redazioneAutore: IN EVIDENZA Politica

Politica e società: basta piangerci addosso, voltiamo pagina

Per chi si chiedesse se un titolo del genere, a poche ore dalla riconferma del Presidente uscente, possa apparire fuorviante, bene la risposta è no. Proprio in una condizione di continuità, in cui si proseguirà con l’Amministrazione Emiliano, il richiamo al cambio di marcia è ancor più necessario. Lo è con particolare rifermento alla situazione brindisina. Perché se da una parte continuerà quella che in tanti hanno definito la «primavera pugliese», caratterizzata da quindici anni di giunte riformiste, dall’altra non si può negare che negli ultimi anni il rapporto con l’ente regionale sia stato vissuto male dal territorio brindisino.
Chissà se la notte della vittoria Michele Emiliano, parlando della necessità di ripartire dagli errori, stesse pensando anche al rapporto con la città di Brindisi. Luogo in cui il riconfermato Presidente ha fatto registrare il risultato peggiore di tutta la Regione, con ben 14 punti di distanza dallo sfidante Raffaele Fitto. Un messaggio forte e chiaro da parte della città che lo ha accolto in anni importanti della sua vita, quando ancora indossava la toga e svolgeva requisitorie e dibattimenti.
Ci sono due aspetti che credo sia necessario evidenziare con chiarezza: da una parte mi pare evidente che in questi anni il nostro territorio sia rimasto deluso da una serie di atteggiamenti, ancor prima che da azioni concrete, che sono parsi poco riguardosi verso il territorio. Quantomeno la percezione generale è sembrata questa.
Su temi spinosi come la TAP, lo sviluppo portuale, la tutela dello scalo aeroportuale – messa spesso in discussione dalla ipotesi di poter aprire ai voli civili in altre zone della regione – non sempre i cittadini brindisini si sono sentiti supportati dal proprio Presidente, che talvolta ha anche rincarato la dose.
Ma tutto questo non può essere un alibi.
Difatti – ed è questo il secondo aspetto – sarebbe anche ora di smetterla di piangersi addosso. Se da alcuni anni il nostro territorio non sembra godere di grandi favori nei palazzi che contano il motivo è anche perché da un po’ di tempo non siamo in grado di esprimere una classe dirigente all’altezza. Che sia costante, affidabile e – soprattutto – rappresentativa della città.
Anche in questa tornata, difatti, siamo stati in grado non solo di non votare in maniera compatta un candidato espressione del capoluogo – al di là del partito di appartenenza – ma abbiamo addirittura supportato fortemente i candidati degli alti paesi, dando loro numerose preferenze nei diversi seggi della città.
Per carità, nulla di personale: ci sono fior di politici in gamba nella nostra provincia ed è giusto che facciano la loro battaglia, ma è davvero sconcertante che Brindisi non sia in grado di eleggere un proprio rappresentante. Non appariamo coesi e nemmeno astuti, non diamo dimostrazione di sentirci comunità, non sembriamo capaci di essere cittadini, inteso nel senso più nobile del termine, quello di persone che partecipano attivamente alla vita della polis. Non ci stupiamo, dunque, se riceviamo poca considerazione.
I tanti che giustamente chiedono discontinuità alla prossima Amministrazione di centrosinistra, i molti che continuano a imputare a Bari una scarsa attenzione verso il nostro territorio, sarebbe ora che da oggi guardassero anche in casa propria. Chiediamo a gran voce di voltare pagina, vero, ma chiediamolo in primis a noi stessi.
Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi 25 settembre 2020)

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