Autore: Basket IN EVIDENZA Sport

Il simbolico clic di una disfatta, il punto più «basso» per Brindisi in A


Maurizio De Virgiliis, fotoreporter di Agenda Brindisi, è bravo e fortunato! La bravura è tutta nelle immagini che puntualmente proponiamo nell’edizione cartacea e nel sito del giornale … la fortuna è quella dello scatto che ritrae Loren Jackson in palleggio contro Gerald Robinson nel rocambolesco, se non pazzesco, derby del sud con la Givova Scafati. Quel pallone incollato al parquet rappresenta idealmente il punto più basso della storia del basket brindisino in serie A e riduce al canonico lumicino le speranze di salvezza, quando mancano 17 giornate alla conclusione della fase regolare.

Già, diciassette … il numero che nella smorfia napoletana simboleggia «a disgrazzia». E quale peggior sorte poteva toccare all’Happy Casa Brindisi nell’antivigilia di Natale, nella partita che avrebbe dovuto alimentare le speranze di tornare in corsa per la permanenza, potenzialmente anche ai danni della formazione di coach Matteo Boniciolli? A 5 minuti e 13 secondi dalla fine, la squadra di Dragan Sakota era avanti di 21 punti (85-64), a 3 minuti e 12 secondi il vantaggio, ancora cospicuo, era di 16 punti (88-72), a 90 secondi (88-81) lo stesso Jackson ha commesso infrazione di passi nell’azione che poteva dare una certa tranquillità ai biancoazzurri, ma nel basket tutto può cambiare, anche in un solo secondo … pensate in 90 secondi! Ed è cambiato tutto, col professor David Logan (26 punti) salito in cattedra per trasformare una ineluttabile sconfitta in una clamorosa rimonta: sua la tripla del -1 (88-87) a 11 secondi dal termine. E dopo i liberi di Sneed (26 punti anch’egli) per il 90-87, i biancoazzurri hanno pensato «bene» di non commettere fallo, regalando a Rivers, a due secondi dalla sirena, la chance della tripla del pari e dell’over time. Il resto preferiamo non raccontarlo. E come purtroppo sappiamo, è finita 98-103 e con l’undicesima sconfitta dell’Happy Casa.

J.J. Johnson contro David Logan (Foto Maurizio De Virgiliis)

Con un incredibile parziale di 34 a 13 in dieci minuti (OT compreso) e soprattutto di 21 a 2 negli ultimi 214 secondi della quarta frazione, Scafati ha sbancato il Pala Pentassuglia. E niente e nessuno avrebbe mai potuto fargli un regalo natalizio migliore.
E adesso? Ci sono 17 partite da onorare, mettendoci faccia, cuore e palle! Ma servirà? Forse solo per salvare la faccia, almeno quella. Qualcuno ci racconta di aver sentito il presidente Nando Marino commentare «Voglio morire», probabilmente in dialetto perché più efficace. In questo momento tutti vorremmo morire dopo la figuraccia di ieri, dopo una mazzata che ricorderemo a lungo. E pensare che eravamo tutti pronti per salutare la terza vittoria stagionale (peraltro meritata prima del black-out) e trascorrere un sereno Natale, con la speranza di un miracolo nelle 17 partite conclusive. I tifosi di sicuro, ma la squadra evidentemente no: la peggiore e scombinata squadra che Brindisi abbia mai avuto. Quanto al piccolo Jackson, possiamo solo dire (ripensando anche al «folle» attacco finale di Sassari) che ci fa tanta tenerezza. E in questa foto, purtroppo per lui, è l’atleta-simbolo di una disfatta o di un suicidio.
Buon Natale a tutti, anche alla New Basket Brindisi che per dodici anni ci ha comunque regalato una meravigliosa ribalta sportiva. Finirà tra 17 partite, col fondato rischio di una lenta e mortificante agonia. Naturalmente ci aspettiamo una reazione, in casa e fuori, almeno per salvare la dignità, se non la serie A.
Antonio Celeste

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