redazioneAutore: IN EVIDENZA Politica

Progressisti per Brindisi: pandemia, guerra e decarbonizzazione

La guerra in Ucraina ci ricorda quanto l’uomo possa essere folle e come gli equilibri geopolitici possano essere fragili ed al tempo stesso devastanti per le persone comuni ignare e lontane dai giochi di potere. Gli ultimi avvenimenti insieme alla pandemia ci suggeriscono come ognuno di noi, secondo capacità e responsabilità, debba impegnarsi per rendere questo un mondo migliore e non ritornare allo status quo. Così chi amministra una provincia, una città, deve volgere il proprio impegno per raggiungere quel benessere che possa rendere “più uguali” i cittadini. E per fare questo chi amministra ha il dovere di occuparsi del territorio e del suo sviluppo; non delle poltrone. L’emergenza della pandemia ed ancora di più la guerra ci dimostrano che la crisi climatica va inquadrata in un quadro di fragilità che va ben oltre la dimensione ambientale. Così è indispensabile che chi amministra una città complessa e sofferente come Brindisi (come promesso in campagna elettorale) si impegni a creare senza indugio un dialogo fitto e proficuo con il Governo e la grande impresa per disegnare insieme un nuovo modello che tenga insieme sviluppo, lavoro, salute e ambiente, industria turismo ed agricoltura cercando di trasformare la transizione verde in una soluzione integrata piuttosto che in un problema multiforme. La decarbonizzazione è uno di quei passaggi del sistema integrato.

Bisogna, allora, costruire un percorso virtuoso che necessariamente coinvolga Governo Centrale e Governo Regionale e tutti gli attori locali, imprese e loro rappresentanze, associazioni sindacali; e non può risolversi come spesso accaduto in questi anni con una sfida o con “no ideologici” abbandonando il falso ambientalismo di facciata magari teso a sostenere progetti che sono mero greenwashing (l’unico vantaggio è per l’impresa che migliora la sua reputazione ambientalista) come ad esempio il progetto di A2A di realizzare un impianto per il trattamento di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale e dalla pulizia degli arenili dai depositi di alghe; o, ancora, come il progetto Prometeo finalizzato alla produzione di idrogeno buono solo per l’ottenimento di certificati bianchi e per instillare un po’ di idrogeno nella rete gas. Servono visione e la capacità di rappresentare con autorevolezza un territorio; la capacità di aprire e gestire tavoli nazionali e regionali sui quali “apparecchiare” temi delicati come quello della decarbonizzazione, della disoccupazione, delle politiche di sviluppo. Enel, al di là del livello produttivo attuale, nel 2025 chiuderà la centrale di Cerano. Ma perché la decarbonizzazione non sia solo un affare della grande impresa o di qualche appassionato e competente scienziato bisogna assumere la consapevolezza che la questione è prettamente politica. Gli scienziati, infatti, mettono  a disposizione un importante quantità di dati e studi per abbattere le emissioni di anidride carbonica e l’inquinamento. Poi sulla base di quelle informazioni è necessario fare delle scelte che competono a chi amministra.

Ed il ruolo della politica, di chi amministra, è quello di incastrare perfettamente la decarbonizzazione nella nostra realtà. È il momento di dimostrare, da parte di chi amministra la città, quella maturità politica con la quale affrontare un cambiamento epocale, una rivoluzione nei paradigmi dello sviluppo industriale senza affossare ulteriormente la competitività di un territorio dove ai giovani si chiede di accontentarsi di lavori precari. Non c’è più tempo da perdere: oggi dopo quattro anni stiamo ancora cercando di capire cosa sarà Brindisi oltre il Tommaseo, l’Ostello della Gioventù o l’Università che se ne va! In questo scenario immobile e cupo utile e del tutto condivisibile la proposizione dell’ordine del giorno del Movimento Cinque Stelle che sarà discusso nel prossimo Consiglio Comunale con il quale riporta nell’agenda di questa amministrazione il tema specifico del ruolo di ENEL sul nostro territorio per affrontare la fase di decarbonizzazione ormai in corso ma, soprattutto, ripropone implicitamente il tema più complesso dello sviluppo. Uno sviluppo che non si costruisce con i no snobistici o inseguendo la chimera dei CIS ma con un dialogo serrato con il Governo Regionale, con quello Centrale e con il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio. Per questo auspichiamo che il Consiglio Comunale tutto si pronunci favorevolmente sull’ordine del giorno dimostrando responsabilità e maturità.

Progressisti per Brindisi

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