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Medico, ambientalista e cittadino: omaggio al dottor Tonino Di Giulio

A 25 anni dalla sua scomparsa, la Fondazione a lui intitolata rende omaggio all’indimenticabile dottor Tonino Di Giulio (tratto da Agenda Brindisi del 23 settembre 2022). Una vita per la professione, un cittadino esemplare al servizio della sua Brindisi. Medico, ambientalista, cittadino: amava la sua città, Brindisi, i suoi concittadini e la sua famiglia. Specializzato in Radiologia e Radioterapia, sempre aggiornato e attento allo stato di salute della «sua popolazione», fonda, nel 1958, il reparto di Radioterapia presso l’Ospedale «A. Di Summa» che presto diventa il punto di riferimento più importante per chi proveniva dal sud barese fino alle provincie di Lecce e Taranto. Pioniere dell’oncologia, ha tracciato il sentiero della senologia nel Mezzogiorno.  Comprende, con molto anticipo che le patologie oncologiche non vadano solo curate ma, soprattutto, prevenute. Ama ripetere: «Più che provvedimenti terapeutici per ridurre la incidenza delle malattie oncologiche e la mortalità, ci sono due armi fondamentali, la SCOPERTA PRECOCE e la PREVENZIONE PRIMARIA». Con l’obiettivo, non solo di risparmiare vite umane ma anche di finanze per la sanità pubblica.

Nel 1970, grazie al suo impegno, sorgono, in tutta la provincia di Brindisi, i consultori familiari, provvisti di personale sanitario specializzato per eseguire il Pap Test. Per informare la popolazione femminile a eseguire questo esame diagnostico, promuove incontri, dibattiti e manifestazioni in tutta la provincia. Alla prevenzione dei tumori del collo dell’utero affianca quasi parallelamente la prevenzione dei tumori della mammella, insegnando e facendo insegnare dal personale sanitario, l’autopalpazione della mammella, per individuare eventuali alterazioni. Per questo ha contribuito a fondare l’«Associazione Provinciale Brindisina per la Lotta contro il cancro», fatta da volontari e senza fini di lucro. La prima di tante associazioni che sono poi nate nella provincia di Brindisi. Alla fine degli anni Settanta, attento e consapevole dei disastrosi (già allora) dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguardanti l’alta incidenza di neoplasie nella nostra popolazione, inizia la sua battaglia ambientale, che continua fino al suo decesso avvenuto il 24 settembre 1997. Il 25 ottobre 1997, a un mese dalla scomparsa, gli viene intitolato il Day Hospital di oncologia.

Era un medico caparbio nello svolgimento della sua professione, ma era anche un cittadino attento e partecipe. Era un uomo libero che si è dedicato alla politica con la P maiuscola. Era un uomo di grandi vedute, eccentrico e anticipatore di tanti processi. Profondo conoscitore dei gravi problemi degli agricoltori, coerente con le sue idee, ha lottato per la cooperazione tra gli agricoltori per migliorarne la dignità sociale ed economica. Nel 1960, dopo svariate riunioni con la gente per spiegare gli obiettivi della cooperazione, fonda a Brindisi, insieme ad Antonio Spinosa, la Cooperativa Risveglio Agricolo, di cui è stato più volte Presidente.

Amante del mare e intuendo le potenzialità del porto di Brindisi, nel 1964 inizia la campagna per la creazione di un porto turistico. Socio fondatore della Lega Navale di Brindisi. Negli anni Settanta promuove la creazione di un vero e proprio porto turistico con collegamento veloce con l’aeroporto per agevolare coloro che, lasciando la propria barca ormeggiata a Brindisi, potessero usufruirne durante i fine settimana. La località da lui individuata è ancora oggi la sede del Porticciolo Turistico. Negli anni Ottanta si allontana dalla politica attiva criticandone pubblicamente il degrado. Convinto sostenitore del rispetto e della tutela della salute della popolazione, prosegue con la veemenza di sempre la lotta all’inquinamento ambientale e al degrado. La battaglia contro la costruzione della megacentrale a carbone di Brindisi Sud lo ha visto protagonista indomito fino a pochi giorni dalla sua morte. Per questo impegno a favore dell’ambiente gli è stata intitolata la sede di Legambiente di Brindisi. Nei primi anni Ottanta promuove il Registro Tumori jonico-salentino, finalmente attuato nel 2016. Si occupa e suggerisce di verificare nel 1993 l’esposizione ad iprite della città di Bari per effetto del bombardamento tedesco del Porto di Bari il 2 dicembre 1943. In effetti la ricerca scopre una serie di intossicazioni nel personale addetto alla bonifica del porto e nei pescatori. Problema di cui si era occupato anche la National Academy of Scienze.

Nel 1988 va in pensione, ma è incapace di fare «vita da pensionato», per cui svolge attività di volontariato, facendo costituire presso l’attuale ASL di via Dalmazia, il Centro di Oncologia. Struttura di Day-Hospital per la prevenzione e terapia dei tumori. In tutte le sue attività gli è sempre stata vicina, in maniera discreta, la moglie, Sig.ra Carla Petit (foto). Le sue ultime raccomandazioni sono state rivolte al suo Centro oncologico, affinché fosse sempre al meglio delle potenzialità e a disposizione di tutti.

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