redazioneAutore: Cronaca IN EVIDENZA

Rapinano due giovani motociclisti, tentando di estorcere altro denaro

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi, a conclusione degli accertamenti, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per porto abusivo di armi in concorso, C.C., 72enne e R.C., 67enne, entrambi di Brindisi e contestualmente denunciato in stato di libertà: rispondono di rapina in concorso e tentata estorsione in concorso; inoltre, un 45enne del luogo è stato denunciato per ricettazione. In particolare, nel pomeriggio del 21 dicembre, in contrada Sbitri, C.C. e R.C. hanno bloccato all’interno di un terreno agricolo di proprietà di C.C., due giovani di 19 e 18 anni, entrambi di Brindisi, mentre in sella alle loro motociclette stavano facendo motocross. Nella circostanza, i due motociclisti sono stati fatti oggetto di minaccia con una pistola da parte di C.C. e di R.C. che, utilizzando anche il calcio dell’arma per colpire ripetutamente sul casco il 19enne, hanno sottratto ai giovani i loro portafogli contenenti soldi e documenti, minacciandoli altresì che avrebbero restituito loro i documenti in cambio di diecimila euro in contanti da consegnare ciascuno entro sera, in quello stesso luogo. Le vittime, una volta allontanatesi, hanno raggiunto la Compagnia Carabinieri dove hanno denunciato i fatti accaduti ai militari operanti. Immediatamente è stato disposto un mirato servizio che ha consentito di rintracciare e bloccare i due malintenzionati che, insieme al 45enne, erano in attesa nel luogo precedentemente indicato dai giovani. All’esito delle perquisizioni personali, è stata rinvenuta addosso a C.C. una banconota da dieci euro appartenente al 19enne e una pistola Beretta modello 98/FS calibro 9×21, provvista di caricatore con all’interno dieci colpi del medesimo calibro, legalmente detenuta ma portata abusivamente al seguito, mentre all’interno dell’autovettura in uso al 45enne è stato recuperato il maltolto appartenente alle due vittime. L’arma e le munizioni sono state sottoposte a sequestro. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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