Giorgio SciarraAutore: IN EVIDENZA Rubriche Zona Franca

Due Santi Patroni e una Città / Una «stagione» fuori stagione

«Dove eravamo rimasti?» si chiedeva il giornalista e conduttore Enzo Tortora dopo la lunga assenza dalle reti televisive. Nel corso della pausa estiva del nostro giornale si sono verificati tanti avvenimenti cittadini ed è naturale che si siano «stratificati» fatti meritevoli d’essere raccontati e commentati al momento. Quindi, nel riprendere, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Da dove cominciare?
Due Santi Patroni e una città – La processione a mare per la celebrazione dei Santi Patroni non si è potuta tenere per le norme anti-Covid o, meglio, per una loro «libera» interpretazione. Questa decisione ha fatto molto discutere anche perché non è che si sia evitato di organizzare manifestazioni rispettose delle predette norme, tutt’altro. Ad esempio la ricomparsa delle bancarelle sui corsi (si sperava che fosse ormai definitivo il sito di via del Mare) hanno, com’era logico che fosse, provocato notevole confusione e, quindi, assembramento. Va da sé che le norme anti-Covid sono andate a farsi benedire. Questo e altri episodi hanno provocato forti perplessità sulla decisione di sospendere la processione a mare che è la parte laica con la più forte connotazione religiosa degli interi festeggiamenti. E si tratta dell’evento più atteso e particolarmente partecipato, quello con una spiccata carica identitaria che contribuisce a radicare i cittadini al proprio territorio. Con ogni probabilità è proprio quella parte dei festeggiamenti che, con alcuni minimi accorgimenti, avrebbe potuto tenersi.
Evidentemente così non l’ha pensata chi aveva l’onere di decidere e se due Santi patroni non sono riusciti a «illuminarlo», chissà, forse vorrà dire che due patroni sono troppi, ne basterebbe uno, forse i suoi «interventi» sarebbero più efficaci. E in questa ipotetica scelta chi preferiremmo? L’illustre brindisino, santo e dottore della Chiesa, forse molto più apprezzato altrove che nel suo paese o il soldato martire le cui spoglie trovarono rifugio a Brindisi e qui rimasero? Di certo Brindisi ne ha bisogno come il pane, ha necessità di un «santo protettore», di uno autorevole, che non si faccia mettere i piedi in testa da nessuno, uno che faccia realmente, e non a chiacchere, gli interessi di questa città.

Una «stagione» fuori stagione – Altro episodio che merita di essere raccontato per il suo lato, diciamo, «divertente» – a dispetto della rilevanza dell’argomento – è l’ambaradan montato per l’arrivo di una nave da crociera facendolo passare per l’inaugurazione della «stagione» crocieristica quando in realtà sta per finire, in pratica è come se un negozio presenta i modelli estivi quando gli altri stanno già facendo i saldi. Veniamo ai fatti: secondo un programma stabilito da tempo, il 23 agosto, giungendo da Corfù, è attraccata nella landa di Costa Morena, la nave da crociera Aidablu. Questa nave, della classe Sphinx, è gestita dalla AIDA Cruises ma la compagnia madre è la Carnival Corporation & plc. L’Aidablu ha una lunghezza di 253 metri, un pescaggio di 7,3 e una capacità di passeggeri di 2.050.
Per meglio comprendere l’«esagerazione» occorre conoscere alcuni dati. Il calendario crocieristico dei porti dell’AdSPMAM prevede per Manfredonia un solo accosto per il 15 ottobre prossimo, per Monopoli (dove nei giorni scorsi è stato inaugurato il nuovo terminal crociere costato 2.569.590,00 euro) sono previsti sette accosti con inizio il 24 agosto, due in più di quelli programmati per Brindisi, a Bari la «stagione» è cominciata un bel po’ prima, il 17 maggio, con una programmazione di 111 accosti, e mentre per tutti gli altri porti la «stagione» crocieristica terminerà ad ottobre, a Bari continuerà sino al 29 dicembre. In pratica a Brindisi si suppone di inaugurare la stagione crocieristica quando altri sono già a metà dell’opera. La scenografia mediatica è stata supportata dalla stampa con titoli del tipo «Crociere: finalmente si parte» e sostenuta anche dall’assessore al turismo, marketing territoriale e creatività, Emma Taveri, che, a quanto pare, ha una strettissima interlocuzione istituzionale con la stessa AdSPMAM.
Certo che se per vedere una stagione crocieristica quasi alla barese dobbiamo attendere le banchine di Sant’Apollinare stiamo davvero freschi e se nonostante tutto ciò qualcuno sostiene che questo disastro è addebitabile ad una cittadinanza disinformata e inconsapevole, la situazione è davvero grave, oserei dire irrecuperabile.

Giorgio Sciarra (Rubrica ZONA FRANCA – Agenda Brindisi – 10 settembre 2021

ERRATA CORRIGE – Nel riportare i diversi calendari crocieristici dei porti dell’AdSPMAM e citando quello di Monopoli, ho ricordato che era stato inaugurato il nuovo terminal crociere e per inciso ho scritto che sarebbe costato 2.569.590,00 euro. Non è esatto poiché il terminal di Monopoli in realtà è costato – come ci fa sapere la stessa AdSP – 135.238,71 euro. Un errore del quale mi scuso. La somma da me citata si riferisce invece al finanziamento totale del progetto Themis che «è finalizzato a sostenere lo sviluppo e le attività dei porti minori, indirizzare il traffico marittimo, in particolare crocieristico» dotandoli «di infrastrutture leggere destinate a migliorare l’accoglienza dei turisti, in particolare dei crocieristi» oltre alla «promozione internazionale di pacchetti turistici e relative opportunità di progettazione di nuovi approdi nei porti coinvolti nel progetto, in particolare per piccole crociere e maxi yacht». I porti e i territori coinvolti sono tutti i porti dell’Adsp, Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli, Brindisi oltre quello di Gallipoli e i porti di Paxos e Gaios in Grecia. (g.s.)

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