redazioneAutore: IN EVIDENZA Politica

Una riflessione di Enzo Albano: l’agonia di una città in ginocchio

Da Enzo Albano, ex consigliere comunale di Brindisi, riceviamo e pubblichiamo la seguente riflessione sulla situazione politica e socio-economica di Brindisi.

Ho sempre avuto difficoltà a credere che i problemi di una Amministrazione comunale potessero  essere risolti con un  semplice rimpasto,  con la sostituzione di uno  o più assessori,  confortato  in questa   convinzione dai risultati palesemente deludenti, conseguiti dalle Amministrazioni  di questi ultimi venti anni, che   spesso si sono esercitate  in  simili acrobazie. Oltretutto, in questa circostanza, mi risulta oltretutto ostico trovare traccia di quell’impegno assunto  in campana elettorale di rinnovamento e di rinascita della politica. Nondimeno, spero  che il tormentone di nomi e assessorati possa essere superato  in breve tempo, per evitare  di continuare a mettere la sordina  alle tante urgenze di una città ,  che vive  sulla propria pelle gli effetti disastrosi di una crisi di lunga data,  che sta corrodendo la vita di tante persone, di  tante famiglie, di tante aziende, di tanti giovani. Anche perché dei servizi scadenti, del livello di disoccupazione,  dell’inquinamento, della crescente povertà, del degrado dei quartieri, della desertificazione del centro urbano, della crisi del commercio, dell’artigianato,  dell’industria, del livello di disoccupazione e di  emigrazione, che fotografa una città invecchiata, che perde sempre più giovani, costretti ad andare via per cercare di trovare altrove un lavoro, un progetto di vita, un futuro, che qui  viene loro negato ,   nessun fatto concreto, silenzio  assoluto, buio completo. Infatti, se si va ad esaminare nel merito l’azione amministrativa di questi due anni, verifichiamo un’attività amministrativa indolente, sorda, opaca, incline ad impantanarsi nel nulla, incapace di collocare l’amministrazione  là dove c’erano e ci sono  i  reali problemi della gente e del territorio. Incapace di realizzare quel progetto di città , che risulta ancora confinato nelle carte programmatiche , nelle parole, mai tradotto in  fatti concreti. Una città  che ormai disillusa ci appare in ginocchio.

Il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi nell’aula consiliare

Io naturalmente non mi avventuro a sindacare sul diritto del sindaco di modificare a suo piacimento la compagine di governo di questo comune, essenzialmente perché rientra nella sua valutazione discrezionale, oltre che nella sua responsabilità politica. Ma  mi chiedo però,  come credo stiano facendo  tanti altri cittadini in questi giorni, quali possono essere i reali motivi di quanto sta avvenendo , considerato che in tante  circostanze, si è continuato a  ripetere, che tutto andava a gonfie vele e che la critiche  all’esecutivo erano infondate e  strumentali. Comprendere anche  se questi eventuali  cambiamenti  siano determinati  da questioni, che attengono  alla ridistribuzione degli incarichi in base a quella  che con accorta prudenza viene chiamata visibilità ( che non è altro che la spartizione degli stessi in sintonia con il manuale Cencelli) o alla insufficienza complessiva dell’azione di governo per  come si è concretizzata fin’ora o, semplicemente  alla inadeguatezza degli assessori che si vogliono sostituire. Ma anche, se questo eventuale valzer di incarichi  prelude ad una rivisitazione del programma di governo, delle priorità di intervento o al cambiamento delle sue linee di sviluppo.

Io credo che sia necessario fare chiarezza, confrontarsi  con i cittadini e con la città, ascoltarli finalmente, perché quanto sta avvenendo  non può essere considerato come normale routine, ma deve essere valutato in tutte le sue implicazioni politiche, che non credo possano essere superate facendo riferimento esclusivamente ai numeri in consiglio comunale,  che oltretutto diventano sempre più risicati, ma devono essere suffragate dalla esistenza di un effettivo collante, di una comune prospettiva di un progetto per la città,  che siano  concreti e non fumosi come sono stati fin’ora, in grado di rilanciare un’azione amministrativa all’altezza dei bisogni della gente. In linea con gli impegni assunti in campagna elettorale. Occorre una risposta convincente, altrimenti questo cambiamento verrà recepito dalla città per quello che appare. Una operazione camaleontica di scarso spessore, un diversivo, il solito collaudato valzer di poltrone, portatore di interessi esclusivamente soggettivi,  per riesumare e far posto a qualcuno dei soliti, che  si trova in crisi di astinenza di incarichi. Una situazione  che ripropone in maniera prepotente e porta al centro del dibattito di questa città, il tema della inadeguatezza storica  della politica e delle amministrazioni brindisine che si sono avvicendate in questi anni, che non hanno saputo o voluto leggere e risolvere i veri problemi di questa città, che spesso hanno anteposto gli interessi di parte e del  proprio gruppo di riferimento,  a quelli della popolazione.

Questa città, non chiede  miracoli o fatti straordinari, ha solo  urgente   bisogno di una sana normalità, di  un sindaco e di una giunta autorevoli,   che sappiano realmente cosa  e come fare per portare la città fuori dalle secche di un declino, che sta diventando inarrestabile. Bisogna far presto perché a causa della pandemia le prospettive non sono incoraggianti. Non credo che si possa ragionevolmente pensare di poter continuare a campare, facendo finta di niente, proseguendo senza una effettiva prospettiva, ignorando le inefficienze e  le necessità di questa città, dalle quali  si deve necessariamente partire. Altrimenti, come si è fatto finora, si ritorna alle solite chiacchiere. Io non so dove finisce l’amore più volte proclamato per questa città e dove inizia   l’ostinazione ad andare avanti a tutti i costi. Anche se poi quei costi li pagano i cittadini. Sono convinto  che un qualsiasi sindaco nella situazione attuale si chiederebbe, che faccio? Dove vado ? Con chi e perché?  Ha senso prolungare l’agonia? Ha senso avventurarsi in operazioni di piccolo cabotaggio riproponendo pratiche del passato? Non c’è più tempo per i soliti  giochetti. Sono sempre più numerosi i cittadini che si ribellano,  disillusi per le promesse non mantenute. Stanchi di assistere  ai soliti inconcludenti giochini. Occorre chiarezza di scelte e di impegno. Se c’è omogeneità politica e amministrativa è necessario che emerga subito. Se non c’è, se ne prenda atto e si traggano le conseguenze politiche, senza tentennamenti e dilazioni. Sarebbe il primo effettivo atto d’amore per la città da parte del sindaco e della sua giunta comunale.

Vincenzo Albano

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