i moribondi.

Voglio parlarvi di un oggetto in particolare: l’ostensorio del Corpus Domini, cioè del Corpo del Signore, dinanzi al quale generazioni di brindisini si sono inginocchiate per adorare il Signore Gesù Cristo sotto le specie del pane eucaristico, ovvero dell’ostia consacrata. E tra queste moltitudini di brindisini, per certo, ci saranno stati i vostri padri, le vostre madri, i vostri nonni, le vostre nonne e, finanche, i vostri bisnonni. Quante volte quell’ostensorio, che per voi è un semplice oggetto in argento, è stato usato dai Vescovi per impartire la solenne benedizione eucaristica in groppa al cavallo parato. E quante volte al passaggio della processione del Corpus Domini per le strade della città di Brindisi sono stati lanciati petali di rosa per celebrare la presenza viva di Gesù Cristo, sotto le umili fattezze di una sottile particola di pane consacrato, in quell’ostensorio. Quell’ostensorio è come una culla nella quale viene deposto il Signore Gesù, che si è incarnato per la salvezza di tutti: anche per la vostra! Su quell’ostensorio è rappresentato un uccello con le ali spiegate davanti ai suoi piccoli: è il pellicano mistico, simbolo del Signore Gesù. Sapete perché quel pellicano rappresenta il Signore Gesù? Guardate cosa sta facendo: sta beccando il suo petto, per sfamare con la sua stessa carne i suoi piccoli affamati. Fateci caso! Sacrifica sé stesso per amore dei suoi piccoli, proprio come ha fatto il Signore Gesù per noi, che si è lasciato crocifiggere per la nostra salvezza. Quale simbolo più bello, e grande, dell’amore di Gesù Cristo per l’umanità! Tra pochi giorni celebreremo la Pasqua del Signore. Sulla croce, prima di spirare, Gesù grida: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Luca 23,34). Voglio sperare che, fino a pochi attimi fa, voi ignoravate la gravità delle vostre azioni. Sapevate di aver rubato, certo, ma non di aver rubato ciò che è destinato alla divina liturgia. Per questo, vi rivolgo le mie parole accorate: pentitevi di questo furto sacrilego. Pentitevi di un crimine che, quando si apriranno i vostri occhi e finalmente vedrete e capirete, tormenterà per sempre la vostra coscienza e vi farà arrossire davanti ai brindisini di ogni generazione, compresi i vostri antenati. Restituite! Fate ritrovare ciò che non vi è lecito tenere!

Prof. Teodoro De Giorgio – Storico dell’arte della Società di Storia Patria per la Puglia

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