redazioneAutore: Politica

Figura del Garante della Disabilità, l’opposizione critica la procedura

Sembra proprio che, più che una democrazia, il Comune di Brindisi stia vivendo una nuova monarchia, neanche tanto illuminata: sempre più evidente, infatti, è l’azione accentratrice da parte del sindaco ed una spasmodica voglia di avocare a sé tutte le decisioni. Tale condotta è evidente nell’uso ed abuso di ordinanze e in quanto sta accadendo a proposito della nomina del Garante della Disabilità, che doveva essere sintesi di un confronto tra maggioranza, opposizione e amministrazione, e che oggi si sta rivelando una farsa, volendo il Sindaco riservare a sé la nomina e, soprattutto, la sua destituzione. Ed, infatti, su questa figura, la cui istituzione è stata richiesta sin dall’inizio dell’insediamento del Consiglio comunale da un componente della opposizione (l’avv. Carmela Lo Martire – foto) ma che sembrava fosse voluta da tutti

L’avvocato Carmela Lo Martire

senza alcuna distinzione, e che dovrebbe essere una figura di garanzia, si sta consumando una vera e propria battaglia: da una parte chi vuole riservarsi un potere/privilegio da consumarsi nelle proprie stanze, dall’altro chi chiede che questa nomina avvenga in Consiglio Comunale, con una procedura pubblica. Già nel corso della Commissione Consiliare Permanente Servizi Sociali del 15 Giugno scorso, così come nella precedente Commissione Speciale Statuto e Regolamenti, i rappresentanti dei gruppi dei partiti di opposizione scriventi avevano sollevato, con tanto di dichiarazioni annesse ai verbali, delle forti perplessità circa il metodo di nomina della figura del Garante della Disabilità, chiedendo che la scelta fosse quanto più trasparente, condivisa e condivisibile possibile, stante la delicatezza del ruolo e delle tematiche da trattare. Riservandosi la nomina e la destituzione del Garante, senza neanche una motivazione e/o giustificazione, questa persona, in tutto e per tutto nominata, perderebbe ogni caratteristica di indipendenza: è infatti evidente che, per poter esercitare le proprie funzioni di controllo nei confronti dell’amministrazione e degli enti alla stessa collegati, bisogna essere  autonomi e non dipendere dal capo della stessa. Non si possono così mettere da parte i principi democratici con uno schiaffo alla cittadinanza, soprattutto a quelli che hanno veramente creduto ai principi di trasparenza, legalità ed  imparzialità oggi tranquillamente calpestati con l’imposizione di nomine e distribuzione di incarichi.

I Consiglieri Comunali di opposizione: Gabriele Antonino, Carmela Lo Martire, Luciano Loiacono, Ercole Saponaro e Massimiliano Oggiano (nella foto Oggiano e Antonino nell’aula consiliare di Brindisi).

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