redazioneAutore: Attualità IN EVIDENZA

L’arte contemporanea a Brindisi d’estate tra mostre e … mostri

Nei giorni scorsi abbiamo visitato due mostre di arte contemporanea in corso a Brindisi; due collettive patrocinate dall’Amministrazione comunale, ordinate in due importanti spazi espositivi della città: “Della gentilezza e dell’audacia”, curata da Ilaria Caravaglio e Valeria Gatti, e “Save Biennale d’arte contemporanea per un nuovo mondo 2021 – Città di Brindisi” a cura di Davide Cocozza. Discostandosi lievemente dal titolo di un recente libello di Gianrico Carofiglio (“Della gentilezza e del coraggio”), contenente – non a caso – “suggerimenti per una nuova pratica del vivere civile”, la prima riunisce dieci artiste attorno al tema, forte quanto attuale, della violenza contro le donne.

Allestita con cura in alcune sale di Palazzo Granafei-Nervegna, la collettiva propone lavori appartenenti alla produzione recente delle autrici, di varia provenienza geografica e percorsi artistici distinti: Flavia Bigi, Giovanna Bozzi, Giulia Cristofaro, Valentina D’Andrea, Tania Medico, Francesca Romana Pinzari, Margherita Ragno, Toni Ripa, Beatrice Scaccia, Francesca Speranza. Dal figurativo al concettuale, alla videoinstallazione, alla fotografia, le opere si distinguono per qualità espressiva e impronta creativa, guardando al tema – a seconda dei casi –  con cruda e diretta esplicitazione, levità lirica, ironia, sguardo laterale. Tra le cose più interessanti si distinguono le immagini fotografiche post-prodotte in chiave pop, che declinano con leggerezza parole ambigue, non esimendoci da una riflessione sulla loro accezione più aspra (Speranza); la figurazione intrisa di lieve lirismo, in un intrigante connubio illustrazione-scultura concettuale (D’Andrea e Cristofaro); le posate d’argento dai manici irti di spine, ossimoro di una impossibile quanto impraticabile intimità familiare (Pinzari); le foto e il video corredati di una catena – legame affettivo nonché costrittivo – che fuoriesce ad occupare fisicamente lo spazio reale (Bigi); gli efficaci ritratti pittorici dal forte portato espressionistico (Medico) o dall’elevato tasso di “audacia” (Ragno). Puntuali e chiari pannelli illustrativi, con note biografiche a margine, descrivono la poetica di ciascuna artista e le caratteristiche delle opere, gradevolmente ed efficacemente ordinate al primo piano del palazzo di via Duomo. Il tutto a dimostrazione che da un’idea progettuale forte, mossa da impegno civile e sostenuta da approfondimenti e ricerca, si possano conseguire risultati che portano a un prodotto espositivo qualitativamente apprezzabile nel suo insieme. Difatti, nella sua sobrietà ed essenzialità, “Della gentilezza e dell’audacia” offre, a un tempo, una coerente rassegna di opere – per quanto non numerose, tuttavia a vantaggio di un percorso agevole ma non sbrigativo –  qualitativamente significative e momenti di riflessione su una problematica sociale attualmente imprescindibile per gravità e diffusione.

Difficile – se non impossibile – fare le medesime considerazioni sull’altra mostra collettiva (antitesi della sobrietà di cui sopra): “Save Biennale d’arte contemporanea per un nuovo mondo 2021 – Città di Brindisi”, in corso nel Bastione San Giacomo, per le cure di Davide Cocozza. Nella nota stampa quest’ultimo scrive: “80 artisti provenienti da diverse parti del mondo si confrontano ed espongono le proprie opere, idee e progetti, dando vita a spettacoli e performance live, in un turbinio di contaminazioni artistiche e culturali. Concept dell’evento la parola “SAVE”. “Save è salvare; in questo momento ed in ogni momento, ricordarsi di farlo; non solo nella necessita’ o nel bisogno, ma in ogni momento “prendersi cura” di se stessi, degli altri e del nostro circostante. Salviamo l’intercultura, l’accoglienza, l’umanita’. Gli artisti “salvano” ed espongono il loro meglio. Io “salvo” e porto al Bastione gli artisti, come lo stesso (il Bastione) fosse un’Arca su cui portare idee ed esperienze migliori, capaci di dare ad un nuovo ideale mondo, slancio, originalita’ e creativita” (sic). Al netto di virgolette e apostrofi in eccesso e accenti mancanti, dal testo traspare l’avventata ambizione di un evento “salvifico” di grande portata, di quelli che lasceranno il segno. Neanche a dirlo, a fare da cassa di risonanza è stata la stessa amministrazione comunale: “Sembra di stare a Milano, Londra, New York!”. Parole di Emma Taveri, assessore al Turismo, Brindisi Creativa, marketing del territorio, etc. etc.

Dispensando il lettore dal pletorico elenco degli artisti, e soprassedendo a considerazioni critiche sulle opere in mostra, ciò che colpisce il visitatore è la “cura” con cui le opere sono state presentate: biografie degli artisti (male editate) su foglietti sgualciti attaccati infelicemente con del nastro adesivo e in molti casi addirittura con dei chiodi conficcati nel carparo di un bene storico, targhette malamente ritagliate e altrettanto maldestramente appiccicate con il solito nastro adesivo messo con involontaria fantasia quando non addirittura attaccate nel bel centro dell’opera, puntine da disegno con tracce di vecchi fogli di vecchie mostre strappati, cavi, spine e prese elettriche sciattamente (e pericolosamente) in bella vista sul pavimento. Ancora, un dipinto poggiato su una sedia, altri precariamente incollati con un improvvisato nastro biadesivo che fatalmente non ha retto, altri su cavalletto, altri inchiodati ai muri (sempre quelli storici del bastione), tutto con una (in)discutibile, diciamo … eterogeneità espositiva.

Ci si chiede, inoltre, quale sia il tema portante e caratterizzante di questa “Biennale” che in quanto tale avrebbe richiesto una progettualità di lungo termine, anziché essere allestita in poche settimane come un saggio di fine anno (dove peraltro, detto tra parentesi, sarebbe pure difficile riscontrare tale improvvisazione e sciatteria). Incuriosisce molto, infine, un curatore che in una collettiva (da lui stesso curata) espone una propria opera, oltretutto la più grande e visibile di tutte, all’ingresso della sala. Insomma, visitare “Save Biennale d’arte contemporanea per un nuovo mondo 2021 – Città di Brindisi” è molto utile, al pari della consultazione di un buon manuale: “Come NON si cura una mostra”.

Domenico Saponaro

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