redazioneAutore: Attualità IN EVIDENZA

Colmata ex British Gas e pontile a briccole, orientamenti opinabili

Il «Gruppo di lavoro sul porto di Brindisi», rappresentato da Bobo Aprile, afferma che le recenti decisioni dell’ADSP MAM concernenti il porto di Brindisi «mostrano quanto si renda sempre più urgente e irrinunciabile un nuovo piano regolatore del nostro porto, previo l’indispensabile scorporo. La città deve reagire a questo torpore che la attanaglia; proponiamo l’assedio all’autorità portuale affinché si cambi decisamente rotta per il futuro del nostro porto. Scegliere di far realizzare un terminal internazionale sulla colmata (l’ex cantiere della British Gas – foto) significa cercare di cogliere la prima occasione possibile, pur di utilizzare eventuali risorse disponibili, ma senza che ciò risponda ad una strategia precisa che solo il nuovo piano regolatore può definire. Significa anche pregiudicare eventuali scelte del nuovo piano; infatti sulla colmata potrebbe sorgere la nuova e ultra moderna sede della Marina Militare, che oltre ad accogliere le navi di nuova generazione, potrebbe controllare l’intero Adriatico, cosa difficilmente fattibile nella sede attuale. Inoltre è presumibile che è l’intera area oggi destinata al carbone, compreso il nastro trasportatore, che dovrebbe essere destinata al traffico di fideraggio dei container». Inoltre, il «Gruppo» ritiene che sia difficile che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici possa esprimere parere favorevole sulla proposta di Adeguamento tecnico funzionale relativo al pontile a briccole per i seguenti motivi: l’adeguamento tecnico funzionale prevede tassativamente che non vi sia né incremento né variazione della tipologia di traffico; il nuovo pontile a briccole sarebbe destinato ad un incremento del traffico ro-ro, sia come numero di navi sia come dimensioni delle navi, che trasporterebbero un maggior numero di mezzi (merci e passeggeri); né si può ignorare che la zona dove dovrebbe sorgere, il porto medio, in base al piano regolatore in vigore è interdetto al traffico passeggeri (l’attuale traffico vi si svolge solo in via provvisoria). In definitiva si potrà incominciare a parlare seriamente di sviluppo del porto, che di fatto con la conclusione del traffico del carbone sta morendo, solo quando, dopo lo scorporo, si metterà mano adeguatamente al nuovo piano regolatore (cui, senza scorporo, di fatto, non è possibile mettere mano)».

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