Andrea LezziAutore: IN EVIDENZA Rubriche Vista da Roma

Brindisi: vita cittadina, scene quotidiane … «Come Scampia»

Lo confesso, ci sono delle volte in cui pensando a Brindisi non riesco a non considerare due città differenti. È come se ci fossero due comunità che vivono e crescono insieme, ovvero nello stesso luogo, ma parallelamente, e cioè senza mai incontrarsi per davvero, senza dialogare o condividere la quotidianità.
«Le città come i sogni – scriveva Italo Calvino – sono costruite di desideri e di paure». E questi due elementi da noi sembrano essere in continuo contrasto. Se da una parte vi è una città ambiziosa, che vuole crescere e dimostrare di essere un grande capoluogo, dall’altro restano, e forse sembrano aumentare, i problemi di sempre. Sono problemi dettati soprattutto dalla mancanza di lavoro, ma non solo. Vi è un enorme, preoccupante, tema culturale.
Per ogni ragazzo che decide di non partire e magari aprire un’attività – tanti negli ultimi anni -, per ogni giovane che sceglie di tornare e portare la propria esperienza, ecco, per ognuno di loro sembra esserci qualche altro pronto a rimettere a terra questa città. C’è chi si fa un mazzo così per aprire un locale serale – quasi tutti gestiti da giovani intraprendenti – e c’è tutta una fauna che spesso attorno a questi locali si raduna. Son quelli senza casco sulla moto nella ZTL, quelli dei petardi tra la folla – come accade praticamente ogni fine settimana – e quelli delle risse e delle pistolettate tra la gente. Come è accaduto più volte attorno al Verdi, quando per ben due volte anche un povero venditore di rose fu aggredito e dove un mini parco giochi – appena montato dalla civica Amministrazione – fu vandalizzato e reso inagibile.
Penso quindi a tanti amici e coetanei che si impegnano per portare qualcosa a questa città, che investono soldi e passione: nel commercio e con attività culturali innovative. E non posso poi pensare che c’è chi, contemporaneamente, questa città lavora per distruggerla.
È come se quel sottobosco germogliato negli anni d’oro del contrabbando esistesse ancora, e che ora, in una fase di disordine economico e sociale, siano proprio i figli di quella generazione a venir fuori, ereditando il peggio di quel periodo buio per la città, confondendo sopravvivenza e illegalità.
Dopo il Duemila è cominciato un lento e graduale cambiamento e, anche grazie al lavoro di un Sindaco illuminato, si è ricominciato a pensare a una città che facesse cultura, a nuovi spazi per la comunità ecc. Ma quel sottobosco rimane e, anzi, si espande. Anche prima, certamente, sembrava esserci una città a due velocità, con vite e obiettivi differenti. Ma forse allora c’era maggiore consapevolezza e una maggiore voglia di combattere. C’era un fermento culturale, sociale, di idee, che oggi semplicemente manca. Ma questo non può farci arrendere. La nostra generazione può e deve dimostrare di poter far vincere l’animo onesto e virtuoso di questa città. Non quella dove a Natale «arrivano le rapine» o dove rubano le piante dalle aiuole.
È come sputare in faccia alla storia millenaria di Brundisium, crocevia di storie e di civiltà. E fa male vedere che oggi sia diventata la città della rassegnazione, della convinzione che alla fine sia quasi normale che debba andare così. Come ho ascoltato di recente, quando una signora, commentando in strada diceva che alcune scene quotidiane ormai sono semplicemente «come Scampia».
Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi 10 dicembre 2021)

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