redazioneAutore: IN EVIDENZA Politica

Il lapidario giudizio del PRI sul bilancio: «La messa è finita!»

La messa è finita! Abbiamo volutamente atteso prima di esprimere il nostro giudizio su quanto accaduto in relazione alla definizione del bilancio di previsione per l’anno in corso. Non siamo stati tra quanti (Giunta Comunale e alcune forze di opposizione) hanno invocato l’intervento di un Commissario ad acta per dirimere il contenzioso che era nato tra l’Esecutivo ed il Dirigente dei servizi finanziari circa i criteri cui ispirare il bilancio. L’intervento di un organo esterno per definire il più importante atto di programmazione di un’Amministrazione non può mai essere neutrale. Se il ruolo che si voleva assegnare al Commissario era quello dell’arbitro non vi è alcun dubbio che si sia pronunciato a favore delle tesi espresse dal Dottor Simeone nel suo parere sfavorevole alla approvazione del bilancio predisposto dal Sindaco. Scriviamo volutamente dal Sindaco atteso che l’Assessore al ramo ha pubblicamente dichiarato di essere stato espropriato nelle sue funzioni dal capo dell’Esecutivo. Cartellino rosso per Rossi, quindi: omen nomen! Solo che, a differenza di quanto accade nel calcio, ci sembra di capire che il Sindaco non abbia alcuna voglia di lasciare volontariamente il campo. Quindi alla fine il vero arbitro della contesa sarà il Consiglio Comunale, chiamato ad approvare il bilancio o a respingerlo, con la conseguenza, in questa seconda ipotesi, di scrivere la parola fine a questa esperienza amministrativa. Il Partito Repubblicano certamente non voterà a favore del bilancio. E non per partito preso.

Fin dall’insediamento di questa amministrazione ci siamo sforzati di fornire suggerimenti che avrebbero certamente portato benefici alle esangui casse del Comune. Basti pensare al nostro programma per la gestione del ciclo di rifiuti, che avrebbe fatto risparmiare milioni di euro al Comune di Brindisi e alla collettività intera. O, ancora, al nostro emendamento presentato alla proposta di deliberazione del Sindaco di avviare una Commissione di inchiesta sul settore dei servizi sociali ma limitatamente al periodo decorso dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale e sino alle dimissioni del Vicesindaco Professoressa Rita DE VITO. Noi proponevamo che l’arco temporale da mettere sotto la lente di ingrandimento fosse ben più ampio e che la istituenda Commissione avesse anche il compito di svolgere una disamina del rapporto costi/benefici in un settore che grava sul bilancio comunale per milioni di euro. Emendamento respinto dalla maggioranza e, fatto assai strano, anche da parte delle opposizioni, che paventavano il rischio di una sovrapposizione tra il lavoro della Commissione e quello della Magistratura. Come non ricordare, ancora, la nostra proposta di definire urgentemente dei Progetti di Utilità Collettiva impegnando i percettori del reddito di cittadinanza in attività riguardanti la custodia dei monumenti e dei parchi, liberando così risorse umane della società partecipata Brindisi Multiservizi che avrebbero potuto essere destinate ad altri settori, eliminando il ricorso allo straordinario che grava pesantemente sul bilancio di quel sodalizio. E, da ultimo, avevamo proposto, con una interrogazione tutt’ora rimasta priva di risposta, delle modifiche al bando per la vendita degli esercizi commerciali di proprietà comunale, reintroducendo il diritto di prelazione per gli attuali concessionari e prevedendo modalità di pagamento che consentissero agli stessi di poter fare ricorso alle agevolazioni previste dalla Regione Puglia a beneficio delle piccole e medie imprese. Nulla di tutto questo è mai stato recepito. E guarda caso si tratta di argomenti attinenti a tutte le eccezioni sollevate dal Dottor SIMEONE nel suo parere sfavorevole. Del resto era difficile aspettarsi un comportamento diverso da una Amministrazione sempre più autoreferenziale, che ha oramai interrotto i ponti con tutte le espressioni organizzate della cittadinanza: Associazioni di categoria, Organizzazioni Sindacali, Ordini professionali.

Una Amministrazione sempre più isolata, fortemente condizionata da un solo movimento politico, con le altre forze di maggioranza costrette a fare da spettatori e le opposizioni, anche quelle più responsabili, relegate in un angolo e spesso impossibilitate a svolgere il loro ruolo. E tanto alla vigilia di sfide importanti per il nostro territorio: dalla definizione del Contratto Istituzionale di Sviluppo all’utilizzo dei fondi del programma Next Generation Eu; dalle misure compensative dovute per ospitare un lungo tratto del metanodotto TAP alla battaglia per essere inseriti nei territori beneficiari delle risorse europee per la decarbonizzazione (Just Transition Fund). Sfide che necessiterebbero di coesione tra tutte le forze in campo, di visione politica e strategica, di rapporti di proficua collaborazione con tutti i territori interessati. Non crediamo che l’Esecutivo a guida Rossi sia in grado di cogliere e vincere queste sfide. In questi tre anni di consiliatura abbiamo solo ascoltatodal Sindaco e dal suo movimento sermoni, prediche, scomuniche pronunciate dall’alto dell’altare di una presunta superiorità morale. Mai un mea culpa. Da laici non ci resta allora che dire: la messa è finita, andate in pace.

Il Segretario Provinciale Antonio Nacci – Il Segretario Cittadino Vito Birgitta – Il Capogruppo Consiliare Gabriele Antonino (foto copertina).

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