Autore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Brindisi vista da Roma / «Nuova stazione», tante idee per la città

La stazione di Brindisi – immortalata in copertina in un caratteristico scatto di fine anni Venti (Agenda Brindisi 20 gennaio 2023 – immagine sotto) – sarà finalmente oggetto di una grande opera di riqualificazione. L’intervento, come illustrato nei giorni scorsi dai responsabili di RFI, dovrebbe partire a inizi del prossimo anno e sarà possibile grazie ai fondi del PNRR. Risorse che hanno permesso indubbiamente di accelerare su tanti progetti strategici del nostro Paese e che consentono finalmente di realizzare delle opere attese da tempo nelle nostre città. 

L’ammontare dell’intervento sarà di 15 milioni di euro, una cifra significativa che permetterà di ridisegnare interamente gli spazi interni ed esterni della stazione, portando benefici ad utenti e cittadini. Sia il piazzale centrale che l’ingresso secondario di via Tor Pisana verranno ripensati. Il progetto prevede maggiori spazi per i servizi di mobilità leggera – ciclabili, sharing, zone pedonali – e soprattutto interventi per migliorare l’accessibilità della struttura. Quest’ultimo aspetto è forse quello più sentito da utenti e cittadini che ogni giorno transitano o partono dalla stazione. Da troppi anni si attende la realizzazione di ascensori in grado di consentire un accesso rapido e agevole sia a persone con disabilità, sia ai tanti viaggiatori che ad oggi si vedono costretti a salire e scendere le scale carichi di pesanti valigie. In questi anni molte opere del genere avevano riguardato diverse stazioni pugliesi, in ultimo quelle dell’asse Bari-Brindisi, caratterizzato, in questi anni, da un enorme successo in ambito turistico. Le installazioni erano state effettuate a Fasano, Polignano a Mare e Ostuni, ma non Brindisi, che rimane – speriamo ancora per poco – ostaggio delle numerose scale presenti all’interno della struttura.

Siamo dunque all’inizio di un importante percorso che sarà in grado, nel giro di qualche anno, di cambiare volto a una parte strategica della città, impattando su diversi aspetti relativi alla vita dei brindisini. In primis, come detto, l’accessibilità stessa della struttura. Vi è poi un aspetto non incluso in questo progetto ma sicuramente ad esso collegato, relativo all’annoso tema dei parcheggi. Come noto, l’Amministrazione lavora alla realizzazione di una vera e propria «cerniera della Mobilità», nella quale sarà fondamentale il ruolo dei parcheggi di scambio. In particolare, una vasta area parcheggio è prevista negli spazi dell’ex scalo merci a ridosso degli ultimi binari della stazione, smantellati alcuni anni fa, che affacciano verso via Tor Pisana e alla quale oggi si accede dal lato del sottopasso pedonale di via Appia. L’obiettivo è la realizzazione di ben seicento stalli che dovrebbero finalmente rendere agevole l’afflusso in centro e l’utilizzo stesso della stazione. Re-immaginare questa zona sarà dunque fondamentale, anche in virtù del fatto che oramai per molti residenti e utenti che arrivano da fuori città, l’ingresso più comodo e utilizzato è proprio quello secondario che affaccia verso la Commenda.

Come prevedibile, la notizia del nuovo progetto ha generato numerose reazioni. Per molti commentatori l’auspicio è che il restyling contribuisca a migliorare la situazione di decoro e sicurezza in Piazza Crispi, ad oggi non sempre così idilliaca. Ed è un po’ un paradosso, se si considera la vicinanza di una caserma. Italia Nostra ha poi diffuso un comunicato contenente una serie di interessanti riflessioni, alcune della quali incentrate soprattutto sugli ipotetici vantaggi che si potrebbero ottenere spostando la stazione in zone più periferiche della città. Una teoria sicuramente intrigante ma che difficilmente potrà mai vedere la luce e sulla quale sorgono un po’ di dubbi sulla concreta utilità. Si tratterebbe difatti di interventi enormi, costosi e lunghissimi, ed è quindi difficile immaginare che il gioco possa davvero valere la candela. Significativa, invece, la proposta riguardo la possibilità di far passare le FSE dalla stazione di Brindisi, per un collegamento diretto col basso Salento, anche in un’ottica di nuovi itinerari turistici. Allo stesso modo sarebbe interessante ragionare sullo sviluppo di treni a idrogeno da parte sempre di FSE – nel documento si cita il lavoro che Trenord sta sviluppando in questo senso in Lombardia – e l’ulteriore vantaggio che la città potrebbe ottenere, potendo contare su un impianto di produzione di idrogeno verde previsto dal progetto «Green Hydrogen Valley». Uno dei tre immaginati in Puglia, infatti, dovrebbe essere realizzato a Brindisi.

Insomma, la notizia di una vera e propria rigenerazione della stazione ha prodotto tanti spunti, commenti e riflessioni interessanti. ­­Ne aggiungo un’altra. Da molti anni la mini-tratta che conduceva alla Stazione Marittima è stata soppressa e il tracciato tra Porta Lecce e la stazione centrale è rimasto abbandonato. Peraltro, una buona parte di esso è caratterizzato dalla presenza ai lati di spazi verdi e alberi. Perché non immaginare di riutilizzare l’area lungo i binari dismessi? Con un parcheggio a spina e un passaggio pedonale, ad esempio, o un lungo giardino con ciclabile.

Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTAS DA ROMA – Agenda Brindisi 20 gennaio 2023)

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