Autore: Cronaca IN EVIDENZA

Brindisi: truffa del finto incidente stradale, arrestata una donna

Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno arrestato in flagranza di reato una 39enne di Caserta per il reato di tentata truffa aggravata in concorso. La donna è stata fermata a seguito di una segnalazione pervenuta alla Centrale Operativa da parte di alcuni parenti di un’anziana 88enne, i quali, avendo evidentemente ricevuto l’invito alla popolazione formulato dall’Arma dei Carabinieri numerosi incontri con gli anziani a segnalazione immediatamente eventuali analoghi fenomeni criminali, hanno denunciato che la loro congiunta era stata raggiunta da una telefonata da parte di un sedicente Carabiniere; quest’ultimo le avrebbe riferito che, per evitare conseguenze penalizzanti al figlio che poco prima era stato condotto in una caserma dell’Arma poiché aveva investito con la propria autovettura una donna in stato di gravidanza, era necessaria la somma di contante di 10.000,00 euro. L’anziana, che non aveva la somma contante in casa, è stata invitata a raccogliere i gioielli in oro in suo possesso poiché a breve una donna si sarebbe presentata presso la sua abitazione per ritirarli.
Raccolta la segnalazione, la Centrale Operativa della Compagnia ha predisposto immediatamente un servizio con l’invio di pattuglie della Sezione Operativa e della Sezione Radiomobile che hanno raggiunto rapidamente l’abitazione dell’anziana vittima. I militari, in prossimità della stessa, hanno notato una donna, verosimilmente non originaria del posto, che dopo aver parcheggiato la propria autovettura, si è diretta verso il cortile dell’abitazione dell’anziana donna tenendo in mano uno smartphone. La donna è stata tempestivamente bloccata, identificata ea conclusione degli accertamenti è stata arrestata. La stessa, tra l’altro, con precedenti specifici a carico, è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Caserta, irrogata a seguito di un recente arresto per violazione della normativa sugli stupefacenti. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stata rimessa in libertà in attesa dell’udienza di convalida.

Tale servizio rientra nelle attività di contrasto alla criminalità diffusa, in particolare nell’attività di contrasto alle truffe in danno di anziani, che il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi sta svolgendo in tutta la provincia.
Ancora una volta l’Arma dei Carabinieri, da sempre impegnata a tutela delle comunità, rinnova l’invito alla popolazione a segnalare immediatamente eventuali analoghi fenomeni criminali, la cui pervasività ai danni delle persone anziane costituisce motivo di allarme sociale. In tale ottica, si evidenziano alcune delle metodologie più diffuse e nel contempo si forniscono dei semplici ma efficaci suggerimenti su come comportarsi per evitare spiacevoli situazioni di cui, sovente, l’ignara vittima si accorge quando ormai è troppo tardi. Tra i modus operandi criminali, alcuni dei più frequenti sono:
–  come detto, il finto “dipendente di una società di erogazione di energia elettrica”;
– il falso incidente stradale: la vittima viene contattata telefonicamente da uno sconosciuto che si presenta come “avvocato” il cui cliente sarebbe asseritamente rimasto coinvolto in un incidente stradale con il nipote della persona anziana. Tale presunto avvocato suggerisce quindi all’anziana vittima di pagare una somma di denaro per risolvere rapidamente e senza ulteriori più gravi conseguenze la questione, oppure prospettando l’obbligo di pagare una presunta “cauzione” a causa del momentaneo “fermo” del nipote operato dalle forze dell’ordine. I truffatori cercano di agire quindi facendo percepire una gravità racconto dell’accaduto, al punto da non consentire il tempo sufficiente per riflettere su quanto si sta effettivamente verificando;
– il finto “amico” sanno di famiglia: talvolta i truffatori come intenerire gli anziani, facendo leva sui loro sentimenti, bontà, generosità e comprensione; genuini che gli vengono invece ritorti contro per indurli in buona fede a “regalare” somme di denaro a sconosciuti che, scalaltramente entrati in possesso di alcune informazioni personali e familiari delle vittime designate e presentandosi come “amici di vecchia data” dei figli o dei nipoti, una volta carpita la fiducia dell’anziano interlocutore, lo persuadono a rivolgere un dono in contanti per poter far fronte a fittizi problemi economici, spese sanitarie sentimenti dovuti a gravi malattie, la perdita del altro lavoro o lavoro problemi di varia natura che, ovviamente, inducono ad un pagamento;
– un pacco postale “urgente”: l’anziano/a viene contattato/a telefonicamente da un presunto dipendente di un ufficio postale o ditta che si occupa del servizio di corriere a domicilio, il quale comunica che, a breve, un collaboratore si recherà a casa dell’anziana vittima per consegnare un pacco “urgente”, il cui destinatario effettivo sarebbe la figlia o il nipote che, per i più svariati motivi, non ha ancora potuto procedere al pagamento; causa per la quale al momento della consegna l’anziano/a dovrà imprescindibilmente corrispondere l’importo dovuto. È bene sapere che i truffatori fanno leva proprio sulla “urgenza”, in quanto induce la vittima a non esitare, instillando il dubbio che la cosa più importante sia quella di non rischiare di perdere il pacco;
– dipendenti di banca o appartenenti alle forze dell’ordine in abiti borghesi: di visite, quando si è in casa, se ne possono ricevere tante, ma non certo quelle degli impiegati di banca, i cui servizi vengono offerti solo presso gli sportelli, per corrispondenza, con carte di credito e online. Particolare attenzione, poi, a chi dice di far parte di enti benefici o religiosi, che, in modo assolutamente più credibile, preavvisano con messaggi nella buca delle lettere e di prassi non inviano volontari nelle abitazioni. O ancora, alla porta si presenta uno o più appartenenti alle Forze dell’Ordine, con un tesserino di riconoscimento a giustificare gli abiti civili? Comportamento del tutto inusuale: Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza lavorano presso le abitazioni in uniforme e vi giungono con auto di servizio con i colori istituzionali.

Ecco quindi che bisogna alzare la guardia e, prima di lasciarsi convincere, è sempre meglio prendersi il tempo necessario per capire senza fretta se ciò che viene chiesto o proposto dagli sconosciuti sia realmente lecito. Dunque, mai fornire telefonicamente informazioni personali, anagrafiche e bancarie, così come è bene non aprire subito la porta di casa se non si è certi di chi sta bussando/citofonando. Allo stesso modo, è necessario prestare attenzione e non rischiare di farsi distrarre quando fuori casa si presentano due persone o anche più. Non solista. Curare rapporti di buon vicinato è certamente un ottimo strumento per aiutarsi a vicenda. In tutti questi casi, quando non si sa cosa fare e ci si trova da soli, può essere molto utile semplicemente telefonare ad un parente e chiedere un aiuto o, meglio ancora, chiamare i Carabinieri al numero di emergenza 112 per ricevere un immediato ausilio telefonico e per avere il supporto di una pattuglia che potrà raggiungere l’abitazione e svolgere gli accertamenti necessari. Una breve chiamata, spesso, aiuta a evitare brutte sorprese ed è per questo che anche nelle prossime settimane saranno tenuti ulteriori incontri con quante più famiglie e anziani, al fine di instaurare un confronto, in un’ottica di prevenzione del fenomeno . Infatti, soprattutto nell’ultimo periodo, sono diversi i casi di persone, anche anziane, che, grazie ai consigli ricevuti nel corso dei vari incontri, sono riuscite a evitare il raggiro .

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