Andrea LezziAutore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Torna l’Upim a Brindisi. E la gente?

Non c’è niente da fare, il centro con i grandi magazzini ha sempre il suo fascino. Sarà il periodo che ci rende un po’ malinconici, alle porte di un Natale quanto mai anomalo, ma il ritorno di un grande marchio sui corsi principali sembra riportarci ai famosi anni d’oro della città. Quel capoluogo coi negozi sempre pieni, coi corsi affollati e trafficati, con le file per i regali di natale e le spese per il cenone: e allora tutti in coda alla Standa di piazza Anime o all’Upim di corso Umberto.
Proprio quest’ultimo ha riaperto i battenti qualche giorno fa, nello stesso luogo che l’ha ospitato durante quella che fu la grande stagione brindisina, dove tra turisti, marinai, americani, c’era sempre fermento e – nonostante tutto – c’era una agiatezza diffusa che oggi si fa fatica a percepire.
L’Upim di oggi è più piccolo di quello di allora, gli spazi son ridotti perché spartiti con altri negozi che hanno aperto accanto. Non essendoci più il piano superiore, poi, mancano quelle singolari scale mobili, tipiche dei grandi magazzini che si vedono nei film.
Grandezze a parte, il ritorno di una catena così importante non può che riempire il cuore di gioia e di speranza per un centro che da troppi anni vive in apnea e che negli ultimi periodi ha più volte rischiato di annegare definitivamente. Travolti dalle grandi problematiche oramai comuni a molte zone d’Italia – caro affitti, arrivo della concorrenza a basso costo, esplosione dello shopping online e problematiche di quartiere – i negozi del centro cittadino vedono un futuro nero davanti a loro.
Lo dico perché ho letto comunicati e dichiarazioni di rappresentanti e associazioni che giustamente hanno esultato per questo ritorno di fiamma. Eppure si dimenticano alcuni aspetti secondo me cruciali. Ne sintetizzo due: da una parte bisogna considerare che Upim subentra a un’altra grande catena – in quel caso di vendita di scarpe e accessori – che si era insediata in quegli spazi e che dopo pochi mesi ha dovuto tristemente chiudere. Va poi considerato come – ancor più in presenza di grandi negozi – diventa sempre più urgente rispondere alla richiesta di parcheggi nella zona. Di questo abbiamo parlato infinite volte e il sottoscritto sarebbe d’accordo perfino con la riapertura al traffico – con parcheggi annessi – di corso Umberto. Ma non essendo questo un tema all’ordine del giorno, è necessario provvedere in altri modi. Non si può pensare che in pieno inverno, con freddo e pioggia, si possa utilizzare unicamente il grande spiazzo di via Spalato, ancor più per i negozi unicati nei pressi della stazione. Servono nuovi spazi e politiche di incentivo per venire in centro, magari con un ragionamento sui ticket, sugli orari, sui colori delle strisce degli stalli.
A queste problematiche, che possiamo definire «logistiche», se ne aggiunge una, invece, drammatica per tanti commercianti brindisini: il costo esorbitante degli affitti. Parliamo di un tema complesso, viziato più dal mercato che non dalle volontà di chi amministra. Eppure non mancherebbe del tutto il modo di intervenire. Lo si fa e lo si è fatto in molte realtà, specie del nord Italia, con appositi incentivi per i negozianti o, al contrario, con dei bonus forfettari ai proprietari di immobili che diminuiscono il canone di locazione a negozi di vicinato, pubblici esercizi e attività artigianali.
Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi 4 dicembre 2020)

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