Serena Di LorenzoAutore: Cinema Rubriche

Le proposte dell’Arena «Eden»

After 2 – Film diretto da Roger Kumble, è tratto dal bestseller «After – Un cuore in mille pezzi» di Anna Todd ed è il sequel dell’omonimo film del 2019. Abbiamo lasciato Tessa (Josephine Langford) e Hardin (Hero Fiennes Tiffin) in riva al lago con quella romantica frase con cui lui le dichiarava il suo amore. La loro relazione era iniziata in modo tumultuoso e proprio quando le cose sembravano andare per il verso giusto, Tessa ha scoperto fino a che punto può arrivare la crudeltà di Hardin. Dopo aver saputo che il ragazzo aveva scommesso con i suoi amici di farla innamorare di lui, Tessa è completamente fuori di sé e crede che Hardin non potrà mai cambiare. È convinta che il lato da bad boy di Hardin prevalga su quello riflessivo e dolce di cui si è innamorata. D’altra parte Hardin la ama davvero e non si fermerà di certo davanti a un «no» iniziale per riaverla. In questo nuovo capitolo i due dovranno affrontare diverse sfide per tornare non uniti come prima, ma più di prima. Tessa suscita l’interesse di altri ragazzi, disposti a farle dimenticare Hardin, ma non soltanto la sua sfera sentimentale è un completo caos. Un improvviso ritorno, infatti, sconvolgerà la ragazza: qualcuno che non vedeva da tempo farà capolino nella sua vita, senza alcun preavviso. Hardin invece ha disperatamente bisogno di lei e, sebbene Tessa provi a perdonarlo, non sa ancora quali terribili segreti nasconde il passato del ragazzo …
Volevo nascondermi – Il film diretto da Giorgio Diritti, è il biopic sulla vita di Antonio Ligabue (Elio Germano), grande pittore naif emiliano, figura di rilievo dell’arte contemporanea e internazionale. Antonio Ligabue amava dipingere leoni e giaguari, gorilla e tigri, tra gli sterminati boschi di pioppi, sulle banchine del fiume Po. Il film racconta la vita dell’artista, che sin da bambino trova nella pittura il suo personale riscatto al senso di solitudine ed emarginazione. Toni, questo il nomignolo di Antonio, ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza altrettanto difficili. Figlio di una donna italiana migrata in Svizzera, viene affidato a una coppia del posto, con la quale ha sempre avuto rapporti di amore e odio. Dopo aver aggredito la madre adottiva, viene espulso dalla Svizzera e malandato in Italia, dove vive sulle rive del Po, patendo non solo il freddo, ma anche la fame e soprattutto la solitudine. È in questo periodo che inizia a dipingere per impiegare il tempo e placare le ansie. È l’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati che lo convince a dedicarsi completamente all’arte, unico modo per rintracciare la sua identità e per emergere in quel mondo di disperazione. Ed è così che quell’uomo un po’ nomade, solitario, per nulla attraente, spesso schernito e noto in Italia come «El Tudesc» dipinge e da quella riva del Po crea un nuovo mondo, fatto di colori e di animali esotici. La storia di Antonio Ligabue rappresenta un’occasione per riflettere sull’importanza della «diversità», intesa come qualità, talento e dote preziosa che appartiene a ogni essere umano, che lo rende unico e capace di offrire qualcosa di utile alla società.
Serena Di Lorenzo

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