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Piano Regolatore Portuale, l’opinione di Adriano Guadalupi

Dall’imprenditore Adriano Guadalupi riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul Piano Regolatore Portuale di Brindisi, che l’AdSP MAM ha ufficialmente presentato ieri (14 dicembre 2021) insieme con la squadra nella sala ex Comitato della sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Nella stessa circostanza, con Sogesid, è stata presentata la squadra di professionisti e tecnici che affiancherà l’Ente portuale nella redazione del nuovo PRP.

Premesso che tutti concordiamo che la definizione del Piano Regolatore Portuale delimita e disegna l’ambito e l’assetto complessivo del porto, il Presidente dell’AdSPMAM, Prof. Ugo Patroni Griffi, ha presentato l’intero ufficio di piano che si adopererà per la realizzazione del PRP del porto di Brindisi. Del piano fanno parte le aree destinate alla produzione industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradale e ferroviaria, oltre ad individuare le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate. Le prospettive del «piano regolatore del porto» non possono, ovviamente, essere in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti. Il presidente Patroni Griffi ha voluto fare presente che il vigente PRP del porto di Brindisi è datato 1975 e pertanto risulta obsoleto e non ha capacità funzionale e strumentale per affrontare l’evoluzione del traffico mercantile dei flussi merceologici e passeggeri supportata da grandi navi di nuova generazione. Per questo rimane impellente redigere un nuovo PRP e cercare di aggiornare banchine, aree, rete ferroviaria e vari raccordi con la retroportualità e l’entroterra; rete che già oggi non interferisce con la rete stradale comunale, ma tutto scorre agevolmente favorendo traffico merci e passeggeri in entrata e/o uscita dal porto.

Dopo l’ampia esposizione del presidente dell’AdSPMAM, Prof. Patroni Griffi, ho desiderato offrire il mio contributo. Contributo di operatore marittimo/portuale che, nello spirito di collaborazione, possa sperare sempre il meglio per il proprio porto; anche perché redigere un nuovo PRP vuole dire avere una visione futura almeno per i prossimi cinquant’anni. Il mio intervento ha messo in luce due punti importanti: la banchina di S. Apollinare con il suo capannone ex Montecatini, per niente utilizzata, ma appetibile, per quanto si è potuto sapere nel passato, da alcuni operatori stranieri ed è stato punto di ormeggio da navi da crociera quale destinazione d’uso avrebbe in futuro; l’altro punto riguarda la zona «ex nafta» – area POL: area che trovandosi interamente in ambito portuale inficia l’apertura del «Circuito Doganale», compromettendo la sicurezza portuale stessa, e domandavo come verrebbe utilizzata in futuro e come la renderebbe funzionale il nuovo PRP.

Il mio intervento vuole essere anche di auspicio per tutti gli operatori marittimo/portuali del porto di Brindisi; la mia disponibilità ad incontrarci e per essere presenti nel formulare una proposta unitaria da presentare all’Ufficio di Piano dell’AdSPMAM quando saremo invitati come «portatori d’interessi». Proposta che dovrà essere funzionale per rendere il nostro porto competitivo, con una visione flessibile, degna di quella «identità» storica che ha reso unico il Porto di Brindisi.

Adriano Guadalupi – In rappresentanza di Fedespedi in seno al Tavolo di partenariato dell’autorità di Sistema Portuale

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