Andrea LezziAutore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Micro-mobilità: l’era del monopattino. Anche a Brindisi!

Una buona notizia per Brindisi, che avrà finalmente la sua flotta di monopattini elettrici. Lo ha annunciato il vicesindaco Tiziana Brigante, che ha confermato l’aggiudicazione del bando alla società Bit Mobility, con la quale nei prossimi giorni si pianificherà la modalità del servizio. Quello dei monopattini è un mercato in fortissima ascesa, che secondo la società di consulenza McKinsey, solo in Europa, entro il 2030, arriverà a valere almeno 150 miliardi di dollari.
Dopo lo shock della pandemia, dunque, viviamo una fase in cui la micro-mobilità sostenibile è diventata uno dei principali obiettivi delle città mondiali. In tutti i centri si studiano metodi per alleggerire il traffico, diminuire l’inquinamento urbano, dimezzare i costi per i trasporti locali. Tant’è che lo stesso vicesindaco ha inserito al primo punto degli obiettivi: «agevolare il percorso casa/lavoro, casa/scuola». Un auspicio condivisibile, seppur – come hanno fatto notare in tantissimi – strettamente legato ad altri fattori. In primis quello delle condizioni generali delle strade.
Fermo restando che non sarà facile pensare di avere delle corsie dedicate – seppur si potranno sfruttare le ciclabili urbane che dovrebbero vedere la luce nei prossimi anni – l’augurio è che vi sia maggiore attenzione per le condizioni generali del manto stradale. Non è per niente facile, per usare un eufemismo, guidare tra basole dissestate e strade rattoppate.
C’è poi un tema più generale, relativo alla sicurezza e, diciamo, all’inquadramento del mezzo. Va concepito come un mezzo da strada? Ufficialmente sì, i monopattini sono equiparati ai velocipedi (le biciclette) e devono sottostare esattamente alle regole previste per questi dal Codice della Strada. Si dovrebbe essere molto rigorosi nel controllare che non vi siano monopattini che sfrecciano in controsenso, sui marciapiedi, con più gente a bordo, e così via. Eppure sappiamo che in Italia spesso si chiude un occhio. A Roma è normale vedere monopattini ovunque, in funzione e non. Ne hanno perfino buttati decine dai ponti e ora giacciono in fondo al Tevere. Per non parlare, poi, dell’aspetto della sicurezza: negli ultimi 13 mesi gli incidenti che hanno coinvolto i monopattini nella Capitale sono stati ben 176. C’è poi la questione dei parcheggi. Nelle città, salvo rarissimi casi, non vi sono stalli per il deposito temporaneo dei monopattini, col risultato di trovare mezzi sparsi ovunque, rischiando di caderci sopra.
Nel caso di Brindisi, infine, molti hanno evidenziato il rischio che questa nuova avventura possa finire come quella del bike sharing, servizio lanciato qualche anno fa e poi mai davvero decollato. A tal proposito sarebbe interessante capire come si vuole muovere l’Amministrazione: è in cantiere un nuovo progetto per le bici a noleggio? L’auspicio è che si riparta con un nuovo bando ma qualora così non fosse si potrebbe almeno intervenire negli spazi – ad oggi abbandonati – dove vi sono le postazioni delle biciclette? Magari proprio per degli stalli per i monopattini.
Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane ma credo che, in generale, sbaglieremmo a pensare che i nuovi mezzi veloci siano un pericolo a priori, i temi sono la regolamentazione e il rispetto delle norme. Anzi, personalmente credo che, nonostante alcune perplessità, bisogna essere positivi, apprezzando lo sforzo di chi prova a portare dei servizi in grado di rendere la nostra una città moderna, una città «normale».
Andrea Lezzi

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