redazioneAutore: Cronaca IN EVIDENZA

Rifiuti accumulati e non smaltiti, denunciato titolare di un’impresa

Proseguono serrati i controlli coordinati dei Carabinieri presso le aziende di tutta la provincia, ove le varie componenti dell’Arma, dall’organizzazione territoriale a quella forestale ed a quella della tutela del lavoro, nonché della salute, effettuano un “check-up” completo, al fine di verificare, in un’ unica visita ed evitando così dispendiose ed inutili sovrapposizioni, il rispetto delle varie norme a cui le imprese produttive sono soggette, da quelle sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, alla regolarità contributiva dei dipendenti, alle disposizioni per la prevenzione della pandemia da CoViD-19, alle condizioni igienico-sanitarie, alla produzione e gestione dei rifiuti. Proprio su quest’ultimo aspetto si sono soffermati i Carabinieri Forestali della Stazione di Brindisi, i quali, presso un’ azienda di San Donaci, hanno rinvenuto, accatastati in grandi cassoni metallici scarrabili, ingenti quantità di rifiuti, per lo più metallici, provenienti dallo scarto dell’attività produttiva.

I Militari hanno accertato che gli scarti giacevano sul posto ormai da molto tempo, più di un anno, configurando così un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi (la giacenza massima consentita in situ essendo di tre mesi), reato previsto dall’ art. 256, comma 1, lett. a) e comma 2, del Decreto legislativo n. 152 del 2006 (“Testo Unico Ambientale”). Il titolare dell’azienda, M.R. di anni 42, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Brindisi; trattandosi di rifiuti non pericolosi, e contenuti in cassoni senza pericolo di inquinamento per l’ ambiente circostante, il trasgressore potrà beneficiare del regime di favore introdotto dalla legge 68 del 2015, evitando il procedimento penale dietro pagamento di una somma pecuniaria di 6.500 euro, e con il rispetto delle prescrizioni per il ripristino dello stato dei luoghi entro i tempi assegnati dall’Autorità giudiziaria. Intanto i Carabinieri Forestali hanno provveduto a sottoporre a sequestro penale probatorio i cassoni ricolmi di rifiuti.

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