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Rotary Club Brindisi Valesio: presentazione libro «Strapaese»

Nella sala rossa del Grande Albergo Internazionale di Brindisi, nell’ambito della rassegna Incontri con l’autore, promossa dal Rotary Club Brindisi Valesio, è stato presentato il volume di Francesco Giubilei Strapaese. L’Italia dei paesi e delle chiese di campagna. Da Maccari a Longanesi, da Papini a Soffici (Roma: Odoya, 2021). Federica Masi, redattrice di Giubilei- Regnani, casa editrice indipendente nata nel 2013 con l’obiettivo di realizzare editoria di qualità, ha dialogato con l’autore e con Giacomo Carito, presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, analizzando le tematiche affrontate nell’opera. Strapaese, si definì come movimento culturale teso alla salvaguardia della tradizione italiana contro la deriva metropolitana e modernista di Stracittà. Ne furono convinti sostenitori  Mino Maccari, Leo Longanesi e Curzio Malaparte con le riviste “Il Selvaggio” e “L’Italiano”, senza dimenticare che  attorno a Strapaese si raccolgono artisti e scrittori quali Morandi, Guttuso, Flaiano, Ungaretti, Rosai e Bilenchi. Presente ma controverso e indefinito, pare il rapporto col regime fascista. Secondo Giubilei lo spirito di Strapaese vive ancora nei nostri borghi; nel post pandemia e in un clima di nichilismo culturale si avverte il bisogno di riscoprire noi stessi e le nostre radici. Ripartenza e rinascita potranno avvenire, ha sottolineato Giubilei, avverranno solo ponendo la cultura al centro del dibattito sociale. Conoscere e apprendere ciò che movimenti come Strapaese ci hanno lasciato in eredità è utile riflessione per disegnare un nuovo futuro. Giacomo Carito ha esaminato i riflessi che questo dibattito ha avuto in Brindisi, città che conferma anche in questo contesto dialettico, la sua scelta decisamente modernista; gli intellettuali e le elite locali spingono infatti per una netta rottura col passato delineando un futuro della città legato allo sviluppo del complesso aeroportuale e industriale. Non casualmente, nella ricerca storica, si propongono, nell’essenziale, i momenti legati all’età romana e a quella normanno-sveva in cui Brindisi è la porta attraverso cui l’Occidente si riversa in Oriente; sotto altro aspetto si tratta della funzione svolta dalla città, fra XIX e XX secolo, quale porto caposcalo della Valigia delle Indie, termine che ne contiene, si direbbe, molti altri; rappresentò, infatti, a un tempo, un luogo dell’immaginario, un treno che per lusso rivaleggiò con l’Orient-Express un complesso sistema di trasporti, un itinerario marittimo. Questi significati convergono e hanno fulcro in Brindisi che della Valigia fu snodo essenziale rappresentando l’ultima tappa occidentale del percorso che univa Londra a Bombay e, più generalmente, a tutte le colonie inglesi oltre Suez. L’inserimento di Brindisi nei grandi itinerari internazionali determinò il rapido collegamento della Puglia alla rete ferroviaria nazionale attraverso lo snodo di Bologna; ciò, ovviamente, determinò benefici con ricaduta a pioggia su ogni comparto economico e una forte spinta all’innovazione tutt’altro che esaurita negli anni di Strapaese. Furono anni di grande incremento demografico legato prevalentemente al forte afflusso d’immigrati, rimanendo, infatti, per un lungo periodo quello anagrafico negativo, superando il numero dei decessi quello delle nascite. A propiziare lo sviluppo della città furono le infrastrutture realizzate per il transito della Valigia che ne ruppero l’isolamento e consentirono d’attrarre grandi investitori, soprattutto nel settore vitivinicolo. Grandi stabilimenti sorgono lungo la ferrovia proponendosi come principale fattore di reddito per la popolazione; l’urbanizzazione, che in questi anni giunge sino al limite della cinta muraria vicereale, appare come conseguenza di questa fase economica per molti versi irrepetibile. In chiusura l’ing. Teodoro Muscogiuri, presidente del Rotary Club Brindisi Valesio, riassumendo i termini del dibattito, ha evidenziato la necessità che la lettura del passato non sia fine a se stessa ma si proponga, comunque, come tassello di progettazione del futuro.

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