redazioneAutore: Cultura IN EVIDENZA Spettacolo

Musica antica: «Notte Barocca» per il compleanno di «Don Lionardo»

Si avvicina la XXV edizione del «Barocco Festival Leonardo Leo», la rassegna di musica antica dedicata al grande compositore di San Vito dei Normanni e alla scuola napoletana del Seicento e Settecento. Un prologo originale con tre appuntamenti successivi a partire dalle 20.30 di giovedì 4 agosto, proprio a San Vito. «Buon compleanno Don Lionardo» è il titolo di una non-stop fino a mezzanotte per brindare al Maestro, con la tradizione dello “stappo” familiare ai più giovani, e calare la città nel mood barocco. Un anniversario speciale per il Festival, l’occasione per trasformare San Vito dei Normanni in un grande palcoscenico a cielo aperto e celebrare il capostipite della Scuola Napoletana nelle radici culturali del territorio. Non solo musica ma anche corner food per la degustazione di una bottiglia di vino con etichetta Tenute Lu Spada e un dolcetto di pasta di mandorle prodotto per la ricorrenza dalla pasticceria Emalu. La città e la sua «Notte barocca», questa la copertina che il direttore artistico del Festival, M.O Cosimo Prontera, ha pensato per l’opening ceremony della rassegna, un programma che supera lo schema dello spettacolo unico nello stesso luogo. L’appuntamento vede la partecipazione dei main partner Banca Popolare Pugliese ed Enel. Info prenotazioni e biglietti – disponibili nelle sedi dei tre concerti – euro 2 o euro 5 per l’intera serata – www.baroccofestival.it o T. 347 060 4118. Il primo concerto della «Notte barocca» è in programma alle 20.30 nel Chiostro dei Domenicani: «Ora i Plettri! I concerti italiani per mandolino» è il titolo del «Bassocontinuo Ensemble». Un concerto dedicato al mandolino, lo strumento che in tutto il mondo rappresenta l’italianità. Fu il Settecento a offrire al mandolino stessa dignità degli altri strumenti, quindi fu preso in considerazione da compositori del calibro di Vivaldi, Haendel, Mozart, Paisiello, Cecere, Barbella – quest’ultimo allievo di Leonardo Leo -, fu nominato più volte da Antonio Stradivari nei suoi carteggi, criticato da Innocenzo XI e Innocenzo XII per l’uso in chiesa, mentre il solo Paganini compose un cospicuo numero di brani per lo strumento. Nella seconda metà del secolo il continuo utilizzo portò alle stampe i primi trattati e ancora una volta fu Napoli a dare un impulso decisivo al mercato dello strumento. Nello stesso periodo si svilupparono i canali della formazione posti trasversalmente su diversi livelli sociali ma tutti nell’ambito di quella che sarà denominata Scuola Napoletana.

Il Castello Dentice di Frasso, per la gentile concessione della famiglia Dentice, farà da scenario al secondo segmento della «Notte barocca». In programma alle 22.30 il concerto «La Buon’hora. Le due prattiche musicali» con l’ensemble «Accademia San Rocco». Nei primi decenni del Seicento, al tempo in cui il melodramma cominciava a muovere i primi passi, musici e teorici disquisivano animatamente sui differenti caratteri che contrapponevano “prima” e “seconda prattica”; l’oggetto del contendere era principalmente il modo di valutare l’eredità dell’antica tradizione polifonica. La disputa vide coinvolto in prima persona l’illustre Claudio Monteverdi, “rivoluzionario” operista, che arrivò a sostenere la supremazia della musica chiamata a piegarsi alle esigenze espressive e illustrative del testo “sia in ambito profano che religioso”, non tanto per sminuire la propria importanza, ma per trovare sempre nuovi stimoli creativi. Ma l’eco della “prima prattica” è ancora presente nelle canzoni di Frescobaldi, mentre il nuovo estro compositivo della “seconda prattica” è nella musica di Falconieri e Marini. Siamo ormai ai primi anni ‘80 del XVII secolo e alcune tracce dello stile antico sono rintracciabili nella musica di Gregorio Strozzi che tenterà un’ultima rassegnata resistenza allo stile nuovo: saranno le ultime ma straordinarie tracce del passato.

La «Notte barocca» si conclude alle 23.30 in via Giudice Sardelli, dove presumibilmente si trovava la casa natale di Leonardo Leo. Una festa a sorpresa per il compleanno del caro Don Lionardo con musiche di compositori “napoletani” coevi di Leo e successivi. Simbolicamente si riuniscono per festeggiare e commemorare l’artista eccelso: due soprani, due mandolini, una chitarra e un calascione formano l’insolito organico, evocativo di serate salottiere o della musica notturna da strada in un’epoca che sapeva festeggiare con gusto e galanteria anche nella soffusa atmosfera notturna. Partecipano con la loro musica Giuseppe Giuliano, ritenuto all’epoca il miglior mandolinista napoletano; Gioacchino Cocchi, maestro veneto che a Napoli ottenne grandi successi con le sue opere; Paolo Altieri, fuggito da Napoli a Noto dove riuscì a diventare “maestro di tutte le cappelle”. Luigi Boccherini aggiungerà una tinta gioiosa, mentre lo stesso Leo offrirà, grato, alcuni gustosi assaggi della sua pregiatissima produzione musicale.

Roberto Romeo

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