Autore: IN EVIDENZA Politica

Brindisi: elezioni amministrative Marchionna-Fusco, la sfida finale


Ci siamo. La campagna elettorale è agli sgoccioli, le immagini dei candidati – riportate con particolare veemenza sulle pagine social – raccontano di Fusco e Marchionna in modalità Franco Califano: «Io per le strade di quartiere». Da giorni i due contendenti non si fanno mancare neanche un angolo della città, coprendo ogni lato del capoluogo: piazze, mercati, negozi, nel più classico dei «casa per casa, strada per strada» di Berlingueriana memoria.
Niente da dire in proposito, anzi finalmente una campagna elettorale vissuta tra la gente e sentita da cittadini e candidati. Con la speranza che poi in tutti quei luoghi, tra quella gente, l’Amministrazione negli anni a venire sia davvero presente. Passata la prima settimana, valida per ufficializzare eventuali apparentamenti, la fase dei ballottaggi entra davvero nel vivo. In controtendenza con quanto avvenuto per buona parte del primo turno, gli ultimi giorni si caratterizzano per l’alto tasso di scontro politico tra le due coalizioni. Il confronto pacato e rispettoso delle scorse settimane sembra aver lasciato il passo a una lotta senza freni, anche sul piano personale. In realtà giocata non più di tanto in prima persona dai candidati, ma lasciata ai partiti della coalizione, che fanno il lavoro sporco e da giorni si rimpallano colpe e responsabilità su passato, presente e, persino, futuro della città.
Alle accuse del centrodestra, che imputa al PD locale ipotetici fallimenti nella gestione recente della città, si contrappongono le critiche dei Dem che ricordano a Marchionna il ruolo di vicesindaco proprio nell’Amministrazione di centrosinistra di qualche anno fa. E ancora per un Fusco vicino a quel Movimento 5 Stelle che, per il centrodestra, non ha «tutelato» Brindisi, favorendo il CIS di Taranto, c’è un Marchionna che da sinistra vogliono «telecomandato» dal deputato Mauro D’Attis e dall’ex sindaco Giovanni Antonino. Insomma, accuse, scherni, toni accesi da entrambe le parti, attraverso comunicati, articoli e interviste ma – come nella più classica della campagna elettorale 4.0 – anche attraverso una grande spinta sui canali digitali. Da giorni, difatti, sulle chat e i profili social di tanti brindisini continuano a circolare file di ogni tipo. Dai video-sfottò contro uno o l’altro candidato, ai fotomontaggi con i protagonisti – vecchi e nuovi – della politica brindisina, chiamati in causa, da una parte e dall’altra. Dicevamo, però, che la campagna elettorale è anche questo, e menomale. Forse è meglio che si registrino fermento, passione, tra cittadini, partiti e candidati che non la solita e sempre più diffusa indifferenza verso la «cosa pubblica», la politica.
Certo, sarebbe più rispettoso un confronto nel merito, sui contenuti. In fin dei conti i brindisini si giocano il futuro dei prossimi anni, quello di una città che ha dinanzi a sé enormi prospettive di crescita ma anche tantissime sfide aperte su più fronti. A cominciare da quelli fondamentali dello sviluppo, legati alle nuove infrastrutture portuali, al ruolo delle grandi realtà industriali, al potenziamento dei servizi al cittadino, a cominciare da quelli sanitari, ad esempio.

L’immagine di copertina di Agenda Brindisi del 26 maggio 2023

Insomma, la partita è davvero importante. Sarà per questo che anche in queste ore non è mancato il sostegno dei big nazionali, che da Roma sono tornati a sostenere i due candidati. Al centrosinistra, che ha potuto contare sull’apporto dell’ex Premier Conte – presente mercoledì in Piazza Vittoria – ha risposto il centrodestra con la manifestazione di giovedì col ministro Antonio Tajani. Insomma, nomi di peso per una sfida per niente scontata.
In chiusura due ultime riflessioni. La prima legata al tema delle alleanze in vista del voto. Si tratta di un aspetto solo in parte superato perché, se – come detto – il tempo per formalizzare gli apparentamenti ufficiali è ormai scaduto, resta comunque aperta la strada di un supporto ufficioso per uno o l’altro candidato da parte di liste, gruppi e movimenti. Sarà interessante capire quanti elettori di sinistra, che avevano sostenuto l’uscente Riccardo Rossi, ad esempio, punteranno sul «voto utile», tornando a sostenere il campo riformista per scongiurare la vittoria del centrodestra o se, al contrario, vorranno far pesare la spaccatura e le ruggini di alcune settimane addietro.
E allo stesso modo si registra qualche malumore su eventuali appoggi ufficiosi che possano portare alla vittoria di un candidato per mano di personalità e movimenti molto differenti per visione, retroterra culturale, esperienze passate e ideali politici. Se, per dirla in parole povere, «prendersi» dei voti non possa poi alla fine farne perdere degli altri, magari di cittadini delusi o arrabbiati.
Infine, un plauso sincero all’uscente sindaco Rossi e alla sua ormai ex Amministrazione, che ci ha regalato, dopo decenni, una iniziale – e già bellissima – vista sulle antiche mura accanto a Porta Lecce, riuscendo a portare a termine l’abbattimento di una serie di edifici abusivi e regalando un gran colpo d’occhio a chi entra in città. Come diremmo a Brindisi: «le cose giuste».
Andrea Lezzi

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